HOTELEX 2019 SHANGHAI

 

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Ai primi di aprile si è svolta a Shanghai, [Il luogo è “Shanghai New International Expo Center” (SNIEC) nel cuore finanziario di Shanghai, a Pudong] la 28^ edizione di HOTELEX (Shanghai International Hospitality Equipment & Supply Expo). È un appuntamento annuale cui fanno riferimento quindici macro settori quali Catering Equipment Supply, Tableware, Food and Beverage, Bakery & Ice Cream (comprensivo di: Bakery ingredients, materials and equipment, Ice cream ingredients and equipment, Chocolate products and equipment, Dairy products, Leisure food, Candies, Packaging and materials), Coffee & Tea, Wine & Spirits, Appliance & Amenities, Textile, IT & Security, Fitness & Leisure, Hotel Building, Hotel Engineering, Hotel Design, Hotel Furniture and Hotel Cleaning, con un “indotto” di oltre trenta eventi fra concorsi, educational, dimostrazioni, etc.

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Shanghai è una delle cinque location dove Hotelex approda in Cina, le altre sono (in date diverse) a Beijing, Chengdu, Qingdao e Guanzhou. I primi dati consuntivi, non è ancora disponibile il Post Show Report 2019, confermano la crescita di questa manifestazione che, sebbene sia a “trazione” cinese, in termini di visitatori ed espositori, possiede una valenza fondamentale sia per il mercato interno, sia per i mercati del sud est asiatico.

 

 

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I visitatori incrementano dell’8,9% a 159267 con una presenza di quelli “oltremare” di 7502 (+46,1% rispetto al 2018). (vedi grafico1 e 2).

 

Grafico n°1

Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

Grafico n°2

Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

 

Gli espositori aumentano del 3,6% (rispetto al 2018) a 2567. (vedi grafico 3)

Grafico n°3

Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

Gli ultimi dati disponibili (2018) indicano anche che la maggior provenienza degli espositori è dell’East China con il 25,37%, distaccato il North China con il 16,18%.

L’insieme dell’Europa è al 38,26% mentre gli Stati Uniti rappresentano il 16,27% dell’offerta espositiva.

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Per dare un’idea dello sviluppo di Hotelex in questi anni, è bene ricordare che nel 2006 la superficie era meno di 48000 m2, con 33361 visitatori e 654 espositori; con una presenza Cinese “Mainland” intorno al 90% con una distribuzione geografica dei visitatori che vedeva Shanghai al primo posto con il 63%, quindi Jangsu con il 17%, poi Zhejiang con 9,3%. Nell’edizione del 2018 le prime tre posizioni sono rimaste inalterate, ma con un “peso” diverso: Shanghai al 41,84%, Jangsu 15,53%, Zhejiang al 12,75%. Cresce, soprattutto quella parte di Cina storicamente definita la “finestra” sull’Occidente: sempre nel 2018, Taiwan, Hong Kong (e Macao) sono oltre il 27% con una crescita dell’80% rispetto al 15,15% del 2016.

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La superficie espositiva incrementa nel 2019 del 4,5%, a 230000m2, (nel 2015 erano 250000 m2), attraverso le strutture fisse delle 17 Halls, per un totale di poco meno di 200000m2, cui si aggiungono 11 outdoor Exhibition Halls che portano il totale espositivo, appunto, a 230000m2.

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Il settore del gelato è ben rappresentato dalle aziende italiane (con o senza sede in Cina), ma non solo, infatti, nel padiglione e mezzo (Hall 1 e parte del 2, oltre 15000m2) dedicato all’ice cream & Bakery, trovano posto anche molte aziende cinesi di softserve-machine, attrezzature per laboratorio artigianale, di gelato pronto alla vendita e, anche, “importatori” di semilavorati per gelato.

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C’è da dire che gli espositori del segmento “ice cream/bakery” nel 2016 rappresentavano il 18% del totale espositori, mentre nel 2018 (a ora ultimo dato disponibile) erano circa il 14%. Al contrario, i visitatori dichiarati del settore “ice cream/chocolate/sweets” sono incrementati dal 4% del 2016 al 5,12% del 2018.

Di seguito le opinioni di alcuni espositori del nostro settore.

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Daniela Canneddu: Carpigiani

“Il mercato cinese non è facile perché manca ancora la comprensione di che cosa sia effettivamente il gelato italiano, però, l’interesse è molto forte e i potenziali clienti sono aperti nell’apprendere la cosiddetta arte del gelato.

Il mercato cinese è anche un mercato che, da un punto di vista della concorrenza, è “feroce”, per cui il concetto di “copy” impera a scapito, ovviamente, della buona qualità.

Buon andamento della fiera, l’interesse per le macchine soft e per quelle del gelato artigianale è equamente ripartito. La provenienza dei clienti è, soprattutto, interna alla Cina.”.

Cristiano Ferrero

Cristiano Ferrero: Aromitalia

“L’andamento del gelato/icecream nella scorsa stagione è stato abbastanza piatto; quest’anno, due aziende di gelato industriale, su tutte, hanno spinto sull’immagine del gelato italiano (dichiarato riferimento tipo Grom), e ciò serve da traino al nostro prodotto tradizionale artigianale.

Hotelex è una fiera viva, interessante, con un significativo interesse per il gelato artigianale.

Il cliente finale, il consumatore, necessita ancora di un periodo di “affinamento” per saper veramente apprezzare la buona qualità, in una vasta offerta di qualità discutibile.”.

Emanuele Franchi

Emanuele Franchi: Iceteam 1927

Hotelex rappresenta per Iceteam 1927 il principale appuntamento per la promozione di nuovi e vecchi modelli per il mercato Cinese.

Da sempre improntati all’innovazione, Hotelex 2019 è stata quindi per noi l’occasione per rafforzare la nostra presenza come uno dei leader nel settore delle macchine da gelato e lanciare nuovi modelli per il soft icecream.

Nel settore delle macchine da gelato, sia le macchine combinate, sia pastorizzatori e mantecatori hanno avuto un buon riscontro, segno di un’attenzione crescente del mercato Cinese verso il concetto di gelato Italiano.

Iceteam 1927 rappresenta dunque il giusto mix per il mercato Cinese, in termini di velocità, semplicità e razionalità.

Eccellente la promozione fatta dal nostro Partner locale, L’Amore.

Per allargare la nostra presenza sul mercato, Hotelex è stata anche occasione per lanciare nuovi prodotti soft.

Nonostante la concorrenza locale, il buon mix qualità / prezzo delle nostre nuove piccole macchine a pompa peristaltica P1 e P3, ha attirato interesse.”.

