HOTELEX 2019 SHANGHAI

 

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Ai primi di aprile si è svolta a Shanghai, [Il luogo è “Shanghai New International Expo Center” (SNIEC) nel cuore finanziario di Shanghai, a Pudong] la 28^ edizione di HOTELEX (Shanghai International Hospitality Equipment & Supply Expo). È un appuntamento annuale cui fanno riferimento quindici macro settori quali Catering Equipment Supply, Tableware, Food and Beverage, Bakery & Ice Cream (comprensivo di: Bakery ingredients, materials and equipment, Ice cream ingredients and equipment, Chocolate products and equipment, Dairy products, Leisure food, Candies, Packaging and materials), Coffee & Tea, Wine & Spirits, Appliance & Amenities, Textile, IT & Security, Fitness & Leisure, Hotel Building, Hotel Engineering, Hotel Design, Hotel Furniture and Hotel Cleaning, con un “indotto” di oltre trenta eventi fra concorsi, educational, dimostrazioni, etc.

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Shanghai è una delle cinque location dove Hotelex approda in Cina, le altre sono (in date diverse) a Beijing, Chengdu, Qingdao e Guanzhou. I primi dati consuntivi, non è ancora disponibile il Post Show Report 2019, confermano la crescita di questa manifestazione che, sebbene sia a “trazione” cinese, in termini di visitatori ed espositori, possiede una valenza fondamentale sia per il mercato interno, sia per i mercati del sud est asiatico.

 

 

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I visitatori incrementano dell’8,9% a 159267 con una presenza di quelli “oltremare” di 7502 (+46,1% rispetto al 2018). (vedi grafico1 e 2).

 

Grafico n°1

Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

Grafico n°2

Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

 

Gli espositori aumentano del 3,6% (rispetto al 2018) a 2567. (vedi grafico 3)

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Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

Gli ultimi dati disponibili (2018) indicano anche che la maggior provenienza degli espositori è dell’East China con il 25,37%, distaccato il North China con il 16,18%.

L’insieme dell’Europa è al 38,26% mentre gli Stati Uniti rappresentano il 16,27% dell’offerta espositiva.

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Per dare un’idea dello sviluppo di Hotelex in questi anni, è bene ricordare che nel 2006 la superficie era meno di 48000 m2, con 33361 visitatori e 654 espositori; con una presenza Cinese “Mainland” intorno al 90% con una distribuzione geografica dei visitatori che vedeva Shanghai al primo posto con il 63%, quindi Jangsu con il 17%, poi Zhejiang con 9,3%. Nell’edizione del 2018 le prime tre posizioni sono rimaste inalterate, ma con un “peso” diverso: Shanghai al 41,84%, Jangsu 15,53%, Zhejiang al 12,75%. Cresce, soprattutto quella parte di Cina storicamente definita la “finestra” sull’Occidente: sempre nel 2018, Taiwan, Hong Kong (e Macao) sono oltre il 27% con una crescita dell’80% rispetto al 15,15% del 2016.

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La superficie espositiva incrementa nel 2019 del 4,5%, a 230000m2, (nel 2015 erano 250000 m2), attraverso le strutture fisse delle 17 Halls, per un totale di poco meno di 200000m2, cui si aggiungono 11 outdoor Exhibition Halls che portano il totale espositivo, appunto, a 230000m2.

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Il settore del gelato è ben rappresentato dalle aziende italiane (con o senza sede in Cina), ma non solo, infatti, nel padiglione e mezzo (Hall 1 e parte del 2, oltre 15000m2) dedicato all’ice cream & Bakery, trovano posto anche molte aziende cinesi di softserve-machine, attrezzature per laboratorio artigianale, di gelato pronto alla vendita e, anche, “importatori” di semilavorati per gelato.

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C’è da dire che gli espositori del segmento “ice cream/bakery” nel 2016 rappresentavano il 18% del totale espositori, mentre nel 2018 (a ora ultimo dato disponibile) erano circa il 14%. Al contrario, i visitatori dichiarati del settore “ice cream/chocolate/sweets” sono incrementati dal 4% del 2016 al 5,12% del 2018.

Di seguito le opinioni di alcuni espositori del nostro settore.

