SIAL PARIS 2018

 

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La ventinovesima edizione di SIAL Paris, salone biennale di tendenze dell’Agroalimentare, si è conclusa a fine ottobre con un dato sorprendente: 310000 (trecentodiecimila) visitatori professionali, vale a dire che solo a Parigi il totale visitatori è stato, all’incirca, quanto risultato dalla somma di tutti i visitatori dello scorso ciclo mondiale del network SIAL (otto Saloni per cinque Continenti, 359000 visitatori da 194 Paesi, 14535 espositori da 109 Paesi). Il dato (circa il 100% d’incremento rispetto al 2016, contro una previsione del +3%) è, appunto, sorprendente, perché non previsto, gli altri risultati sono in linea con una moderata crescita: visitatori internazionali a 73% (+4,2%); Paesi di provenienza visitatori circa 200 (+3,1%); espositori a 7200 (+2,5% su 2016); 87% internazionali (+2,4%), provenienti da 119 Paesi (+9,2%). Anche i candidati a SIAL Innovation sono in linea con un incremento “perseguibile” 2355 (+7,6% sul 2016). Dopo la Francia (circa 12%), l’Italia è il secondo Paese per numero espositori (circa 10%, di cui quasi la metà nel Padiglione Italia), in terza posizione la Cina (circa 8%). L’andamento visitatori ed espositori riferito agli ultimi dieci anni (cinque edizioni) evidenzia come la crescita sia stata, a parte, come detto, il Salone appena concluso, in linea con le attese (vedi grafici 1 e 2).

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Grafico n 2_1

 

 

Anche gli incrementi (e diminuzioni), nello stesso periodo, sono nell’ordine di pochi punti percentuali. SIAL è un appuntamento importante sia per sviluppare business, sia per valutare trend sui consumi agroalimentari del Pianeta.

Sono ventuno i macro settori, e vanno dalle Bevande alla Salumeria, dai prodotti Ittici a quelli Dolciari e Panificazione, Prodotti Dietetici e Integratori, Lattiero Caseari, etc.

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In esposizione sono stati presentati circa 400000 prodotti che corrispondono a quasi 100 supermercati. La superficie totale è confermata a 250000m2, come nel 2016, corrispondente alle dieci Halls dell’offerta espositiva. Il 55% dei visitatori proviene dal Commercio e dalla Grande Distribuzione; il 23% dall’Industria Agroalimentare, il 16% dalla Ristorazione, e il 6% dai Servizi. SIAL è un “Luogo” per favorire esportazioni, per analizzare cambiamenti nelle proposte di cibo (oltre al diverso approccio al food nel variegato mondo dei consumatori), laboratori orientati al futuro del cibo, tavoli di approfondimento sui trend, start-up, ingredienti e ristorazione, innovazione a 360°e molto altro ancora.

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L’appuntamento a Parigi significa anche peculiarità delle indicazioni consumer d’ogni parte del mondo su gusti, sensi, desideri.  Ad esempio, secondo ricerche condotte da KANTAR TNS (FOOD 360°), il 92% dei consumatori nel mondo desidera una maggiore trasparenza sui prodotti alimentari; inoltre, il 64% è più attento all’origine dei prodotti. Alla domanda cosa significhi “Mangiare Bene”, il 74% dei tedeschi risponde che “…è un piacere”; per il 76% dei consumatori del Sud Est Asiatico “…è mangiar sano”; così come il 70% degli Spagnoli; 61% dei Cinesi; 69% degli Americani; mentre per il 65% dei consumatori del Regno Unito mangiar bene vuol dire “…mangiare equilibrato”; per il 68% dei Russi vuol dire “…alimenti di buona qualità”; così come il 66% dei Francesi.

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La crescita dei consumi “agroalimentari” al 2023, secondo Nomisma è sicuramente importante: la Cina aumenterà del 44%, Russia del 45%, India +85%, Stati Uniti +24%, Canada +35%, Corea del Sud +22%. L’Italia crescerà del 16%. A livello d’esportazione, sempre secondo Nomisma, il nostro Paese è cresciuto del 2,5% nel primo semestre del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con ottime affermazioni sui mercati del Messico (+16%), Polonia (+12%) e altri consolidati come Francia, Canada, Germania (circa 5%); crescita contenuta per USA e Regno Unito (+2%). I problemi di fondo della nostra economia agroalimentare, sono da riferirsi, principalmente, alle dimensioni delle nostre imprese, non in grado di strutturarsi per i mercati più lontani (solo l’1,7% delle aziende risulta avere più di 50 addetti, oltre alla capacità d’esportare almeno il 30% della propria produzione. Fonte Nomisma.)

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Altri problemi nascono da dazi tariffari e barriere di varia natura sia commerciali, sia tecniche, sia sanitarie; l’insieme di queste misure produce “muri” agli import consistenti. Restano poi da vedere, ma questo vale per tutti, gli esiti della Brexit oltre alla variabilità degli “umori” made in USA.

In ogni caso, i 40 miliardi di export Agroalimentare italiano del 2017 fanno ben sperare in una fase di buon recupero.

Come nel 2016, anche in quest’edizione due imprese italiane del nostro settore hanno confermato la loro partecipazione a SIAL: di seguito le opinioni del top management.

 

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Umberto Fabbri: Fabbri 1905

“Abbiamo aderito a ITALIA del GUSTO e siamo molto soddisfatti dell’organizzazione che è sempre ad alto livello. Partecipiamo a importanti fiere nel settore del retail e supermercati. La tipologia degli aderenti al gruppo è rappresentata da aziende che puntano alla qualità dei loro prodotti. La presenza numerosa di un vero made in Italy consente di dare battaglia contro i prodotti “Italian sounding” che, oltre a generare confusione al consumatore finale, “deprezzano” il nostro prodotto originale.

Al SIAL presentiamo gli sciroppi per bevande, dove siamo leader in Italia, proponiamo anche i topping Gourmet, per gelati, macedonie, torte. Abbiamo creato un nuovo impiego per le amarene, simbolo dell’azienda, nate nel 1905, vale a dire uno dei prodotti più longevi sul mercato, infatti, le proponiamo nei cocktail e nei long drink in sostituzione delle ciliegie, ricavandone un valore aggiunto sul prodotto finito.

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Gianni Babbi: Babbi

“Siamo venuti al SIAL due anni fa quasi per scommessa e, a seguito di segnali positivi, avevamo confermato la partecipazione a questa edizione, dove stiamo avendo ragguardevoli riprove. Contatti interessanti registrati due anni fa ora sono pronti a distribuire nostri prodotti sia per gelato, sia per il segmento dolciario specializzato, anche in aree d’influenza molto lontane dalla specificità di SIAL: Corea, Singapore, Malesia, Indonesia, Tailandia, in misura minore altri Paesi quali America del Sud ed Europa dell’Est.

C’è riconosciuto un plus composto di diversi fattori, fra cui la presenza della Famiglia nella gestione dell’azienda, il prodotto rigorosamente made in Italy, la propensione all’innovazione. In fiera, il mattino, quando produciamo gelato per lo stand, in tanti ci chiedono di assistere alla trasformazione d’ingredienti freschi in gelato artigianale.

L’emozione più grande per me, in questi giorni, è vedere i miei nipoti e collaboratori che s’impegnano per raggiungere un ampio successo in fiera; il loro percorso di crescita è fonte di tanta gioia e da un significato alla mia lunga vita lavorativa”.

 

Prossima edizione SIAL Paris dal 18 al 22 ottobre 2020