Alberto Vezzaro

Alberto Vezzaro: Valmar

“La fiera sta andando abbastanza bene, buona affluenza anche da Paesi vicini come Taiwan, Indonesia, e fino ai confini con l’Australia. Ciò significa che Hotelex sta definendo importanti contorni anche per il gelato, quindi, assumendo quel carattere d’internazionalità che non era presente nelle precedenti edizioni. Il mercato cinese è un mercato dove il gelato artigianale comincia a farsi conoscere meglio, e dove tutti noi operatori del settore abbiamo delle buone aspettative.”.

Nicola Fabbri

Nicola Fabbri: Fabbri

“La fiera continua a crescere e l’andamento è certamente positivo la presenza italiana è costante. Vedo una forte crescita di produttori cinesi, soprattutto di macchinari. Anche l’affluenza è migliorata, il visitatore è più informato. Continuiamo a proporre due modi di fare il gelato: uno è quello tradizionale e l’altro è attraverso l’utilizzo del nostro “Simplé” che facilita notevolmente il modo di produrre gelato. Notiamo un decremento nelle aperture di nuove gelaterie, sostituite da un mercato soft di qualità, con ingredienti pregiati.

Questa tendenza è cominciata con “Godiva”, che ha introdotto nei propri negozi di cioccolateria il soft di qualità.”.

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Luca Vinti: ISA

“Esponiamo con il nostro distributore “Shanghai Chensu Commercial.Co.LTD” e abbiamo notato che la fiera è stata, progressivamente, interessante; è cominciata con scarsa affluenza, per proseguire diversi contatti potenzialmente validi, soprattutto cinesi.

È importante avere un padiglione dedicato al gelato, ciò consente di rafforzare l’immagine del gelato in un mercato, quello cinese, dove il gelato stesso è veramente di nicchia, ed è essenziale acquisire visibilità. Il livello del prodotto che esponiamo è di alta qualità per contrastare l’agguerrita concorrenza dei produttori locali.

Pierpaolo Colombo

Pierpaolo Colombo: Babbi

“Fiera molto interessante per il mercato del gelato sia come clienti cinesi sia come importatori per il mondo asiatico, Malesia, Indonesia, Singapore. Il mercato cinese è molto sfidante per il gelato artigianale, infatti, la maggior parte del mercato stesso, è in mano alla produzione semi-industriale di piccole dimensioni che producono centralmente e riforniscono i punti vendita.

Il fatto di avere un distributore locale che rappresenta anche attrezzature (Iceteam1927, Italprogect), aiuta notevolmente nello sforzo per introdurre il gelato artigianale in Cina.”:

Olsi Sala

Olsi Sala: PreGel

“Hotelex è un evento cui non si può mancare, anche se l’affluenza dei visitatori è molto variegata e, la conoscenza del gelato artigianale, nel suo complesso, è in divenire.

È necessario essere “perfettibili” nell’esposizione del prodotto e occorre, inoltre. Spiegare bene la formazione necessaria per produrre un buon gelato artigianale.

Il mercato cinese è sempre in evoluzione, il processo d’inserimento del gelato artigianale è lento ma vivace, i risultati sono soddisfacenti per il grado attuale di conoscenza del prodotto gelato.”.

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Andrea Zanuso, Giuseppe Bravo: Bravo

“Hotelex sta diventando molto importante per tutta l’Asia e non solo per la Cina. Ci sono clienti provenienti da bacino nord dell’Asia, Corea, India.

La conseguenza di questo è che sia le aziende locali, sia le aziende europee fanno stand sempre più importanti attraendo i visitatori cinesi che, poi, tenderanno a visitare meno frequentemente le fiere in Europa. I fabbricanti locali di macchine e attrezzatura nel trend di crescita verso lo standard europeo di produzione, sono, in un certo senso, “costretti” a migliorare la qualità dei loro prodotti e, di conseguenza, rimodulare i relativi prezzi, avvicinandosi, leggermente a quelli di riferimento europei.

Bravo ha fatto dei grossi investimenti di marketing soprattutto sulle due linee Trittico ed Equilibrio, rendendo accessibili con I PAD tutte le operatività in cinese sia sul touch screen del Trittico, sia sul sistema della bilancia Equilibrio, per consentire la produzione il più possibile di qualità. Essendo un’esclusiva Bravo, questi investimenti ci stanno ripagando degli sforzi fatti.”.

Alessandro Mucci

Alessandro Mucci: MEC3

“Fiera buona per l’Hotelleria ed è molto interessante uno spazio dedicato esclusivamente al gelato.

L’affluenza è interessante, ma il problema di fondo è la mancanza di un approccio al gelato. I clienti vedono il prodotto finito e faticano a comprendere il mondo che c’è dietro.

I problemi nel mercato cinese, sono di natura strutturale, il singolo locale interessa poco, l’investitore ragiona in termini di catene e, in questo senso, è difficile coniugare artigianale, industriale, buona qualità e qualità standard.

È difficile trovare il singolo che apprezzi e abbia la capacità di elaborare la gelateria artigianale. Qui, rispetto a un mercato come quello americano, dove l’approccio al concetto di catena è il medesimo, c’è più “improvvisazione”, meno capacità di capire dove è più importante la formazione per avere successo in gelateria.”.

 

Nota: lo stesso video con una migliore risoluzione è disponibile su youtube all’indirizzo:https://youtu.be/EC1WVqxx9g0

Prossima edizione di Hotelex a Shanghai: 29 marzo -1 aprile /2020.

 

MOSTRA INTERNAZIONALE del GELATO ARTIGIANALE 2018 LONGARONE

 

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Dal 2 al 5 dicembre scorso si è svolta, a Longarone, la 59^ edizione della Mostra Internazionale del Gelato; impressioni discrete, completate da alcuni dati interessanti. La superficie espositiva è sempre la stessa (17000m2), così come i settori merceologici. Gli espositori totali, rispetto all’edizione scorsa diminuiscono leggermente, rimangono pressoché stazionari gli espositori esteri ma aumentano i Paesi di provenienza (+18%).

 

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I visitatori totali incrementano dell’1,6% rispetto al 2017; diminuiscono gli italiani -9,8% e aumentano gli esteri +7,1%. La ripartizione per provenienza, all’interno di questo valore, vede la Germania raddoppiare la sua presenza con un incremento del 92,5%; l’Austria ha una crescita del 54,1%, Olanda +26%, Polonia +37%. Questi Paesi hanno associazioni di gelatieri molto forti e la MIG è sempre un momento di ampio confronto. Ovviamente, questi incrementi sono compensati da leggere diminuzioni ripartite, soprattutto, in Paesi cui la MIG ha una minore influenza.