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Daniela Canneddu: Carpigiani

“Il mercato cinese non è facile perché manca ancora la comprensione di che cosa sia effettivamente il gelato italiano, però, l’interesse è molto forte e i potenziali clienti sono aperti nell’apprendere la cosiddetta arte del gelato.

Il mercato cinese è anche un mercato che, da un punto di vista della concorrenza, è “feroce”, per cui il concetto di “copy” impera a scapito, ovviamente, della buona qualità.

Buon andamento della fiera, l’interesse per le macchine soft e per quelle del gelato artigianale è equamente ripartito. La provenienza dei clienti è, soprattutto, interna alla Cina.”.

Cristiano Ferrero

Cristiano Ferrero: Aromitalia

“L’andamento del gelato/icecream nella scorsa stagione è stato abbastanza piatto; quest’anno, due aziende di gelato industriale, su tutte, hanno spinto sull’immagine del gelato italiano (dichiarato riferimento tipo Grom), e ciò serve da traino al nostro prodotto tradizionale artigianale.

Hotelex è una fiera viva, interessante, con un significativo interesse per il gelato artigianale.

Il cliente finale, il consumatore, necessita ancora di un periodo di “affinamento” per saper veramente apprezzare la buona qualità, in una vasta offerta di qualità discutibile.”.

Emanuele Franchi

Emanuele Franchi: Iceteam 1927

Hotelex rappresenta per Iceteam 1927 il principale appuntamento per la promozione di nuovi e vecchi modelli per il mercato Cinese.

Da sempre improntati all’innovazione, Hotelex 2019 è stata quindi per noi l’occasione per rafforzare la nostra presenza come uno dei leader nel settore delle macchine da gelato e lanciare nuovi modelli per il soft icecream.

Nel settore delle macchine da gelato, sia le macchine combinate, sia pastorizzatori e mantecatori hanno avuto un buon riscontro, segno di un’attenzione crescente del mercato Cinese verso il concetto di gelato Italiano.

Iceteam 1927 rappresenta dunque il giusto mix per il mercato Cinese, in termini di velocità, semplicità e razionalità.

Eccellente la promozione fatta dal nostro Partner locale, L’Amore.

Per allargare la nostra presenza sul mercato, Hotelex è stata anche occasione per lanciare nuovi prodotti soft.

Nonostante la concorrenza locale, il buon mix qualità / prezzo delle nostre nuove piccole macchine a pompa peristaltica P1 e P3, ha attirato interesse.”.

Alberto Vezzaro

Alberto Vezzaro: Valmar

“La fiera sta andando abbastanza bene, buona affluenza anche da Paesi vicini come Taiwan, Indonesia, e fino ai confini con l’Australia. Ciò significa che Hotelex sta definendo importanti contorni anche per il gelato, quindi, assumendo quel carattere d’internazionalità che non era presente nelle precedenti edizioni. Il mercato cinese è un mercato dove il gelato artigianale comincia a farsi conoscere meglio, e dove tutti noi operatori del settore abbiamo delle buone aspettative.”.

Nicola Fabbri

Nicola Fabbri: Fabbri

“La fiera continua a crescere e l’andamento è certamente positivo la presenza italiana è costante. Vedo una forte crescita di produttori cinesi, soprattutto di macchinari. Anche l’affluenza è migliorata, il visitatore è più informato. Continuiamo a proporre due modi di fare il gelato: uno è quello tradizionale e l’altro è attraverso l’utilizzo del nostro “Simplé” che facilita notevolmente il modo di produrre gelato. Notiamo un decremento nelle aperture di nuove gelaterie, sostituite da un mercato soft di qualità, con ingredienti pregiati.

Questa tendenza è cominciata con “Godiva”, che ha introdotto nei propri negozi di cioccolateria il soft di qualità.”.

Luca Vinti mod

Luca Vinti: ISA

“Esponiamo con il nostro distributore “Shanghai Chensu Commercial.Co.LTD” e abbiamo notato che la fiera è stata, progressivamente, interessante; è cominciata con scarsa affluenza, per proseguire diversi contatti potenzialmente validi, soprattutto cinesi.

