HOTELEX 2019 SHANGHAI

 

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Ai primi di aprile si è svolta a Shanghai, [Il luogo è “Shanghai New International Expo Center” (SNIEC) nel cuore finanziario di Shanghai, a Pudong] la 28^ edizione di HOTELEX (Shanghai International Hospitality Equipment & Supply Expo). È un appuntamento annuale cui fanno riferimento quindici macro settori quali Catering Equipment Supply, Tableware, Food and Beverage, Bakery & Ice Cream (comprensivo di: Bakery ingredients, materials and equipment, Ice cream ingredients and equipment, Chocolate products and equipment, Dairy products, Leisure food, Candies, Packaging and materials), Coffee & Tea, Wine & Spirits, Appliance & Amenities, Textile, IT & Security, Fitness & Leisure, Hotel Building, Hotel Engineering, Hotel Design, Hotel Furniture and Hotel Cleaning, con un “indotto” di oltre trenta eventi fra concorsi, educational, dimostrazioni, etc.

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Shanghai è una delle cinque location dove Hotelex approda in Cina, le altre sono (in date diverse) a Beijing, Chengdu, Qingdao e Guanzhou. I primi dati consuntivi, non è ancora disponibile il Post Show Report 2019, confermano la crescita di questa manifestazione che, sebbene sia a “trazione” cinese, in termini di visitatori ed espositori, possiede una valenza fondamentale sia per il mercato interno, sia per i mercati del sud est asiatico.

 

 

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I visitatori incrementano dell’8,9% a 159267 con una presenza di quelli “oltremare” di 7502 (+46,1% rispetto al 2018). (vedi grafico1 e 2).

 

Grafico n°1

Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

Grafico n°2

Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

 

Gli espositori aumentano del 3,6% (rispetto al 2018) a 2567. (vedi grafico 3)

Grafico n°3

Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

Gli ultimi dati disponibili (2018) indicano anche che la maggior provenienza degli espositori è dell’East China con il 25,37%, distaccato il North China con il 16,18%.

L’insieme dell’Europa è al 38,26% mentre gli Stati Uniti rappresentano il 16,27% dell’offerta espositiva.

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Per dare un’idea dello sviluppo di Hotelex in questi anni, è bene ricordare che nel 2006 la superficie era meno di 48000 m2, con 33361 visitatori e 654 espositori; con una presenza Cinese “Mainland” intorno al 90% con una distribuzione geografica dei visitatori che vedeva Shanghai al primo posto con il 63%, quindi Jangsu con il 17%, poi Zhejiang con 9,3%. Nell’edizione del 2018 le prime tre posizioni sono rimaste inalterate, ma con un “peso” diverso: Shanghai al 41,84%, Jangsu 15,53%, Zhejiang al 12,75%. Cresce, soprattutto quella parte di Cina storicamente definita la “finestra” sull’Occidente: sempre nel 2018, Taiwan, Hong Kong (e Macao) sono oltre il 27% con una crescita dell’80% rispetto al 15,15% del 2016.

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La superficie espositiva incrementa nel 2019 del 4,5%, a 230000m2, (nel 2015 erano 250000 m2), attraverso le strutture fisse delle 17 Halls, per un totale di poco meno di 200000m2, cui si aggiungono 11 outdoor Exhibition Halls che portano il totale espositivo, appunto, a 230000m2.

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Il settore del gelato è ben rappresentato dalle aziende italiane (con o senza sede in Cina), ma non solo, infatti, nel padiglione e mezzo (Hall 1 e parte del 2, oltre 15000m2) dedicato all’ice cream & Bakery, trovano posto anche molte aziende cinesi di softserve-machine, attrezzature per laboratorio artigianale, di gelato pronto alla vendita e, anche, “importatori” di semilavorati per gelato.

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C’è da dire che gli espositori del segmento “ice cream/bakery” nel 2016 rappresentavano il 18% del totale espositori, mentre nel 2018 (a ora ultimo dato disponibile) erano circa il 14%. Al contrario, i visitatori dichiarati del settore “ice cream/chocolate/sweets” sono incrementati dal 4% del 2016 al 5,12% del 2018.

Di seguito le opinioni di alcuni espositori del nostro settore.

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Daniela Canneddu: Carpigiani

“Il mercato cinese non è facile perché manca ancora la comprensione di che cosa sia effettivamente il gelato italiano, però, l’interesse è molto forte e i potenziali clienti sono aperti nell’apprendere la cosiddetta arte del gelato.

Il mercato cinese è anche un mercato che, da un punto di vista della concorrenza, è “feroce”, per cui il concetto di “copy” impera a scapito, ovviamente, della buona qualità.

Buon andamento della fiera, l’interesse per le macchine soft e per quelle del gelato artigianale è equamente ripartito. La provenienza dei clienti è, soprattutto, interna alla Cina.”.

Cristiano Ferrero

Cristiano Ferrero: Aromitalia

“L’andamento del gelato/icecream nella scorsa stagione è stato abbastanza piatto; quest’anno, due aziende di gelato industriale, su tutte, hanno spinto sull’immagine del gelato italiano (dichiarato riferimento tipo Grom), e ciò serve da traino al nostro prodotto tradizionale artigianale.

Hotelex è una fiera viva, interessante, con un significativo interesse per il gelato artigianale.

Il cliente finale, il consumatore, necessita ancora di un periodo di “affinamento” per saper veramente apprezzare la buona qualità, in una vasta offerta di qualità discutibile.”.

Emanuele Franchi

Emanuele Franchi: Iceteam 1927

Hotelex rappresenta per Iceteam 1927 il principale appuntamento per la promozione di nuovi e vecchi modelli per il mercato Cinese.