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Oltre trenta eventi, alcuni, come dimostrazioni e corsi, ripetuti più volte nell’arco dei quattro giorni di fiera sono stati il “piatto forte” dell’offerta MIG; la novità, oltre a importanti storiche competizioni, è stata “Longarone Eis Challenge”, concorso riservato ai gelatieri attivi in Germania e valevole per il ruolo di “centroavanti” del Team Germania che parteciperà alla IX edizione della Coppa del Mondo di Gelateria in programma dal 19 al 22 gennaio 2020 al Sigep di Rimini. Il vincitore è stato Federico Sacchet della gelateria Eiscafé “Gusto Mosena” di Hameln con la composizione “Bruschetta di gelato con olio di semi di zucca”.

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A Roberto Coletti di Utrecht (Olanda), la 49^ Coppa d’oro, quest’anno era il gusto vaniglia. Il 25° Concorso nazionale di gelateria “Carlo Pozzi” è stato vinto dall’istituto alberghiero “I. e V. Florio” di Erice (Trapani). Il “Gusto d’Europa” deciso da Artglace è il Gelato Tiramisù che sarà per il 2019 il gusto ufficiale di Artglace per la Giornata Europea del Gelato Artigianale (24 marzo). È stato elaborato e proposto da Thomas Infanti, giovane gelatiere di Selvazzano Dentro (Padova), vincitore del concorso Gelato Tiramisù Italian Cup. Da notare la presenza, in un proprio stand, dell’Accademia della Gelateria Tedesca, versione per la Germania dell’Accademia della Gelateria Italiana, fondata nel 1996.

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Prossima edizione (60^) della MIG: dall’1 al 4 dicembre 2019.

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Di seguito, l’opinione di Roberto Padrin, Sindaco Longarone e Presidente Provincia di Belluno

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“Il 29 ottobre è una data che rimarrà incisa nella nostra memoria per la ferita provocata al nostro territorio e alla nostra gente. La devastazione ambientale e, anche, di telecomunicazioni, energia elettrica, acque, ha messo a dura prova orgoglio e dignità di tutti noi. Siamo riusciti a ricostruire, nel senso stretto della parola, moltissimo di ciò che è andato distrutto e, in particolare, la MIG (a tempo di record). Per Longarone Fiere è l’evento più importante, e abbiamo voluto dare un segnale a tutti quelli che credono e puntano sulla nostra manifestazione per il gelato artigianale.

Lo scorso anno è stato un momento “delicato” per la scelta di alcune aziende importanti di non partecipare alla MIG. Questo fatto ci ha insegnato che la Fiera ha, comunque, una sua attrattività intrinseca e che occorre cambiare registro per proseguire sempre più in modo stretto con i gelatieri, i nostri “giudici finali”.

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L’edizione appena conclusa dimostra che la MIG è viva, che molti espositori la segnalano come interessante e proficua, molte associazioni trovano qui un momento di confronto e dialogo, ma occorre cambiare registro per evolversi. La governance è cambiata, più diretta al cambiamento, è necessario allacciare collaborazioni con altre realtà fieristiche, ed è, altresì, importante intervenire sulla struttura fieristica. Su quest’ultimo punto sto cercando le risorse indispensabili.

Un’ultima annotazione, da registrare, oltre all’affetto degli espositori, quest’anno c’è stata una forte crescita della presenza tedesca in fiera.”.

 

FOOD HOTEL ASIA 2018 SINGAPORE

 

La novità della ventunesima edizione (biennale) di Food Hotel Asia a Singapore è rappresentata, come indicato due anni fa, dalla separazione della fiera in due o, meglio, dell’aggiunta di un’altra fiera (sempre in Singapore) Suntec, inserita  su tre piani di un centro commerciale di sei piani. A Singapore Expo hanno avuto accoglienza cinque settori: Food Asia; Hospitality Style Asia; Bakery & Pastry (incluso il gelato e relativa competizione); Speciality Coffe & Tea; Hospitality Technology, mentre Suntec ha ospitato Hotel Asia. Ora, la superficie totale sale a 119500m2, di cui 25000m2 a Suntec e 7500m2 dedicati alla seconda edizione di Pro Wine Asia (in pratica la Hall 10).

I visitatori totali sono stati 81896 (+13,7% sul 2016), di cui 55433 Trade Buyers (+ 32,8% sul 2016), provenienti da 105 Paesi (+0,5% SUL 2016), in leggero calo i visitatori oltremare, 39,0% contro il 41,4% del 2016. A Pro Wine Asia aumentano gli espositori +0,5% ma si riducono i visitatori del 13% e i Paesi di provenienza del 25%, mantenendo circa inalterato il dato oltremare, 40%.

 

Non conoscendo il dato disaggregato dei visitatori fra Suntec ed Expo, possiamo dire, se ciò avesse qualche significato, che a un aumento del 23,2% della superficie, corrisponde un aumento del 13,7% delle visite.

 

Tab.1 Distribuzione % Visitatori

Paesi Visitatori
Sud-Est Asiatico * 65.7
Resto Asia Pacifico 27.6
Medio Oriente 1.0
Africa 0.3
Europa 3.8
Americhe 1.1
Oceania

0.5

 

 

* escluso Singapore

Legenda:

  1. Sud-Est Asiatico: include Brunei Darussalam, Cambogia, East Timor, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Tailandia, Vietnam.
  1. Resto Asia Pacifico: include Australia, Bangladesh, Bhutan, Cina, Hong Kong, India, Giappone, Corea, Macau, Maldive, Mongolia, Nepal, Nuova Zelanda, Pakistan, Sri Lanka,Taiwan.
  1. Medio Oriente: include Bahrain, Egitto, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Saudi Arabia, Siria, Emirati Arabi Uniti
  2. Africa: include Algeria, Angola, Benin, Cameroon, Gibuti, Etiopia, Costa D’Avorio, Madagascar, Marocco, Nigeria, Réunion, Ruanda, São Tomé e Príncipe, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Sud  Africa, Togo, Tunisia, Uganda.
  3. Europa: include Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Kazakistan, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Irlanda, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia,Regno Unito, Ucraina.
  4. Americhe: include Argentina, Bahamas, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Guatemala, Messico, Panama, Perù, St Christopher (St Kitts) and Nevis, Uruguay, Stati Uniti..
  5. Oceania: include Fiji, Polinesia Francese, Guam, Mauritius, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone.

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

 

Gli espositori incrementano del 10,3% rispetto al 2016, con una distribuzione per 76 Paesi (+7% sul 2016)  e 72 Padiglioni Internazionali (+24,1% sul 2016).