È importante avere un padiglione dedicato al gelato, ciò consente di rafforzare l’immagine del gelato in un mercato, quello cinese, dove il gelato stesso è veramente di nicchia, ed è essenziale acquisire visibilità. Il livello del prodotto che esponiamo è di alta qualità per contrastare l’agguerrita concorrenza dei produttori locali.

Pierpaolo Colombo

Pierpaolo Colombo: Babbi

“Fiera molto interessante per il mercato del gelato sia come clienti cinesi sia come importatori per il mondo asiatico, Malesia, Indonesia, Singapore. Il mercato cinese è molto sfidante per il gelato artigianale, infatti, la maggior parte del mercato stesso, è in mano alla produzione semi-industriale di piccole dimensioni che producono centralmente e riforniscono i punti vendita.

Il fatto di avere un distributore locale che rappresenta anche attrezzature (Iceteam1927, Italprogect), aiuta notevolmente nello sforzo per introdurre il gelato artigianale in Cina.”:

Olsi Sala

Olsi Sala: PreGel

“Hotelex è un evento cui non si può mancare, anche se l’affluenza dei visitatori è molto variegata e, la conoscenza del gelato artigianale, nel suo complesso, è in divenire.

È necessario essere “perfettibili” nell’esposizione del prodotto e occorre, inoltre. Spiegare bene la formazione necessaria per produrre un buon gelato artigianale.

Il mercato cinese è sempre in evoluzione, il processo d’inserimento del gelato artigianale è lento ma vivace, i risultati sono soddisfacenti per il grado attuale di conoscenza del prodotto gelato.”.

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Andrea Zanuso, Giuseppe Bravo: Bravo

“Hotelex sta diventando molto importante per tutta l’Asia e non solo per la Cina. Ci sono clienti provenienti da bacino nord dell’Asia, Corea, India.

La conseguenza di questo è che sia le aziende locali, sia le aziende europee fanno stand sempre più importanti attraendo i visitatori cinesi che, poi, tenderanno a visitare meno frequentemente le fiere in Europa. I fabbricanti locali di macchine e attrezzatura nel trend di crescita verso lo standard europeo di produzione, sono, in un certo senso, “costretti” a migliorare la qualità dei loro prodotti e, di conseguenza, rimodulare i relativi prezzi, avvicinandosi, leggermente a quelli di riferimento europei.

Bravo ha fatto dei grossi investimenti di marketing soprattutto sulle due linee Trittico ed Equilibrio, rendendo accessibili con I PAD tutte le operatività in cinese sia sul touch screen del Trittico, sia sul sistema della bilancia Equilibrio, per consentire la produzione il più possibile di qualità. Essendo un’esclusiva Bravo, questi investimenti ci stanno ripagando degli sforzi fatti.”.

Alessandro Mucci

Alessandro Mucci: MEC3

“Fiera buona per l’Hotelleria ed è molto interessante uno spazio dedicato esclusivamente al gelato.

L’affluenza è interessante, ma il problema di fondo è la mancanza di un approccio al gelato. I clienti vedono il prodotto finito e faticano a comprendere il mondo che c’è dietro.

I problemi nel mercato cinese, sono di natura strutturale, il singolo locale interessa poco, l’investitore ragiona in termini di catene e, in questo senso, è difficile coniugare artigianale, industriale, buona qualità e qualità standard.

È difficile trovare il singolo che apprezzi e abbia la capacità di elaborare la gelateria artigianale. Qui, rispetto a un mercato come quello americano, dove l’approccio al concetto di catena è il medesimo, c’è più “improvvisazione”, meno capacità di capire dove è più importante la formazione per avere successo in gelateria.”.

 

Nota: lo stesso video con una migliore risoluzione è disponibile su youtube all’indirizzo:https://youtu.be/EC1WVqxx9g0

Prossima edizione di Hotelex a Shanghai: 29 marzo -1 aprile /2020.

 

SIRHA 2019 LIONE

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La diciannovesima edizione di Sirha (Salon International de la Restauration de l’Hôtellerie et de l’Alimentation), ha confermato una tendenza all’internazionalizzazione in crescita rispetto alle edizioni passate. I visitatori esteri sono quasi raddoppiati in dieci anni (sei edizioni) +95%; mentre i visitatori francesi sono aumentati del 53,6%. Vedi grafico 1 e tabella 1.