Da sempre improntati all’innovazione, Hotelex 2019 è stata quindi per noi l’occasione per rafforzare la nostra presenza come uno dei leader nel settore delle macchine da gelato e lanciare nuovi modelli per il soft icecream.

Nel settore delle macchine da gelato, sia le macchine combinate, sia pastorizzatori e mantecatori hanno avuto un buon riscontro, segno di un’attenzione crescente del mercato Cinese verso il concetto di gelato Italiano.

Iceteam 1927 rappresenta dunque il giusto mix per il mercato Cinese, in termini di velocità, semplicità e razionalità.

Eccellente la promozione fatta dal nostro Partner locale, L’Amore.

Per allargare la nostra presenza sul mercato, Hotelex è stata anche occasione per lanciare nuovi prodotti soft.

Nonostante la concorrenza locale, il buon mix qualità / prezzo delle nostre nuove piccole macchine a pompa peristaltica P1 e P3, ha attirato interesse.”.

Alberto Vezzaro

Alberto Vezzaro: Valmar

“La fiera sta andando abbastanza bene, buona affluenza anche da Paesi vicini come Taiwan, Indonesia, e fino ai confini con l’Australia. Ciò significa che Hotelex sta definendo importanti contorni anche per il gelato, quindi, assumendo quel carattere d’internazionalità che non era presente nelle precedenti edizioni. Il mercato cinese è un mercato dove il gelato artigianale comincia a farsi conoscere meglio, e dove tutti noi operatori del settore abbiamo delle buone aspettative.”.

Nicola Fabbri

Nicola Fabbri: Fabbri

“La fiera continua a crescere e l’andamento è certamente positivo la presenza italiana è costante. Vedo una forte crescita di produttori cinesi, soprattutto di macchinari. Anche l’affluenza è migliorata, il visitatore è più informato. Continuiamo a proporre due modi di fare il gelato: uno è quello tradizionale e l’altro è attraverso l’utilizzo del nostro “Simplé” che facilita notevolmente il modo di produrre gelato. Notiamo un decremento nelle aperture di nuove gelaterie, sostituite da un mercato soft di qualità, con ingredienti pregiati.

Questa tendenza è cominciata con “Godiva”, che ha introdotto nei propri negozi di cioccolateria il soft di qualità.”.

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Luca Vinti: ISA

“Esponiamo con il nostro distributore “Shanghai Chensu Commercial.Co.LTD” e abbiamo notato che la fiera è stata, progressivamente, interessante; è cominciata con scarsa affluenza, per proseguire diversi contatti potenzialmente validi, soprattutto cinesi.

È importante avere un padiglione dedicato al gelato, ciò consente di rafforzare l’immagine del gelato in un mercato, quello cinese, dove il gelato stesso è veramente di nicchia, ed è essenziale acquisire visibilità. Il livello del prodotto che esponiamo è di alta qualità per contrastare l’agguerrita concorrenza dei produttori locali.

Pierpaolo Colombo

Pierpaolo Colombo: Babbi

“Fiera molto interessante per il mercato del gelato sia come clienti cinesi sia come importatori per il mondo asiatico, Malesia, Indonesia, Singapore. Il mercato cinese è molto sfidante per il gelato artigianale, infatti, la maggior parte del mercato stesso, è in mano alla produzione semi-industriale di piccole dimensioni che producono centralmente e riforniscono i punti vendita.

Il fatto di avere un distributore locale che rappresenta anche attrezzature (Iceteam1927, Italprogect), aiuta notevolmente nello sforzo per introdurre il gelato artigianale in Cina.”:

Olsi Sala

Olsi Sala: PreGel

“Hotelex è un evento cui non si può mancare, anche se l’affluenza dei visitatori è molto variegata e, la conoscenza del gelato artigianale, nel suo complesso, è in divenire.

È necessario essere “perfettibili” nell’esposizione del prodotto e occorre, inoltre. Spiegare bene la formazione necessaria per produrre un buon gelato artigianale.

Il mercato cinese è sempre in evoluzione, il processo d’inserimento del gelato artigianale è lento ma vivace, i risultati sono soddisfacenti per il grado attuale di conoscenza del prodotto gelato.”.

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Andrea Zanuso, Giuseppe Bravo: Bravo

“Hotelex sta diventando molto importante per tutta l’Asia e non solo per la Cina. Ci sono clienti provenienti da bacino nord dell’Asia, Corea, India.

La conseguenza di questo è che sia le aziende locali, sia le aziende europee fanno stand sempre più importanti attraendo i visitatori cinesi che, poi, tenderanno a visitare meno frequentemente le fiere in Europa. I fabbricanti locali di macchine e attrezzatura nel trend di crescita verso lo standard europeo di produzione, sono, in un certo senso, “costretti” a migliorare la qualità dei loro prodotti e, di conseguenza, rimodulare i relativi prezzi, avvicinandosi, leggermente a quelli di riferimento europei.

Bravo ha fatto dei grossi investimenti di marketing soprattutto sulle due linee Trittico ed Equilibrio, rendendo accessibili con I PAD tutte le operatività in cinese sia sul touch screen del Trittico, sia sul sistema della bilancia Equilibrio, per consentire la produzione il più possibile di qualità. Essendo un’esclusiva Bravo, questi investimenti ci stanno ripagando degli sforzi fatti.”.

Alessandro Mucci

Alessandro Mucci: MEC3

“Fiera buona per l’Hotelleria ed è molto interessante uno spazio dedicato esclusivamente al gelato.