Gli espositori a Suntec sono circa il 10% del totale mentre a Pro Wine Asia sono circa il 7% del totale FHA.

L’Europa, nel suo insieme, rappresenta, con una quota di quasi il 30%, il primo gruppo espositivo al di fuori dell’Asia Pacifico, pur in leggero calo 28,4% contro 28,8% del 2016.

Tab.2 Distribuzione % Espositori

Paesi Espositori
Africa 0.6%
Americhe 6.4%
Asia Pacifico 63.3%
Europa 28.4%
Medio Oriente 1.1%
Oceania 0.2%

 

                Legenda:

  1. Africa: include Reunion, Sud Africa, Tunisia.
  2. Americhe: include Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Columbia, Messico, Perù, Stati Uniti.
  3. Asia Pacifico: include Australia, Bangladesh, Brunei Darussalam, Cambogia, Ciina, Hong Kong, India, Indonesia, Giappone, Corea, Macau, Malaysia, Maldive, Mongolia, Myanmar, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Sri Lanka, Taiwan, Tailandia, Vietnam.
  4. Europa: include Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia,Svizzera, Turchia, Ucraina, Regno Unito..
  5. Medio Oriente: include Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Saudi Arabia, Emirati Arabi Uniti.
  6. Oceania: include Mauritius, Papua Nuova Guinea, Samoa (America), Isole Salomone, Vanuatu.

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

 

Archiviata con successo questa doppia edizione, per il 2020 ecco la novità, invece che due fiere nella stessa data, due fiere in date diverse: FHA Ho.Re.Ca Asia dal 3 al 6 marzo, FHA Food & Beverage Asia dal 31 marzo al 3 aprile. Nella prima trovano posto i segmenti:

Bakery & Pastry (con il Gelato); Food Ingredients; Hospitality Style; Hospitality Interiors & Amenities; Hospitality Technology; Speciality Tea & Coffee; Foodservice Equipment.

Alla fine di marzo, invece, saranno ospitati i segmenti: Dairy; Drinks; Meat; Food Ingredients; Fresh Produce; Grains & Pulses; Halal; Oils & Fats; Organics; Sea Food; Snacks & Confectionery.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FHA in dieci anni (2008-2018 per 6 edizioni) ha incrementato i visitatori totali del 121% (grafico 1). Gli espositori sono aumentati del 34,3% (grafico 2).

 

 

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

Le competizioni sono state innumerevoli e ben organizzate, fa piacere che abbia fatto il suo ingresso Asian Gelato Cup, competizione internazionale di Area, in funzione della Coppa del Mondo di Gelateria che si disputerà al Sigep di Rimini nel 2020. Ha vinto la squadra di Singapore, seguita dal Giappone e Malesia.

Una particolare riconoscenza alle aziende italiane del settore che hanno permesso la realizzazione di questo evento e, ovviamente, a Giancarlo Timballo presidente della Coppa del Mondo di Gelateria per la buona organizzazione con i supporti dell’Ente Fiera.

Di seguito, le opinioni di alcuni espositori (Expo)

 

Alberto Martin: Montebianco

“In tempi recenti, le fiere locali, nell’area del Sud Est Asiatico (Indonesia, Malesia, etc.), sono cresciute in modo esponenziale, in fatto d’importanza, erodendo visitatori a FHA Expo.

A mio avviso, la separazione in due location ha condizionato poco la minore affluenza di visitatori. Resta il fatto che la Fiera rimane un “salotto” fondamentale per mostrare le nostre migliori novità a businessman, investitori e clienti che possono investire, a loro volta, nei rispettivi mercati.

Montebianco ha consolidato la sua presenza in questi mercati per il gelato, e sta espandendosi, con il supporto dell’eco della Coppa del Mondo di Pasticceria, anche e soprattutto nel segmento Pasticceria, grazie a una linea di prodotti di alta qualità”.

 

Danila Santinelli: Gelmatic

“Affluenza inferiore all’edizione scorsa, il fatto positivo è che in quest’edizione gli organizzatori hanno raggruppato tutti gli attori del mondo del gelato in un unico padiglione, fra padiglioni del caffè e pasticceria. i contatti si sono dimostrati molto validi per potenziali vendite in canali e mercati diversi; ciò dimostra che il Brand Gelmatic è conosciuto e sempre più apprezzato in questi segmenti.

I mercati di riferimento per il gelato soft sono in movimento, con buone opportunità d’espansione”.

 

Sauro Cimarelli: IceTeam1927

“Buona fiera con alterna affluenza, ma contatti interessanti, soprattutto clienti finali da Malesia, Indonesia e Singapore. Tutti i concessionari dal Sud Est Asiatico ed Estremo Oriente sono presenti, con un valido contributo in termini di clienti.

Per la prima volta, dopo tanti anni che esponiamo a questa fiera, ho notato più interesse verso il gelato artigianale rispetto al soft-ice.

La crescita dei mercati, nel Sud Est Asiatico, dipende dalla strutture aziendali, vale a dire dalla capacità della rete di operare sul territorio.

I Paesi più interessanti sono Indonesia, Corea, Filippine e, con buon potenziale, la Malesia”.

 

Lorenzo D’Oria: IRCA

“È la prima volta che IRCA è presente a FHA di Singapore e siamo molto soddisfatti dei contatti avuti, sono stati interessanti sotto diversi punti di vista. Infatti, i nostri prodotti per pasticceria e gelateria rispondono molto bene alle esigenze di una vasta clientela; per questo, abbiamo deciso d’intensificare lo sviluppo nei mercati del Sud Est Asiatico.

Il nostro obiettivo è far conoscere tutta la gamma IRCA che è molto ampia. In questi Paesi abbiamo già alcune strutture distributive e ne stiamo implementando altre”.

 

 Athos Perin – Paolo Pinfari: Comprital

“Buona Fiera, il raggruppamento di tutto il settore  in un unico padiglione è stata la soluzione giusta per concentrare i visitatori del gelato, rendendo il prodotto più attrattivo e riconoscibile.

Pur con meno affluenza i contatti sono stati molto buoni. Mercato di Singapore e del Sud Est Asiatico dinamico e, pur con una limitata conoscenza del prodotto gelato artigianale, desideroso di recepire novità e stili dal mondo occidentale”.

 

Nicola Fabbri: Fabbri 1905

“Fiera inferiore alle attese in rapporto ai visitatori. Le motivazioni possono riscontrarsi nella separazione in due location e, soprattutto, nella crescita di fiere una volta considerate minori, che rappresentano bene il proprio mercato di riferimento, ad esempio, Corea, Tailandia, etc.