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Tabella n 1_1

 

Gli espositori sono tornati a crescere +26% rispetto al 2017, edizione che aveva registrato una leggera diminuzione (-2% rispetto al 2015). Di questi, sono imprese estere il 28% (nel 2017 erano il 25% del totale espositori), con un incremento, in termini di numeri del 41%.

In dieci anni (sei edizioni) gli espositori totali hanno avuto un incremento dell’80% di cui quelli esteri del 76%.

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La ripartizione per attività vede al primo posto il settore agroalimentare con oltre la metà degli espositori, distaccato (c.a. 13%), al secondo posto, attrezzature per cucine e trasporti, il settore complessivo boulangerie, pâtisserie, confiserie, (dove è presente il gelato) è al penultimo posto con c.a. il 7% degli espositori.

La superficie espositiva totale (ripartita per sette Halls) è 140 000 m² con un aumento del 6% rispetto alla passata edizione, e del 17% rispetto al 2009.

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I sottosegmenti sono passati a dodici (da undici): Boulangerie – Pâtisserie; Cafétéria – Bar, Brasserie; Transports; Services; Produits Agroalimentaires & Boissons; Confiserie – Chocolaterie; Équipements de Salle & Hôtellerie; Équipements pour la cuisine & ses annexes ; Place des vins ; Épicerie fin ; Nouvelles Technologies ; Arts de la table.

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I Padiglioni dedicati (uno in meno) hanno subito una variazione nella ripartizione, quarantuno internazionali e dodici regionali; nel 2017 gli internazionali erano ventotto e quelli regionali quattordici.

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Per ciò che concerne i concorsi, nulla togliendo agli altri ventidue in programma, è bene ricordare che Bocus d’Or per la cucina e la Coup du Monde de la Pâtisserie (quest’anno ricorre il trentesimo), sono eventi conosciuti in tutto il mondo cui ambiscono i migliori protagonisti nei rispettivi settori.

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Bisogna fare i complimenti alla squadra italiana composta da Lorenzo Puca (specialista zucchero), Andrea Restuccia (specialista gelato) e Mattia Cortinovis (specialista cioccolato), con il Presidente Alessandro Dalmasso, per l’importante medaglia di bronzo conquistata a pochi punti di distacco dalla vincitrice Malesia.

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Le opinioni di alcuni operatori

 

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Roger Erbes: Frigomat France

“Buon andamento del gelato artigianale nel 2018, la concorrenza principale è la pressione del gelato industriale sui pubblici esercizi; gli sforzi che tutti quelli che operano sul mercato artigianale sono ripagati con una leggera crescita, lasciando ben sperare per il prossimo futuro.

Meno interessante, per noi, il mercato delle soft, non perché non sia redditivo, ma perché le grosse catene sono “accasate” e le piccole sono sensibili al prezzo dei fabbricanti cinesi.

Fiera molto interessante anche per il gelato, soprattutto per le gelaterie, molto meno per il gelato nella ristorazione.”.

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Silvestro Bardella: Telme/Pastry Box

“Mercato del gelato artigianale sempre di nicchia, ci sono, invece, delle buone aperture nel segmento boulangerie che, per aprire al mercato con un’offerta allargata, comincia a introdurre il gelato “Fait Maison”.

Il mercato prevalente, per noi produttori di macchine per gelateria e pasticceria, è quello della pasticceria che da, sempre in modo progressivo, risultati soddisfacenti.

Questo è il frutto di un’importante collaborazione con un’azienda bene introdotta nel mondo della pasticceria, soprattutto nel pre e post vendita, garantendo un servizio che è indispensabile per questo mercato.

Oggi Sirha è sicuramente la fiera francese più importante, a livello internazionale, per l’equipment.”.

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Giuseppe Bravo: Bravo

“Il gelato artigianale, come si usa dire, non “fa mercato”, invece il segmento pasticceria-cioccolateria, dove noi siamo inseriti molto bene, cresce, anche se, verrebbe da dire, in modo anomalo, cioè il mercato chiede macchine di grossa capacità (100/120lt ora); questo significa che questi modelli sono destinati a imprenditori più che ad artigiani.