L’affluenza è interessante, ma il problema di fondo è la mancanza di un approccio al gelato. I clienti vedono il prodotto finito e faticano a comprendere il mondo che c’è dietro.

I problemi nel mercato cinese, sono di natura strutturale, il singolo locale interessa poco, l’investitore ragiona in termini di catene e, in questo senso, è difficile coniugare artigianale, industriale, buona qualità e qualità standard.

È difficile trovare il singolo che apprezzi e abbia la capacità di elaborare la gelateria artigianale. Qui, rispetto a un mercato come quello americano, dove l’approccio al concetto di catena è il medesimo, c’è più “improvvisazione”, meno capacità di capire dove è più importante la formazione per avere successo in gelateria.”.

 

Nota: lo stesso video con una migliore risoluzione è disponibile su youtube all’indirizzo:https://youtu.be/EC1WVqxx9g0

Prossima edizione di Hotelex a Shanghai: 29 marzo -1 aprile /2020.

 

SIRHA 2019 LIONE

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La diciannovesima edizione di Sirha (Salon International de la Restauration de l’Hôtellerie et de l’Alimentation), ha confermato una tendenza all’internazionalizzazione in crescita rispetto alle edizioni passate. I visitatori esteri sono quasi raddoppiati in dieci anni (sei edizioni) +95%; mentre i visitatori francesi sono aumentati del 53,6%. Vedi grafico 1 e tabella 1.

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Tabella n 1_1

 

Gli espositori sono tornati a crescere +26% rispetto al 2017, edizione che aveva registrato una leggera diminuzione (-2% rispetto al 2015). Di questi, sono imprese estere il 28% (nel 2017 erano il 25% del totale espositori), con un incremento, in termini di numeri del 41%.

In dieci anni (sei edizioni) gli espositori totali hanno avuto un incremento dell’80% di cui quelli esteri del 76%.

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La ripartizione per attività vede al primo posto il settore agroalimentare con oltre la metà degli espositori, distaccato (c.a. 13%), al secondo posto, attrezzature per cucine e trasporti, il settore complessivo boulangerie, pâtisserie, confiserie, (dove è presente il gelato) è al penultimo posto con c.a. il 7% degli espositori.

La superficie espositiva totale (ripartita per sette Halls) è 140 000 m² con un aumento del 6% rispetto alla passata edizione, e del 17% rispetto al 2009.

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I sottosegmenti sono passati a dodici (da undici): Boulangerie – Pâtisserie; Cafétéria – Bar, Brasserie; Transports; Services; Produits Agroalimentaires & Boissons; Confiserie – Chocolaterie; Équipements de Salle & Hôtellerie; Équipements pour la cuisine & ses annexes ; Place des vins ; Épicerie fin ; Nouvelles Technologies ; Arts de la table.

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I Padiglioni dedicati (uno in meno) hanno subito una variazione nella ripartizione, quarantuno internazionali e dodici regionali; nel 2017 gli internazionali erano ventotto e quelli regionali quattordici.

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Per ciò che concerne i concorsi, nulla togliendo agli altri ventidue in programma, è bene ricordare che Bocus d’Or per la cucina e la Coup du Monde de la Pâtisserie (quest’anno ricorre il trentesimo), sono eventi conosciuti in tutto il mondo cui ambiscono i migliori protagonisti nei rispettivi settori.

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Bisogna fare i complimenti alla squadra italiana composta da Lorenzo Puca (specialista zucchero), Andrea Restuccia (specialista gelato) e Mattia Cortinovis (specialista cioccolato), con il Presidente Alessandro Dalmasso, per l’importante medaglia di bronzo conquistata a pochi punti di distacco dalla vincitrice Malesia.

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Le opinioni di alcuni operatori

 

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Roger Erbes: Frigomat France

“Buon andamento del gelato artigianale nel 2018, la concorrenza principale è la pressione del gelato industriale sui pubblici esercizi; gli sforzi che tutti quelli che operano sul mercato artigianale sono ripagati con una leggera crescita, lasciando ben sperare per il prossimo futuro.

Meno interessante, per noi, il mercato delle soft, non perché non sia redditivo, ma perché le grosse catene sono “accasate” e le piccole sono sensibili al prezzo dei fabbricanti cinesi.

Fiera molto interessante anche per il gelato, soprattutto per le gelaterie, molto meno per il gelato nella ristorazione.”.

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Silvestro Bardella: Telme/Pastry Box

“Mercato del gelato artigianale sempre di nicchia, ci sono, invece, delle buone aperture nel segmento boulangerie che, per aprire al mercato con un’offerta allargata, comincia a introdurre il gelato “Fait Maison”.

Il mercato prevalente, per noi produttori di macchine per gelateria e pasticceria, è quello della pasticceria che da, sempre in modo progressivo, risultati soddisfacenti.

Questo è il frutto di un’importante collaborazione con un’azienda bene introdotta nel mondo della pasticceria, soprattutto nel pre e post vendita, garantendo un servizio che è indispensabile per questo mercato.

Oggi Sirha è sicuramente la fiera francese più importante, a livello internazionale, per l’equipment.”.

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Giuseppe Bravo: Bravo

“Il gelato artigianale, come si usa dire, non “fa mercato”, invece il segmento pasticceria-cioccolateria, dove noi siamo inseriti molto bene, cresce, anche se, verrebbe da dire, in modo anomalo, cioè il mercato chiede macchine di grossa capacità (100/120lt ora); questo significa che questi modelli sono destinati a imprenditori più che ad artigiani.

Resta il fatto, però, che la qualità dei loro prodotti è di alto livello e, perciò, questo tipo di clientela è molto esigente con i fornitori.