Fabbri propone, in fiere “generaliste” come FHA, tutte e tre le divisioni: vale a dire Gelato, Pasticceria, Beverage, organizzando lo stand in modo da attrarre tutti i clienti interessati a spaziare in nuove proposte da inserire nei propri locali.

Il mercato di Singapore è stazionario, il Sud Est Asiatico si sviluppa verso laboratori centralizzati di buona qualità che supportano i punti vendita con un ciclo che preveda anche il ritiro dell’invenduto, in modo che l’offerta di gelato sia sempre molto attrattiva”.

 

Giuseppe Bravo: Bravo

“Fiera sempre molto importante, ma le attese sono state leggermente superiori all’afflusso reale dei visitatori. Il continuo spezzettamento in due o più fiere con gli stessi interessi non incentiva le aziende medio piccole a mantenere la presenza.

Secondo la mia opinione una sola fiera di riferimento potrebbe essere più motivante.

Il Sud Est Asiatico è sempre un bel mercato: Indonesia, Malesia, Filippine, Corea, etc. e Cina, sono Paesi che possono investire e sviluppare molto bene il gelato artigianale”.

 

Leonardo Mazzero: Prodotti Stella

“La fiera allargata, cioè comprensiva del Suntec, produce, di fatto, un aumento dell’offerta espositiva a scapito dell’afflusso dei visitatori che, nel complesso, possono aumentare, ma si disperdono nei confronti di un numero maggiore d’espositori.

Un altro problema che si presenta è la qualità dei visitatori, legata all’allargamento della varietà dell’offerta.

L’Asia è un mercato che ha un buon potenziale, la ristorazione è leggermente ferma, ma ci si scontra con una frammentazione di regole e comportamenti che cambiano da Paese a Paese, costringendo le aziende ad investire in risorse tecniche e umane dedicate alla commercializzazione”.

 

Matteo Guerinoni – Lucio Roberto: Anselmi

“Meno affluenza rispetto all’edizione del 2016, ma i contatti sono molto buoni. È necessario precisare il nostro business non è la vendita di semilavorati per gelato alle gelaterie, ma, attraverso un laboratorio centralizzato, produciamo gelato e lo vendiamo a ristoranti, alberghi, e locali di alto livello, quindi niente retail, ma concentrazione su un segmento ad alta ricettività. Oltre al gelato forniamo, ovviamente, vetrine in comodato d’uso.

Un altro punto di forza della nostra strategia di marketing è quello di non fare grosse scorte,ma produrre all’ordine, con consegna il giorno successivo.

Per locali con consumi limitati, forniamo anche vetrinette 4/6 gusti per soddisfare segmenti di mercato più accessibili”.

 

Claudio Pinto: Mec 3

“Meno affluenza, i visitatori si sono divisi in due location, e molti non hanno potuto visitare entrambe le fiere. Buona presenza da Indonesia, Malesia, Singapore, mentre abbiamo registrato una flessione da Indocina e Australasia. I contatti, comunque, sono stati più professionali con idee chiare sulle proprie esigenze.

Quest’anno, oltre a prodotti per gelateria e pasticceria, abbiamo proposto progetti completi per corner Gelato; in realtà già attivi in altri segmenti quali caffetteria, ristorazione, etc. si tratta di una vetrina /carrettino più macchina gelato da banco, completamente autonoma e mobile.

Ovviamente, il progetto funziona con prodotti a bassa operatività, vale a dire prodotti pronti per l’uso. Per l’Horeca, abbiamo sviluppato una serie di prodotti base con polpa di frutta (per smoothies e cocktail), e creme a base di cioccolato per creazioni accessorie alla caffetteria. Proponiamo inoltre, per il mercato soft-ice, una gamma di prodotti esclusivi per il soft – serve ”.

 

Luca Baschini – Tommaso Battaglia: PreGel

“Abbiamo riscontrato meno visitatori rispetto alle precedenti edizioni, probabilmente per la separazione in due locations, ed anche per la crescita di fiere nel Sud Est Asiatico.

FHA però, rimane ancora la fiera più importante, infatti i contatti che abbiamo avuto sono molto soddisfacenti. Il mercato di Singapore è, all’incirca, stazionario, il soft funziona ancora, mentre il gelato artigianale, richiede uno sforzo conoscitivo tuttora rilevante.

Il Sud Est Asiatico ha grandi potenzialità, ma le richieste dei vari governi di corredare i prodotti d’importazione con documentazioni stringenti e complicate, non favorisce lo sviluppo del gelato artigianale”.

 

 

 

 

Giacomo Bonfiglioli – Enrico Ammesso: Carpigiani

 

 

Di seguito, le opinioni di alcuni espositori (Suntec)

Andrea Mazza: STAFF Ice System

“Il mercato del gelato, in Asia, è abbastanza lento, il nostro prodotto inteso come fulcro della gelateria, fatica ad imporsi. Sono più redditivi i segmenti Pasticceria, Ristorazione, Hotelleria, dove si possono installare macchine di piccole dimensioni per produzioni limitate. Qui si evidenziano numeri interessanti anche se con volumi di fatturato relativamente importanti.

La scelta d’esporre a Suntec invece che a Expo (secondo la proposta degli organizzatori), è dovuta al fatto che qui ci sono, soprattutto, i contractors per ristorazione, vale a dire i segmenti di mercato ai quali ci rivolgiamo; sono soddisfatto di questa scelta”.

 

 Luisa Cameroni: TK FOOD – Nuova Elframo

“La divisione in due location non contribuisce ad aumentare l’afflusso di visitatori che è stato relativamente soddisfacente per il nostro segmento lavaggio e friggitrici, mentre per le macchine da gelato i contatti sono inferiori alle aspettative in termini quantitativi, considerando che nella precedente edizione, due anni fa, esponevamo a FHA Expo.

Prosegue la fase di rafforzamento in Sud Est Asiatico ed Estremo Oriente del Brand Elmogel che fa riferimento alla linea di macchine da gelato artigianali prodotte da Elframo.

Alcuni nuovi mercati sono più ricettivi al gelato, come ad esempio Vietnam, India, Malesia; in ogni caso la fiera è un punto di riferimento molto importante”.

GELATISSIMO – INTERGASTRA 2018 STOCCARDA

La ventinovesima edizione di Intergastra si è svolta a Stoccarda dal 3 al 7 febbraio, in abbinamento, dal 2008, a Gelatissimo, sempre a scadenza biennale. I settori merceologici di riferimento sono sette, e più precisamente: Food al padiglione 1; Tecnologie della cucina nei padiglioni 3, 5 e, in parte, al padiglione 1; Arredamento e allestimento hotel ai padiglioni 4 e 6; Bevande al 9; Servizi al 7; Caffè al padiglione 8 e, in parte, al padiglione 10; Gelatissimo al padiglione 10.