Resta il fatto, però, che la qualità dei loro prodotti è di alto livello e, perciò, questo tipo di clientela è molto esigente con i fornitori.

Fiera sempre ben organizzata e molto ricettiva per il mercato di riferimento.”.

NOTA: video pubblicato con  migliore risoluzione su https://youtu.be/mKg7x5WVZDY

Prossima edizione Sirha, dal 23 al 27 gennaio 2021 a Lione

 

 

 

 

SIGEP 2019 RIMINI

 

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Il 40° Salone della Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianale e Caffè, è terminato a fine gennaio confermando, in massima parte, i buoni risultati della precedente edizione (appuntamento annuale). Gli spazi sono consolidati a 129000m2, con la piena occupazione delle sei macrocategorie nei ventotto padiglioni, con la ripartizione delle rispettive superfici approssimativamente: Gelateria (considerando lo spazio della Coppa del Mondo della Gelateria) 40,3%; Pasticceria 20,8%; Caffè 18%; Panificazione Artigianale 14,5%; Cioccolateria 4,3%; Elementi di Design 2,1%;

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Gli espositori sono invariati, rispetto al 2018, 1250 imprese, di cui 16,8% estere, (+7,7% su 2018) provenienti da quaranta Paesi. Spagna al primo posto al 13,8%, Germania al 12,6%, Francia al terzo posto con il 10%, Cina al 7,1%, Belgio al 4,3%. I primi cinque Paesi formano il 50% degli Espositori esteri, mentre nella scorsa edizione i primi quattro Paesi formavano, appunto, la metà degli espositori esteri.

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Gli eventi, compresi quelli organizzati dagli espositori, lievitano del 29% a 1294 (con una forte crescita in due anni di circa il 74%). Non solo Show, anche i contatti Business sono stati rilevanti, (10000), grazie alla Piattaforma digitale Sigep.

I visitatori sono, secondo i dati forniti da Sigep, stabili rispetto alla scorsa edizione (anche sa manca il numero preciso), con un incremento del 2% dei visitatori esteri, provenienti da 185 Paesi (vedi grafico 1).

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Quest’anno, non sono state fornite ripartizioni all’interno della categoria visitatori ad esempio “….espositori, concorrenti ai concorsi internazionali, team per le competizioni, ospiti ai convegni, partecipanti alle aree academy…..”, che l’anno scorso rappresentavano quasi il 20% dell’affluenza, quindi, non è possibile analizzare in profondità il dato affluenza.

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Sembra confermarsi l’appiattimento della crescita dei visitatori, non certo per diminuito interesse, anzi, vale il contrario, ma, e questa è una mia interpretazione, per una mancanza di ricettività oggettiva, dovuta alla “saturazione” di tutti gli spazi possibili (vedi tabella1).

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Circa un migliaio di giornalisti, di cui il 15% esteri per una ripartizione delle testate specializzate (sia digitali sia cartacee) del 43,2% italiane (32,8% nel 2018), e del 56,8% estere (67,2% nel 2018) con sedi in diciotto Paesi. Spagna e Polonia in testa con il 6,8% di testate specializzate ciascuna (la Polonia era prima anche l’anno scorso).

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Stabili i settori merceologici (18) con un incremento (+ 7,6%) delle sottocategorie per “Macchinari, Impianti e Linee continue”, mentre si conferma al secondo posto “Materie prime e Ingredienti” con lo stesso numero di sottocategorie della scorsa edizione.

Preciso sempre che le categorie merceologiche si sovrappongono ai macro segmenti (Gelato, Pasticceria, Caffè, etc.), poiché non sono specifiche per un solo macrosegmento, ma “generiche” per utilizzi in più macrosegmenti.

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Non sono stati forniti i contatti media (nel 2019 erano stati 200 milioni), ma sempre di più Sigep si conferma quello che ho definito l’anno scorso “Sigep® Show”. I social hanno un impatto predominante nello sviluppo della conoscenza visiva dell’evento, finora non influenzando il Business dei mercati di attinenza del Sigep, che richiedono, ancora, una “presenza” di negoziazione. Gli operatori possono ancora generare business, l’importante è mantenere il corretto equilibrio fra mercato reale e mondo virtuale.