Fiera sempre ben organizzata e molto ricettiva per il mercato di riferimento.”.

NOTA: video pubblicato con  migliore risoluzione su https://youtu.be/mKg7x5WVZDY

Prossima edizione Sirha, dal 23 al 27 gennaio 2021 a Lione

 

 

 

 

SIGEP 2019 RIMINI

 

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Il 40° Salone della Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianale e Caffè, è terminato a fine gennaio confermando, in massima parte, i buoni risultati della precedente edizione (appuntamento annuale). Gli spazi sono consolidati a 129000m2, con la piena occupazione delle sei macrocategorie nei ventotto padiglioni, con la ripartizione delle rispettive superfici approssimativamente: Gelateria (considerando lo spazio della Coppa del Mondo della Gelateria) 40,3%; Pasticceria 20,8%; Caffè 18%; Panificazione Artigianale 14,5%; Cioccolateria 4,3%; Elementi di Design 2,1%;

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Gli espositori sono invariati, rispetto al 2018, 1250 imprese, di cui 16,8% estere, (+7,7% su 2018) provenienti da quaranta Paesi. Spagna al primo posto al 13,8%, Germania al 12,6%, Francia al terzo posto con il 10%, Cina al 7,1%, Belgio al 4,3%. I primi cinque Paesi formano il 50% degli Espositori esteri, mentre nella scorsa edizione i primi quattro Paesi formavano, appunto, la metà degli espositori esteri.

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Gli eventi, compresi quelli organizzati dagli espositori, lievitano del 29% a 1294 (con una forte crescita in due anni di circa il 74%). Non solo Show, anche i contatti Business sono stati rilevanti, (10000), grazie alla Piattaforma digitale Sigep.

I visitatori sono, secondo i dati forniti da Sigep, stabili rispetto alla scorsa edizione (anche sa manca il numero preciso), con un incremento del 2% dei visitatori esteri, provenienti da 185 Paesi (vedi grafico 1).

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Quest’anno, non sono state fornite ripartizioni all’interno della categoria visitatori ad esempio “….espositori, concorrenti ai concorsi internazionali, team per le competizioni, ospiti ai convegni, partecipanti alle aree academy…..”, che l’anno scorso rappresentavano quasi il 20% dell’affluenza, quindi, non è possibile analizzare in profondità il dato affluenza.

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Sembra confermarsi l’appiattimento della crescita dei visitatori, non certo per diminuito interesse, anzi, vale il contrario, ma, e questa è una mia interpretazione, per una mancanza di ricettività oggettiva, dovuta alla “saturazione” di tutti gli spazi possibili (vedi tabella1).

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Circa un migliaio di giornalisti, di cui il 15% esteri per una ripartizione delle testate specializzate (sia digitali sia cartacee) del 43,2% italiane (32,8% nel 2018), e del 56,8% estere (67,2% nel 2018) con sedi in diciotto Paesi. Spagna e Polonia in testa con il 6,8% di testate specializzate ciascuna (la Polonia era prima anche l’anno scorso).

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Stabili i settori merceologici (18) con un incremento (+ 7,6%) delle sottocategorie per “Macchinari, Impianti e Linee continue”, mentre si conferma al secondo posto “Materie prime e Ingredienti” con lo stesso numero di sottocategorie della scorsa edizione.

Preciso sempre che le categorie merceologiche si sovrappongono ai macro segmenti (Gelato, Pasticceria, Caffè, etc.), poiché non sono specifiche per un solo macrosegmento, ma “generiche” per utilizzi in più macrosegmenti.

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Non sono stati forniti i contatti media (nel 2019 erano stati 200 milioni), ma sempre di più Sigep si conferma quello che ho definito l’anno scorso “Sigep® Show”. I social hanno un impatto predominante nello sviluppo della conoscenza visiva dell’evento, finora non influenzando il Business dei mercati di attinenza del Sigep, che richiedono, ancora, una “presenza” di negoziazione. Gli operatori possono ancora generare business, l’importante è mantenere il corretto equilibrio fra mercato reale e mondo virtuale.

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Un’annotazione importante; a febbraio il Consiglio di Amministrazione di Italian Exhibition Group (IEG) cui fa capo Sigep, ha deliberato un investimento di 4,2 milioni di euro per l’ammodernamento dei parcheggi, in varia misura, fra Parcheggi Est, Ovest e Sud, (195000m2 totali). Attendiamo con piacere, che la mobilita veicolare in uscita, a fine di giornata, durante gli eventi, ne possa risentire favorevolmente.

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Prossimo appuntamento SIGEP:  2020 (18-22 gennaio)

NOTA: per visualizzare il video con una migliore risoluzione vai a  https://youtu.be/ZZoyDqI8cmg

24 MARZO 2019 GIORNATA EUROPEA DEL GELATO ARTIGIANALE

La settima Giornata Europea del Gelato Artigianale (è stata istituzionalizzata dal Parlamento Europeo nel 2012) cade, come consuetudine il 24 marzo di ogni anno.

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Lo stimolo concreto di questa giornata è, soprattutto, appannaggio dei gelatieri italiani sia operanti sul nostro territorio, sia operanti in Europa. Come ho avuto modo di rilevare in altre occasioni, solo un terzo dei Paesi aderenti all’Unione Europea promuove questa manifestazione e, all’interno di questi Paesi, sono le realtà associazionistiche che pianificano gli eventi (perché di pluralità di eventi si tratta); c’è il Patrocinio di Fiere importanti, ma l’interazione con i gelatieri non è praticabile da alcun Ente Fiera. Lo stesso discorso vale per le aziende e associazioni sponsor della manifestazione che informano i propri clienti e/o associati, attraverso tutti i canali possibili, dell’importanza di partecipare.