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L’aumento della superficie espositiva a 115000m2 (+15% sul 2016) grazie alla creazione del padiglione 10 ha consentito il trasferimento di Gelatissimo dal 7 al 10, più grande, ma in coabitazione con parte del segmento Caffè, per cui gli spazi sono rimasti circa gli stessi. Gli espositori totali sono 1420 (+9,5% rispetto al 2016), mentre i visitatori totali (provenienti da 70 Paesi) sono circa 100000, con un incremento quasi del 4%, rispetto alla passata edizione.

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Se prendiamo in considerazione le edizioni di Intergastra con Gelatissimo, (dal 2008) vediamo che i visitatori totali sono cresciuti del 22%, la superficie espositiva è raddoppiata. (vedi grafico1), mentre gli espositori totali, nello stesso periodo, sono aumentati del 68% (vedi grafico 2)

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Non è, ovviamente, pensabile che gli incrementi globali possano essere attribuibili a Gelatissimo, anzi, probabilmente il segmento Gelato fruisce dell’”indotto” di Intergastra, com’è logico che sia.

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Mentre a livello di superficie espositiva Gelatissimo rappresenta il 13% della superficie totale espositiva (tenuto conto della coabitazione, in parte, con il segmento caffè), gli espositori del padiglione 10 (Gelato + Caffè) sono il 10,8% del totale espositori.

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Secondo Italcam (Camera di commercio Italo –Tedesca) i visitatori propri di Gelatissimo 2016, sono stati intorno a 4000, circa il 4,6% dei visitatori totali 2016..

Riguardo alla struttura dei visitatori, circa il 65% (70% nel 2016).appartiene ai settori Gastronomia – Ristoranti e Alberghiera – Pensioni; Bar e coffe shop passano all’11% dall’8% del 2016.

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A livello di media i giornalisti erano circa 500 nel 2016, mentre in questa edizione i contatti social sono stati 310000/giorno. Gli eventi sono stati tredici.

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Le sensazioni degli espositori, nel nostro settore, sono state molto buone in rapporto al mercato di attinenza che è la Germania. La location di Stoccarda con tutte le strutture fieristiche e “complementari” pone questa fiera in una posizione di privilegio rispetto ad altri competitor, ma non bisogna dimenticare che, secondo Uniteis, per ¾ il mercato tedesco è ancora composto di gelaterie “Italiane” che, comunque, mantengono un “legame” anche professionale con l’Italia. Si configura, a mio parere, uno “sdoppiamento” del mercato Tedesco del gelato artigianale (oltre tremila gelaterie), vale a dire una sorta di separazione fra l’esistente, più propenso al ricambio di attrezzature, aumentando, magari, gli acquisti di prodotti se la stagione va bene, e un mercato potenziale, propenso, se le condizioni lo consentono, a nuove aperture. L’incremento di nuove aperture dal primo gennaio 2017 al 30 giugno 2017 è del 7,9%, cui corrispondono, nello stesso periodo, cessazioni per il 7,4%, con un saldo positivo dello 0,5%. La lettura che mi sembra di ricavare da Gelatissimo è che i gelatieri “Italiani” appartengono alla prima teorica categoria, mentre i gelatieri “Tedeschi”, comprensivi di quelli provenienti da altri Paesi, esclusa l’Italia, appartengono alla seconda (sempre teorica, categoria). In ogni caso, la riflessione necessita un approfondimento a più voci.

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Prossima edizione di Intergastra – Gelatissimo 15 – 19 Febbraio 2020G

Host 2017 Milano

Archiviato Host 2015 senza grossi contributi da parte di EXPO, l’edizione appena conclusa, il numero quaranta, segna un buon andamento dei settori interessati.

Host ha suddiviso l’evento in tre macroaree: Foodservice Equipment, Bread, Pizza, Pasta, prima macro area con uno spazio espositivo dedicato che rappresenta il 47% del totale.

Seconda macroarea che comprende sia Coffee, Tea, Bar, Coffe machines, Vending per il 27% dello spazio espositivo, sia Gelato, Pastry, Coffee per il 13%. La terza macroarea include Furniture, Technology, Tableware su una superficie che rappresenta il13% del totale. Host indica il “peso” della prima macroarea nel 43,4% delle aziende, la seconda macroarea nel 37,5% e la terza nel 19,1%.

Riguardo al nostro settore, mentre il Gelato e Pastry (Coffe in parte) rappresentano il 13% dello spazio espositivo, il numero degli espositori nei padiglioni dedicati rappresenta l’8,5% del totale (esclusi gli espositori Coffee presenti negli stessi padiglioni).

I visitatori totali sono stati circa 187600 con un incremento in dieci anni (cinque edizioni) di circa il 50%. I visitatori esteri sono stati circa 72700 provenienti da 177 Paesi e, in dieci anni, l’incremento è stato del 120%, (vedi grafico 1).

 

 

Il dato rilevante è che in questa edizione il numero dei visitatori italiani incrementa del 28% rispetto al 2015.

Le Nazioni di provenienza dei visitatori esteri aumentano del 26% dal 2009.

Se analizziamo separatamente i visitatori italiani ed esteri, scopriamo che il rapporto fra loro nelle ultime tre edizioni è pressoché costante: per ogni 100 visitatori italiani, ce ne sono altrettanti 60 esteri [gli esteri sono circa il 63% degli italiani, a parte l’edizione del 2015 (effetto EXPO?) dove il dato era 66%, quasi raddoppiando il valore rispetto al 2009], (vedi grafico 2).

L’andamento degli espositori è in linea con l’andamento dei visitatori; nel corso degli ultimi dieci anni, + 50% Totali, + 117% Esteri, +25% Italiani. %. I Paesi di provenienza degli espositori esteri, in cinque edizioni, sono aumentati del 27%. Le New entry quest’anno sono Ucraina, Uganda, Egitto, Sudafrica e Nuova Zelanda.

I cosiddetti Buyer sono stati circa 1500 con una distribuzione per 80 Paesi. Host indica la parte più “corposa” dei Buyer proveniente dall’America settentrionale con il 23%, Asia e Oceania con il 19%, Medio Oriente con il 15%. Parlando con alcuni espositori del Settore Gelato e Pasticceria, si hanno conferme su questi ordini di grandezza, forse con l’Estremo Oriente più presente. È bene aggiungere, a conforto dei numeri, che il Prodotto Interno Lordo dell’Asia Oceania è circa tre volte il Prodotto Interno Lordo dell’Europa.