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Un’annotazione importante; a febbraio il Consiglio di Amministrazione di Italian Exhibition Group (IEG) cui fa capo Sigep, ha deliberato un investimento di 4,2 milioni di euro per l’ammodernamento dei parcheggi, in varia misura, fra Parcheggi Est, Ovest e Sud, (195000m2 totali). Attendiamo con piacere, che la mobilita veicolare in uscita, a fine di giornata, durante gli eventi, ne possa risentire favorevolmente.

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Prossimo appuntamento SIGEP:  2020 (18-22 gennaio)

NOTA: per visualizzare il video con una migliore risoluzione vai a  https://youtu.be/ZZoyDqI8cmg

24 MARZO 2019 GIORNATA EUROPEA DEL GELATO ARTIGIANALE

La settima Giornata Europea del Gelato Artigianale (è stata istituzionalizzata dal Parlamento Europeo nel 2012) cade, come consuetudine il 24 marzo di ogni anno.

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Lo stimolo concreto di questa giornata è, soprattutto, appannaggio dei gelatieri italiani sia operanti sul nostro territorio, sia operanti in Europa. Come ho avuto modo di rilevare in altre occasioni, solo un terzo dei Paesi aderenti all’Unione Europea promuove questa manifestazione e, all’interno di questi Paesi, sono le realtà associazionistiche che pianificano gli eventi (perché di pluralità di eventi si tratta); c’è il Patrocinio di Fiere importanti, ma l’interazione con i gelatieri non è praticabile da alcun Ente Fiera. Lo stesso discorso vale per le aziende e associazioni sponsor della manifestazione che informano i propri clienti e/o associati, attraverso tutti i canali possibili, dell’importanza di partecipare.

Quest’anno il gusto scelto (toccava all’Italia) è il Tiramisù, famoso dolce al cucchiaio oggetto di lunga disputa fra le regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia. A questo proposito, il Ministero delle Politiche Agricole ha inserito il 29 luglio 2017 il Tiramisù “friulano – giuliano” nelle liste P.A.T. (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) con buona pace del Veneto, anche se la “battaglia” non sembra ancora finita. Le origini del Tiramisù sono abbastanza recenti (meno di cinquant’anni, anche se l’Accademia del Tiramisù

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data le sue origini a Treviso fra il ‘700 e ‘800) e sono riferite, principalmente, a cucine d’alberghi e ristoranti dell’area nord-est Italiana. La fama del dolce si sviluppa velocemente non solo in Italia ma in tutto il mondo (quante storpiature leggiamo nei menù di locali pubblici di ogni continente). Oggi c’è un evento, il Tiramisù World Cup che, quest’anno, si svolgerà a Treviso dall’1al 3 novembre 2019. Il 21 marzo c’è il Tiramisù Day (FICO Eataly Word di Bologna) e via così.

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Gli ingredienti fondamentali del Tiramisù (dolce al cucchiaio) sono savoiardi, impregnati nel caffè e sommersi da una crema a base di mascarpone, uova e zucchero. Si spolverizza, poi, con cacao in polvere.

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I gelatieri, che hanno la grande capacità di trasformare “qualsiasi ingrediente/cibo” in gelato, hanno realizzato il gusto Tiramisù ormai da tanti anni, per cui, quando si è trattato di cimentarsi per produrre il “miglior” Tiramisù per la Giornata Europea del Gelato Artigianale, non sono mancate ottime esecuzioni, secondo i propri gusti e secondo le proprie tradizioni e origini.

La competizione, Gelato Tiramisù Italian Cup, si è svolta alla MIG di Longarone lo scorso dicembre e ad aggiudicarsi questo “onore” è stato Thomas Infanti, gelatiere ventunenne di Selvazzano Dentro (PD). Sopra la versione classica, qui sotto la versione con liquore marsala.

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È da qualche tempo che segnalo alcuni suggerimenti, per la Giornata, che potrebbero essere oggetto di riflessione.