Quest’anno il gusto scelto (toccava all’Italia) è il Tiramisù, famoso dolce al cucchiaio oggetto di lunga disputa fra le regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia. A questo proposito, il Ministero delle Politiche Agricole ha inserito il 29 luglio 2017 il Tiramisù “friulano – giuliano” nelle liste P.A.T. (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) con buona pace del Veneto, anche se la “battaglia” non sembra ancora finita. Le origini del Tiramisù sono abbastanza recenti (meno di cinquant’anni, anche se l’Accademia del Tiramisù

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data le sue origini a Treviso fra il ‘700 e ‘800) e sono riferite, principalmente, a cucine d’alberghi e ristoranti dell’area nord-est Italiana. La fama del dolce si sviluppa velocemente non solo in Italia ma in tutto il mondo (quante storpiature leggiamo nei menù di locali pubblici di ogni continente). Oggi c’è un evento, il Tiramisù World Cup che, quest’anno, si svolgerà a Treviso dall’1al 3 novembre 2019. Il 21 marzo c’è il Tiramisù Day (FICO Eataly Word di Bologna) e via così.

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Gli ingredienti fondamentali del Tiramisù (dolce al cucchiaio) sono savoiardi, impregnati nel caffè e sommersi da una crema a base di mascarpone, uova e zucchero. Si spolverizza, poi, con cacao in polvere.

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I gelatieri, che hanno la grande capacità di trasformare “qualsiasi ingrediente/cibo” in gelato, hanno realizzato il gusto Tiramisù ormai da tanti anni, per cui, quando si è trattato di cimentarsi per produrre il “miglior” Tiramisù per la Giornata Europea del Gelato Artigianale, non sono mancate ottime esecuzioni, secondo i propri gusti e secondo le proprie tradizioni e origini.

La competizione, Gelato Tiramisù Italian Cup, si è svolta alla MIG di Longarone lo scorso dicembre e ad aggiudicarsi questo “onore” è stato Thomas Infanti, gelatiere ventunenne di Selvazzano Dentro (PD). Sopra la versione classica, qui sotto la versione con liquore marsala.

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È da qualche tempo che segnalo alcuni suggerimenti, per la Giornata, che potrebbero essere oggetto di riflessione.

La prima idea (non in ordine d’importanza) è quella di coinvolgere le aziende di ingredienti composti, oltre a quelle di attrezzature e macchine. Ho accennato, in precedenti occasioni, alla necessità di cedere un po’ di sovranità nell’organizzazione, pur con il dovuto rispetto delle associazioni di gelatieri, lasciando che ogni azienda elabori un proprio gusto anche complessivo, vale a dire composto di più ingredienti, topping, decorazioni, etc. per la Giornata e si attivi, attraverso la propria organizzazione, affinché i propri clienti producano questi (innumerevoli) gusti, personalizzandoli come sanno fare benissimo.

La seconda proposta è di “allungare” la Giornata Europea del Gelato Artigianale a un mese, come succede negli Stati Uniti per l’”Ice cream Mount”, che è a luglio.

Nel nostro caso si potrebbe partire, all’incirca, dal 24 febbraio di ogni anno, per arrivare al 24 marzo celebrando la fine del mese del Gelato Artigianale, appunto con la Giornata istituita dal Parlamento Europeo.

È bene ricordare che le giornate intestate a prodotti tipici sono innumerevoli (Nutella, Carbonara, Tiramisù, Crepe, etc.), e la sottolineatura dell’imprimatur del Parlamento Europeo è apprezzabile solo dagli addetti ai lavori e non certo dai consumatori, se poi consideriamo l’ondata di “sovranismo”, la bollinatura dell’Europa, potrebbe rivelarsi quasi controproducente. A parte la battuta, la macchina organizzativa delle aziende di settore, se l’arco temporale dell’impegno è un mese (non dimentichiamo che saremmo all’inizio di primavera e dopo la ricorrenza di San Valentino), potrebbe veramente rivelarsi un miglioramento non indifferente rispetto alla situazione attuale.

La terza idea riguarda il merchandising per le aziende sponsor, oltre a bicchierini, locandine, etc. occorrono magliette, sacchetti, berrettini, etc. oltre al logo della Giornata, tutti i gadget sarebbero ben visibili anche i marchi di ogni azienda che partecipa direttamente, (e non che sponsorizza semplicemente, delegando il “fine” di spesa).

Il discorso dei media sarebbe molto più coinvolgente, non dimentichiamo che le uscite sono, principalmente, bimestrali, quindi, a inizio marzo, la seconda pubblicazione dopo il Sigep, avrebbe, molto probabilmente, più contenuti se le aziende inserzioniste fossero coinvolte in un progetto mensile.

Come si usa dire: ci si può pensare?

Nota: Il video è pubblicato con una migliore risoluzione all’indirizzo: https://youtu.be/bXyYdKzqANQ

 

 

MOSTRA INTERNAZIONALE del GELATO ARTIGIANALE 2018 LONGARONE

 

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Dal 2 al 5 dicembre scorso si è svolta, a Longarone, la 59^ edizione della Mostra Internazionale del Gelato; impressioni discrete, completate da alcuni dati interessanti. La superficie espositiva è sempre la stessa (17000m2), così come i settori merceologici. Gli espositori totali, rispetto all’edizione scorsa diminuiscono leggermente, rimangono pressoché stazionari gli espositori esteri ma aumentano i Paesi di provenienza (+18%).