Uno studio della FIPE riguardante il 2016 indica il valore dei consumi “fuori casa” intorno ai 76 milioni di €, in crescita rispetto al 2012 del 4,6%, confermando il trend di leggera crescita. La percentuale dei consumi alimentari “fuori casa” è del 35% (superiore alla media europea a 28), contro il 36% delle Americhe, il 32% dell’Asia, il 5% del Medio Oriente e Africa. Sono queste ultime aree che indicano i maggiori margini di crescita, ovviamente a lungo termine, viste le situazioni attuali.

Il nostro settore, in ogni caso, ben rappresentato riflette la filosofia di Host, vale a dire una fiera essenzialmente per Distributori, per Business d’impatto. La gelateria, in se, pur rientrando nel progetto d’impresa, ha una valenza individuale, commerciale, artigianale e, comunque, a gestione ristretta, fatto salvo il concetto di catene, che, in fiere come Host potrebbe avere un senso, (a Fiera Milano è schedulata un’apposita fiera del Franchising).

Certo, ci sono anche clienti finali e, soprattutto, potenziali clienti che hanno attività in settori affini quali caffè, ristorazione, etc. che visitano i padiglioni Gelato/Pastry per conoscere e valutare possibilità di allargare l’offerta in tempi di concorrenza sfrenata.

Dei cinquecento eventi organizzati complessivamente, quelli riguardanti il gelato sono stati organizzati da Aziende, Testate di settore, etc., le innumerevoli associazioni organizzano in altri luoghi concorsi, seminari, dibattiti, anche perché, come detto, questa è una fiera per le aziende di settore, un po’ meno per gli utenti finali. Quando Host si chiamava “Expo de Milan”, era quasi il contrario, ma parliamo di alcuni mondi fa, oggi occorre guardare al futuro.

Prossimo appuntamento 18/22 ottobre 2019

Gelato Artigianale Forum Bergamo 10 marzo 2017

 

Trent’anni (più correttamente trentadue) di attività per un’azienda sono molti, se poi si tratta di una piccola Casa Editrice operante in un mercato di nicchia come il gelato artigianale, questo lungo periodo è molto indicativo di un lavoro intenso e pregnante.

Ancora un se, e riguarda la proprietà, sempre la stessa da trentadue anni, anzi, ora la seconda generazione ricopre un ruolo importante; ebbene, tutti questi se, testimoniano quanto il gioiello di famiglia, la rivista Gelato Artigianale (nelle sue varie edizioni per diversi mercati) sia importante per il mondo del gelato artigianale: gelatieri, aziende e consumatori.

Per il trecentesimo numero, la Famiglia Levati ha organizzato un evento “privato”, nel senso di un “momento” fuori dalle fiere di settore, solo con Inserzionisti, Associazioni di categoria, qualche gelatiere e alcuni amici, pur con un convegno ambizioso, il cui tema “Presente e Futuro del Gelato Artigianale”, avrebbe meritato una platea più ampia, una cornice, con il dovuto rispetto, diversa dal prestigioso Centro Congressi di Bergamo.

Eraldo Levati, fondatore della rivista, introducendo gli ospiti, ha posto l’accento sulla qualità legata alla storia del prodotto; ci sono ottimi gelatieri che lavorano benissimo, ma i consumatori, soprattutto giovani, fanno fatica a riconoscere il gelato artigianale.

Secondo Levati (ma non solo), occorre superare la “litigiosità” fra gli attori del mondo del gelato artigianale, incrementando la buona volontà di tutti.

A tirare le fila del convegno è stato chiamato Michele Mirabella, noto personaggio televisivo che ha saputo con eleganza e ironia mediare fra le diverse anime dei relatori.

La sua esperienza sul gelato e di gelatiere è durata quindici minuti, a Santo Spirito di Bari, quando aveva nove anni. Mirabella ricorda il carrettino dei gelati come un grosso ferro da stiro con le ruote della bicicletta con sopra due “stufe” dove c’era dentro il gelato.

Il titolare del carretto aveva necessità di assentarsi, per assolvere bisogni fisiologici, e lui ha sostituito il gelatiere presidiando il carretto. Il premio è stato un enorme gelato da venti lire rigorosamente di limone. Il concetto di artigianalità fa la differenza, da Procopio ai giorni nostri, la tipicità italiana si può sintetizzare in buongusto, intelligenza, creatività.

Ancora, Mirabella ha ricordato che l’artigiano non lavora il latte, lo zucchero, le uova, etc., ma, in una sorta di complemento di collaborazione, lavora con il latte, zucchero, etc.

Eugenio Del Toma, specialista in Scienza dell’Alimentazione, ricercatore e personaggio televisivo, ricorda, nel suo intervento, come il programma televisivo Elisir (condotto da Michele Mirabella) sia stato uno spartiacque fra il linguaggio medico e quello comprensibile dalla maggior parte della popolazione, come abbia decifrato un linguaggio riservato prima a pochi, secondo un concetto di servizio agli utenti, con riferimento esplicito al bombardamento mediatico che il consumatore subisce quotidianamente; non si capisce più qual è la verità, la propaganda, le bugie. Negli anni settanta Eugenio Del Toma aveva compiuto ricerche in case di riposo proponendo nell’alimentazione in alcuni gruppi di anziani, il gelato artigianale. I risultati furono sorprendenti per la tonicità e fisicità riscontrata nei gruppi sottoposti al consumo di gelato.

Il gelato è, oggi, riconosciuto come un alimento ricco di nutrienti, ma, forse, “costretto” a breve a doversi difendere, assieme ad altri prodotti made in Italy dall’assalto delle “6 Sorelle” (Unilever, Coca-Cola, Mars, Mondelez, Nestlé, PepsiCo) che intendono introdurre il concetto del “semaforo” in etichetta. I cibi sono classificati secondo il “pericolo”, rappresentato da grassi, zuccheri, etc., quindi, ad esempio, semaforo verde per bibite a zero calorie (prodotte dalle 6 Sorelle), e semaforo rosso per Grana, etc. prodotto made in Italy.

Fabrizio Osti, presidente AIIPA, ha esordito con una massima made in USA: “Troppo buono per essere sano”, riferito al gelato artigianale. Ha poi rilevato come la contrapposizione fra gelato industriale e gelato artigianale non è sinonimo di qualità per quello artigianale. Il successo del gelato artigianale, nel mondo, è dovuto alla totalità della filiera del gelato: Aziende, Associazioni, Riviste, etc., non può essere il singolo gelatiere che si trasferisce per cercare lavoro, come nel secolo scorso.