La prima idea (non in ordine d’importanza) è quella di coinvolgere le aziende di ingredienti composti, oltre a quelle di attrezzature e macchine. Ho accennato, in precedenti occasioni, alla necessità di cedere un po’ di sovranità nell’organizzazione, pur con il dovuto rispetto delle associazioni di gelatieri, lasciando che ogni azienda elabori un proprio gusto anche complessivo, vale a dire composto di più ingredienti, topping, decorazioni, etc. per la Giornata e si attivi, attraverso la propria organizzazione, affinché i propri clienti producano questi (innumerevoli) gusti, personalizzandoli come sanno fare benissimo.

La seconda proposta è di “allungare” la Giornata Europea del Gelato Artigianale a un mese, come succede negli Stati Uniti per l’”Ice cream Mount”, che è a luglio.

Nel nostro caso si potrebbe partire, all’incirca, dal 24 febbraio di ogni anno, per arrivare al 24 marzo celebrando la fine del mese del Gelato Artigianale, appunto con la Giornata istituita dal Parlamento Europeo.

È bene ricordare che le giornate intestate a prodotti tipici sono innumerevoli (Nutella, Carbonara, Tiramisù, Crepe, etc.), e la sottolineatura dell’imprimatur del Parlamento Europeo è apprezzabile solo dagli addetti ai lavori e non certo dai consumatori, se poi consideriamo l’ondata di “sovranismo”, la bollinatura dell’Europa, potrebbe rivelarsi quasi controproducente. A parte la battuta, la macchina organizzativa delle aziende di settore, se l’arco temporale dell’impegno è un mese (non dimentichiamo che saremmo all’inizio di primavera e dopo la ricorrenza di San Valentino), potrebbe veramente rivelarsi un miglioramento non indifferente rispetto alla situazione attuale.

La terza idea riguarda il merchandising per le aziende sponsor, oltre a bicchierini, locandine, etc. occorrono magliette, sacchetti, berrettini, etc. oltre al logo della Giornata, tutti i gadget sarebbero ben visibili anche i marchi di ogni azienda che partecipa direttamente, (e non che sponsorizza semplicemente, delegando il “fine” di spesa).

Il discorso dei media sarebbe molto più coinvolgente, non dimentichiamo che le uscite sono, principalmente, bimestrali, quindi, a inizio marzo, la seconda pubblicazione dopo il Sigep, avrebbe, molto probabilmente, più contenuti se le aziende inserzioniste fossero coinvolte in un progetto mensile.

Come si usa dire: ci si può pensare?

Nota: Il video è pubblicato con una migliore risoluzione all’indirizzo: https://youtu.be/bXyYdKzqANQ

 

 

Associazioni per l’Europa del Gelato Artigianale Napoli 26 giugno 2018

 

Quando si parla d’Europa, tornano alla mente i Padri Fondatori (per l’Italia Altiero Spinelli e Alcide De Gasperi) che, nonostante allora fossero davanti a un “presente” disastroso, ebbero il coraggio di guardare lontano, lasciandosi alle spalle le scorie delle guerre.

Nel 1957, con il trattato di Roma nasce la Comunità Economica Europea (CEE), per merito di “soli” sei Paesi, (fra vincitori e vinti), fra cui l’Italia. La crescita economica, negli anni seguenti, porta, vent’anni dopo, alla creazione del Mercato Unico Europeo e, con la successiva caduta del muro di Berlino, nel 1993 il Mercato Unico Europeo è perfezionato con la sottoscrizione di quattro “capisaldi”: circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Qualche anno prima, un gruppo di persone, artigiani, gelatieri, etc. pensò che si potessero unire, in Europa, anche le competenze di mestieri, antichi e “manuali”, di grande tradizione, per dare voce a un mercato di nicchia. Erano gelatieri di Francia, Italia, Austria, Germania, Olanda, Spagna, Portogallo, insieme fondarono Artglace (Confédération des Associations des Artisans Glaciers de la Communauté Européenne), con il comune compito di valorizzare, in ambito europeo, il gelato artigianale.

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Oggi, ricorrono trent’anni della fondazione e Napoli ha voluto, fortemente, imbastire un evento che accomunasse, anche i vent’anni del Comitato Nazionale per la Difesa e la Diffusione del Gelato Artigianale e di Produzione Propria (GA), e il 20° anniversario del Comitato Gelatieri Campani. Associazioni che non utilizzano solo i verbi al passato ma, forti dell’esperienza, coniugano, soprattutto, i verbi al futuro, in prospettiva di un sempre maggiore sviluppo del gelato artigianale.