 

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I visitatori totali incrementano dell’1,6% rispetto al 2017; diminuiscono gli italiani -9,8% e aumentano gli esteri +7,1%. La ripartizione per provenienza, all’interno di questo valore, vede la Germania raddoppiare la sua presenza con un incremento del 92,5%; l’Austria ha una crescita del 54,1%, Olanda +26%, Polonia +37%. Questi Paesi hanno associazioni di gelatieri molto forti e la MIG è sempre un momento di ampio confronto. Ovviamente, questi incrementi sono compensati da leggere diminuzioni ripartite, soprattutto, in Paesi cui la MIG ha una minore influenza.

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Oltre trenta eventi, alcuni, come dimostrazioni e corsi, ripetuti più volte nell’arco dei quattro giorni di fiera sono stati il “piatto forte” dell’offerta MIG; la novità, oltre a importanti storiche competizioni, è stata “Longarone Eis Challenge”, concorso riservato ai gelatieri attivi in Germania e valevole per il ruolo di “centroavanti” del Team Germania che parteciperà alla IX edizione della Coppa del Mondo di Gelateria in programma dal 19 al 22 gennaio 2020 al Sigep di Rimini. Il vincitore è stato Federico Sacchet della gelateria Eiscafé “Gusto Mosena” di Hameln con la composizione “Bruschetta di gelato con olio di semi di zucca”.

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A Roberto Coletti di Utrecht (Olanda), la 49^ Coppa d’oro, quest’anno era il gusto vaniglia. Il 25° Concorso nazionale di gelateria “Carlo Pozzi” è stato vinto dall’istituto alberghiero “I. e V. Florio” di Erice (Trapani). Il “Gusto d’Europa” deciso da Artglace è il Gelato Tiramisù che sarà per il 2019 il gusto ufficiale di Artglace per la Giornata Europea del Gelato Artigianale (24 marzo). È stato elaborato e proposto da Thomas Infanti, giovane gelatiere di Selvazzano Dentro (Padova), vincitore del concorso Gelato Tiramisù Italian Cup. Da notare la presenza, in un proprio stand, dell’Accademia della Gelateria Tedesca, versione per la Germania dell’Accademia della Gelateria Italiana, fondata nel 1996.

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Prossima edizione (60^) della MIG: dall’1 al 4 dicembre 2019.

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Di seguito, l’opinione di Roberto Padrin, Sindaco Longarone e Presidente Provincia di Belluno

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“Il 29 ottobre è una data che rimarrà incisa nella nostra memoria per la ferita provocata al nostro territorio e alla nostra gente. La devastazione ambientale e, anche, di telecomunicazioni, energia elettrica, acque, ha messo a dura prova orgoglio e dignità di tutti noi. Siamo riusciti a ricostruire, nel senso stretto della parola, moltissimo di ciò che è andato distrutto e, in particolare, la MIG (a tempo di record). Per Longarone Fiere è l’evento più importante, e abbiamo voluto dare un segnale a tutti quelli che credono e puntano sulla nostra manifestazione per il gelato artigianale.

Lo scorso anno è stato un momento “delicato” per la scelta di alcune aziende importanti di non partecipare alla MIG. Questo fatto ci ha insegnato che la Fiera ha, comunque, una sua attrattività intrinseca e che occorre cambiare registro per proseguire sempre più in modo stretto con i gelatieri, i nostri “giudici finali”.

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L’edizione appena conclusa dimostra che la MIG è viva, che molti espositori la segnalano come interessante e proficua, molte associazioni trovano qui un momento di confronto e dialogo, ma occorre cambiare registro per evolversi. La governance è cambiata, più diretta al cambiamento, è necessario allacciare collaborazioni con altre realtà fieristiche, ed è, altresì, importante intervenire sulla struttura fieristica. Su quest’ultimo punto sto cercando le risorse indispensabili.

Un’ultima annotazione, da registrare, oltre all’affetto degli espositori, quest’anno c’è stata una forte crescita della presenza tedesca in fiera.”.

 

SIAL PARIS 2018

 

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La ventinovesima edizione di SIAL Paris, salone biennale di tendenze dell’Agroalimentare, si è conclusa a fine ottobre con un dato sorprendente: 310000 (trecentodiecimila) visitatori professionali, vale a dire che solo a Parigi il totale visitatori è stato, all’incirca, quanto risultato dalla somma di tutti i visitatori dello scorso ciclo mondiale del network SIAL (otto Saloni per cinque Continenti, 359000 visitatori da 194 Paesi, 14535 espositori da 109 Paesi). Il dato (circa il 100% d’incremento rispetto al 2016, contro una previsione del +3%) è, appunto, sorprendente, perché non previsto, gli altri risultati sono in linea con una moderata crescita: visitatori internazionali a 73% (+4,2%); Paesi di provenienza visitatori circa 200 (+3,1%); espositori a 7200 (+2,5% su 2016); 87% internazionali (+2,4%), provenienti da 119 Paesi (+9,2%). Anche i candidati a SIAL Innovation sono in linea con un incremento “perseguibile” 2355 (+7,6% sul 2016). Dopo la Francia (circa 12%), l’Italia è il secondo Paese per numero espositori (circa 10%, di cui quasi la metà nel Padiglione Italia), in terza posizione la Cina (circa 8%). L’andamento visitatori ed espositori riferito agli ultimi dieci anni (cinque edizioni) evidenzia come la crescita sia stata, a parte, come detto, il Salone appena concluso, in linea con le attese (vedi grafici 1 e 2).