In Italia ci sono circa 30/35000 gelaterie (la definizione che preferisce è “Gelateria di Produzione Propria”) che fanno il 60% del fatturato del gelato, unico esempio nel mondo.

Oltre agli ingredienti primari, latte, panna, zuccheri, uova, etc. occorrono le basi che servono per “tenere insieme” il gelato, considerando lo sbalzo termico fra conservazione e consumo, da circa -12°C a +30/35°C. Per completare la produzione del gelato s’impiegano le paste aromatizzanti.

Il trend del gelato passa attraverso la ricerca della cosiddetta “Etichetta pulita”. La demonizzazione degli additivi ed emulsionanti è più un discorso di marketing e comunicazione che reale. Ci sono additivi naturali già utilizzati e ci sono, al posto degli emulsionanti, derivati del latte (fosfolipidi) che possono assolvere la funzione di emulsionare acqua e grassi senza “spaventare” il consumatore. Riguardo al problema degli zuccheri, l’orientamento è verso la Stevia e le fibre.

 

L’imprenditore Arnaldo Minetti ha evidenziato come la “Sensibilità” di relazione con i clienti sia in crescita, soprattutto per rispondere a tutte le esigenze dei consumatori.

La riscoperta dei prodotti locali è la vera forza del gelato artigianale, gli ingredienti del territorio sono stimolanti sia per il gelatiere sia per il consumatore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Ostificio Prealpino

Anche il gelato vegano, (nessun ingrediente di origine animale) sta avendo un successo momentaneo incredibile, non vere e proprie gelaterie totalmente vegane ma, unità, angoli all’interno di gelaterie tradizionali.

Il presidente ACOMAG Gianfranco Tonti ha illustrato il trend della refrigerazione per i prossimi anni, partendo dal concetto che la tradizione è una ricchezza culturale che appartiene a tutti e che occorre voler “più bene” all’ambiente. Per questo, le normative concernenti i gas frigorigeni saranno più stringenti dal 2020. Ogni singolo gas, in grado di alterare il clima, caratterizzato dallo specifico Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP o Global Warming Potential), dovrà diminuire la sua capacità d’incidere sull’effetto serra.

Armadi, celle, vetrine, macchinari, etc. dovranno utilizzare componenti frigorigeni atti a contenere gli effetti negativi sul clima. In aggiunta ci sono norme che prevedono anche la riduzione dei consumi energetici. Lo smaltimento dei vecchi apparecchi è normato in modo da limitare sempre e comunque l’inquinamento.

 

 

 

 

 

 

Fonte: ACOMAG

Anche il personale che attiene alla manutenzione degli apparecchi, deve essere specializzato, e definito secondo normative di recente applicazione.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: ACOMAG

Gianfranco Tonti ha posto l’accento sul fatto come il futuro di sviluppo e crescita sia legato a regole chiare, e che tutti i costruttori, soprattutto i concorrenti di altri Paesi, debbano adeguarsi. Ha illustrato, inoltre, come il gelato possa essere presente in tante attività commerciali e produttive e luoghi di aggregazione.

L’imprenditore Salvatore D’Amato ha dissertato sul confezionamento; il packaging testimonia quello che sei, quello che rappresenti, infatti, stabilisce un contatto con il consumatore, e il gelatiere non può non prescindere dal packaging. Ha invitato, quindi, a riflettere come il ciclo produttivo, da un punto di vista di smaltimento, debba essere “osservato” non solo nella sua fase finale, ma anche da quella iniziale. Le differenze fra una coppetta di gelato da asporto, normale e bio, consistono, rispettivamente, nell’impiego di carta al 95% e 5% politene, e, per la coppetta bio, carta e biopolimero, che significa biodegradabile e compostabile al 100%.

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Cartoprint

Non solo, essendo un prodotto FSC, significa che la materia prima che serve per produrre la carta delle coppette, contiene legno proveniente da foreste ecosostenibili, vale a dire gestite in modo responsabile, seguendo rigorosi standard economici, sociali e ambientali. Questi parametri, che sono criteri e principi di corretta gestione forestale, sono deliberati dal Forest Stewardship Council®, massimo organo intersettoriale, che agisce con il consenso di tutti gli attori della filiera.

L’imprenditore Giovanni Agostoni, attraverso l’esperienza di famiglia, ha disquisito sul concetto di qualità applicato sia al prodotto sia al produttore, quindi, non solo acquistare fave di cacao, ma, soprattutto, anche il tipo di fava. Per questo hanno cominciato, in azienda, tanti anni fa, a visitare i maggiori Paesi produttori di cacao, conoscere i contadini con i quali, in seguito, si è instaurato un rapporto di amicizia. Le coltivazioni bio lasciano agli animali il compito di “proteggere” le piantagioni, quelle non bio, usano i fertilizzanti. Non bisogna avere fretta, nel tempo il prodotto sarà nettamente migliore.

Si paga un prezzo superiore alle quotazioni di Borsa, per un cacao eccellente, ma, allo stesso tempo facendo Business e profitti. In questi Paesi, Repubblica Domenicana, Perù, Uganda, sono stati creati complessi di proprietà, particolarmente in Uganda, dove c’è una struttura con 100 dipendenti ugandesi che eseguono la fermentazione ed essicazione direttamente in loco. La crescita economica e sociale della vera scelta equo e solidale comporta una crescita sia per l’azienda sia per i dipendenti dei Paesi Produttori.

Il Direttore Responsabile Marco Levati, ha terminato i lavori dopo il dibattito, ringraziando ospiti e relatori, assicurando l’impegno della rivista a continuare la valorizzazione e la testimonianza del gelato artigianale.

Alla fine, il convegno ha espresso molto presente e un po’ meno sul futuro del Gelato Artigianale, molte regole nuove che determineranno la produzione del gelato e qualche tendenza, dettata forse più dalla moda del momento che da reali mutamenti del mercato al consumo. Non sappiamo, e non avremmo potuto saperlo in questo evento, se il futuro del gelato artigianale sarà roseo; certamente alcuni attori della filiera avranno delle ottime possibilità sui mercati esteri, grazie al concetto del Made in Italy, ma gli sviluppi di questo magnifico prodotto nel mercato italiano necessiterebbero, da tutti gli attori, “visioni” più proiettate al futuro. Anche per questo sarebbe stata importante la presenza dei gelatieri che, in un’altra location, sarebbe stata corposa.

Il migliore in bocca al lupo alla famiglia Levati per il sostegno al Gelato Artigianale Italiano.