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Anche gli incrementi (e diminuzioni), nello stesso periodo, sono nell’ordine di pochi punti percentuali. SIAL è un appuntamento importante sia per sviluppare business, sia per valutare trend sui consumi agroalimentari del Pianeta.

Sono ventuno i macro settori, e vanno dalle Bevande alla Salumeria, dai prodotti Ittici a quelli Dolciari e Panificazione, Prodotti Dietetici e Integratori, Lattiero Caseari, etc.

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In esposizione sono stati presentati circa 400000 prodotti che corrispondono a quasi 100 supermercati. La superficie totale è confermata a 250000m2, come nel 2016, corrispondente alle dieci Halls dell’offerta espositiva. Il 55% dei visitatori proviene dal Commercio e dalla Grande Distribuzione; il 23% dall’Industria Agroalimentare, il 16% dalla Ristorazione, e il 6% dai Servizi. SIAL è un “Luogo” per favorire esportazioni, per analizzare cambiamenti nelle proposte di cibo (oltre al diverso approccio al food nel variegato mondo dei consumatori), laboratori orientati al futuro del cibo, tavoli di approfondimento sui trend, start-up, ingredienti e ristorazione, innovazione a 360°e molto altro ancora.

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L’appuntamento a Parigi significa anche peculiarità delle indicazioni consumer d’ogni parte del mondo su gusti, sensi, desideri.  Ad esempio, secondo ricerche condotte da KANTAR TNS (FOOD 360°), il 92% dei consumatori nel mondo desidera una maggiore trasparenza sui prodotti alimentari; inoltre, il 64% è più attento all’origine dei prodotti. Alla domanda cosa significhi “Mangiare Bene”, il 74% dei tedeschi risponde che “…è un piacere”; per il 76% dei consumatori del Sud Est Asiatico “…è mangiar sano”; così come il 70% degli Spagnoli; 61% dei Cinesi; 69% degli Americani; mentre per il 65% dei consumatori del Regno Unito mangiar bene vuol dire “…mangiare equilibrato”; per il 68% dei Russi vuol dire “…alimenti di buona qualità”; così come il 66% dei Francesi.

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La crescita dei consumi “agroalimentari” al 2023, secondo Nomisma è sicuramente importante: la Cina aumenterà del 44%, Russia del 45%, India +85%, Stati Uniti +24%, Canada +35%, Corea del Sud +22%. L’Italia crescerà del 16%. A livello d’esportazione, sempre secondo Nomisma, il nostro Paese è cresciuto del 2,5% nel primo semestre del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con ottime affermazioni sui mercati del Messico (+16%), Polonia (+12%) e altri consolidati come Francia, Canada, Germania (circa 5%); crescita contenuta per USA e Regno Unito (+2%). I problemi di fondo della nostra economia agroalimentare, sono da riferirsi, principalmente, alle dimensioni delle nostre imprese, non in grado di strutturarsi per i mercati più lontani (solo l’1,7% delle aziende risulta avere più di 50 addetti, oltre alla capacità d’esportare almeno il 30% della propria produzione. Fonte Nomisma.)

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Altri problemi nascono da dazi tariffari e barriere di varia natura sia commerciali, sia tecniche, sia sanitarie; l’insieme di queste misure produce “muri” agli import consistenti. Restano poi da vedere, ma questo vale per tutti, gli esiti della Brexit oltre alla variabilità degli “umori” made in USA.

In ogni caso, i 40 miliardi di export Agroalimentare italiano del 2017 fanno ben sperare in una fase di buon recupero.

Come nel 2016, anche in quest’edizione due imprese italiane del nostro settore hanno confermato la loro partecipazione a SIAL: di seguito le opinioni del top management.

 

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Umberto Fabbri: Fabbri 1905

“Abbiamo aderito a ITALIA del GUSTO e siamo molto soddisfatti dell’organizzazione che è sempre ad alto livello. Partecipiamo a importanti fiere nel settore del retail e supermercati. La tipologia degli aderenti al gruppo è rappresentata da aziende che puntano alla qualità dei loro prodotti. La presenza numerosa di un vero made in Italy consente di dare battaglia contro i prodotti “Italian sounding” che, oltre a generare confusione al consumatore finale, “deprezzano” il nostro prodotto originale.

Al SIAL presentiamo gli sciroppi per bevande, dove siamo leader in Italia, proponiamo anche i topping Gourmet, per gelati, macedonie, torte. Abbiamo creato un nuovo impiego per le amarene, simbolo dell’azienda, nate nel 1905, vale a dire uno dei prodotti più longevi sul mercato, infatti, le proponiamo nei cocktail e nei long drink in sostituzione delle ciliegie, ricavandone un valore aggiunto sul prodotto finito.

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Gianni Babbi: Babbi

“Siamo venuti al SIAL due anni fa quasi per scommessa e, a seguito di segnali positivi, avevamo confermato la partecipazione a questa edizione, dove stiamo avendo ragguardevoli riprove. Contatti interessanti registrati due anni fa ora sono pronti a distribuire nostri prodotti sia per gelato, sia per il segmento dolciario specializzato, anche in aree d’influenza molto lontane dalla specificità di SIAL: Corea, Singapore, Malesia, Indonesia, Tailandia, in misura minore altri Paesi quali America del Sud ed Europa dell’Est.

C’è riconosciuto un plus composto di diversi fattori, fra cui la presenza della Famiglia nella gestione dell’azienda, il prodotto rigorosamente made in Italy, la propensione all’innovazione. In fiera, il mattino, quando produciamo gelato per lo stand, in tanti ci chiedono di assistere alla trasformazione d’ingredienti freschi in gelato artigianale.

L’emozione più grande per me, in questi giorni, è vedere i miei nipoti e collaboratori che s’impegnano per raggiungere un ampio successo in fiera; il loro percorso di crescita è fonte di tanta gioia e da un significato alla mia lunga vita lavorativa”.

 

Prossima edizione SIAL Paris dal 18 al 22 ottobre 2020

 

 

Associazioni per l’Europa del Gelato Artigianale Napoli 26 giugno 2018

 

Quando si parla d’Europa, tornano alla mente i Padri Fondatori (per l’Italia Altiero Spinelli e Alcide De Gasperi) che, nonostante allora fossero davanti a un “presente” disastroso, ebbero il coraggio di guardare lontano, lasciandosi alle spalle le scorie delle guerre.

Nel 1957, con il trattato di Roma nasce la Comunità Economica Europea (CEE), per merito di “soli” sei Paesi, (fra vincitori e vinti), fra cui l’Italia. La crescita economica, negli anni seguenti, porta, vent’anni dopo, alla creazione del Mercato Unico Europeo e, con la successiva caduta del muro di Berlino, nel 1993 il Mercato Unico Europeo è perfezionato con la sottoscrizione di quattro “capisaldi”: circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Qualche anno prima, un gruppo di persone, artigiani, gelatieri, etc. pensò che si potessero unire, in Europa, anche le competenze di mestieri, antichi e “manuali”, di grande tradizione, per dare voce a un mercato di nicchia. Erano gelatieri di Francia, Italia, Austria, Germania, Olanda, Spagna, Portogallo, insieme fondarono Artglace (Confédération des Associations des Artisans Glaciers de la Communauté Européenne), con il comune compito di valorizzare, in ambito europeo, il gelato artigianale.

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Oggi, ricorrono trent’anni della fondazione e Napoli ha voluto, fortemente, imbastire un evento che accomunasse, anche i vent’anni del Comitato Nazionale per la Difesa e la Diffusione del Gelato Artigianale e di Produzione Propria (GA), e il 20° anniversario del Comitato Gelatieri Campani. Associazioni che non utilizzano solo i verbi al passato ma, forti dell’esperienza, coniugano, soprattutto, i verbi al futuro, in prospettiva di un sempre maggiore sviluppo del gelato artigianale.

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La cornice di Napoli non è casuale, la capacità di aggregazione è forte e il senso di appartenenza ancora di più. Le associazioni, insieme, hanno voluto consegnare un riconoscimento a chi, oltre 100 fra persone e aziende, ha dato e continua a donare il proprio contributo in termini di esperienza, capacità, risorse, disponibilità alla crescita globale del settore.

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La splendida organizzazione ha previsto, prima della manifestazione, per ospiti e familiari, una visita al cuore di Napoli e alla sua storia, quindi il via all’evento con il Saluto di benvenuto da parte di Filippo Bano, Presidente di Artglace che, fra l’altro sottolinea ”……..Il Gelato Artigianale, prodotto apprezzato in tutto il mondo, è tale, quindi, grazie al territorio in cui nasce e di cui siamo rappresentanti: l’Europa. Non solo come luogo geografico, con le sue componenti fisiche e climatiche che danno vita a materie prime senza eguali, ma anche come insieme di fattori umani determinanti nella creazione e nella diffusione di un’eccellenza: tecnica, cultura, storia, tradizione. È la sintesi di tutto ciò che ha dato vita al Gelato Artigianale……..”

Filippo Bano

Elaborazione RG, Fonte: Studio@Zifarelli.it

Ciro Verde, Presidente G.A. pone l’accento sull’italianità del Gelato Artigianale”………Oggi si è finalmente capito che esso (Gelato Artigianale N.d.R.) è evocatore di italianità in tutto il mondo e per questo sta finalmente riuscendo la diffusione della parola italiana Gelato a scapito delle traduzioni in altre lingue, poiché il Gelato italiano è frutto di un’evoluzione che l’ha portato a raggiungere oggi standard qualitativi eccezionali……”

Ciro Verde

Elaborazione RG, Fonte: Studio@Zifarelli.it

Ferdinando Buonocore, Presidente Comitato Gelatieri Campani rileva come”…….A vestirsi a festa, ornata dell’ospitalità e del calore della sua gente, è Napoli, affascinante cornice di queste celebrazioni…..Non tutti i luoghi hanno il dono di Napoli: conquistare irrimediabilmente il cuore dei suoi visitatori…….Per la sua unicità e per il legame secolare che essa ha con il Gelato Artigianale, mi sento di dire oggi che Napoli meriterebbe di essere insignita dell’onorificenza di Capitale Mondiale del Gelato Artigianale.”

Ferdinando Buonocore

Elaborazione RG, Fonte: Studio@Zifarelli.it

Parole non di circostanza, ma un invito per tutti a proseguire il proprio impegno per l‘affermazione del Gelato Artigianale in Italia e in Europa.

Madrina della manifestazione e testimonial per Artglace, la Campionessa Italiana di discesa in apnea Mariafelicia Carraturo che, proprio in questi giorni ha stabilito, nelle acque di Sharm el-Sheikh il nuovo record del mondo (CMAS, Confédération Mondiale des Activités Subaquatiques) di apnea in assetto variabile con monopinna, alla ragguardevole profondità di 115 metri in un tempo di 3 minuti e 4 secondi sostenendo una pressione di 13 atmosfere.

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Fonte: “La Repubblica”

Un’osservazione finale: guardando alle nostre spalle, si capisce quanto è stato fatto per il Gelato Artigianale, guardando al futuro si capisce quanto la sfida sia difficile ma superabile.