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La cornice di Napoli non è casuale, la capacità di aggregazione è forte e il senso di appartenenza ancora di più. Le associazioni, insieme, hanno voluto consegnare un riconoscimento a chi, oltre 100 fra persone e aziende, ha dato e continua a donare il proprio contributo in termini di esperienza, capacità, risorse, disponibilità alla crescita globale del settore.

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La splendida organizzazione ha previsto, prima della manifestazione, per ospiti e familiari, una visita al cuore di Napoli e alla sua storia, quindi il via all’evento con il Saluto di benvenuto da parte di Filippo Bano, Presidente di Artglace che, fra l’altro sottolinea ”……..Il Gelato Artigianale, prodotto apprezzato in tutto il mondo, è tale, quindi, grazie al territorio in cui nasce e di cui siamo rappresentanti: l’Europa. Non solo come luogo geografico, con le sue componenti fisiche e climatiche che danno vita a materie prime senza eguali, ma anche come insieme di fattori umani determinanti nella creazione e nella diffusione di un’eccellenza: tecnica, cultura, storia, tradizione. È la sintesi di tutto ciò che ha dato vita al Gelato Artigianale……..”

Filippo Bano

Elaborazione RG, Fonte: Studio@Zifarelli.it

Ciro Verde, Presidente G.A. pone l’accento sull’italianità del Gelato Artigianale”………Oggi si è finalmente capito che esso (Gelato Artigianale N.d.R.) è evocatore di italianità in tutto il mondo e per questo sta finalmente riuscendo la diffusione della parola italiana Gelato a scapito delle traduzioni in altre lingue, poiché il Gelato italiano è frutto di un’evoluzione che l’ha portato a raggiungere oggi standard qualitativi eccezionali……”

Ciro Verde

Elaborazione RG, Fonte: Studio@Zifarelli.it

Ferdinando Buonocore, Presidente Comitato Gelatieri Campani rileva come”…….A vestirsi a festa, ornata dell’ospitalità e del calore della sua gente, è Napoli, affascinante cornice di queste celebrazioni…..Non tutti i luoghi hanno il dono di Napoli: conquistare irrimediabilmente il cuore dei suoi visitatori…….Per la sua unicità e per il legame secolare che essa ha con il Gelato Artigianale, mi sento di dire oggi che Napoli meriterebbe di essere insignita dell’onorificenza di Capitale Mondiale del Gelato Artigianale.”

Ferdinando Buonocore

Elaborazione RG, Fonte: Studio@Zifarelli.it

Parole non di circostanza, ma un invito per tutti a proseguire il proprio impegno per l‘affermazione del Gelato Artigianale in Italia e in Europa.

Madrina della manifestazione e testimonial per Artglace, la Campionessa Italiana di discesa in apnea Mariafelicia Carraturo che, proprio in questi giorni ha stabilito, nelle acque di Sharm el-Sheikh il nuovo record del mondo (CMAS, Confédération Mondiale des Activités Subaquatiques) di apnea in assetto variabile con monopinna, alla ragguardevole profondità di 115 metri in un tempo di 3 minuti e 4 secondi sostenendo una pressione di 13 atmosfere.

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Fonte: “La Repubblica”

Un’osservazione finale: guardando alle nostre spalle, si capisce quanto è stato fatto per il Gelato Artigianale, guardando al futuro si capisce quanto la sfida sia difficile ma superabile.

 

NRS 2018 CHICAGO

La 99^ edizione di National Restaurant Association Hotel-Motel Show ha chiuso i battenti a Chicago a fine maggio, mostrando segni di stabilità per ciò che concerne il numero di visitatori, mentre incrementano gli espositori. In contemporanea, perviene alla quinta edizione Beverage Alcohol for Restaurants.

Aumenta per il terzo anno consecutivo la disponibilità di spazi espositivi (+2,9% a 66425.67m2).

I visitatori diminuiscono leggermente (-1,5%) rispetto al 2017 (Grafico 1); sono 65000 presenze provenienti da 110 Paesi e 50 Stati Americani. Sonno aumentate alcune partecipazioni, soprattutto da Messico (+15%), Brasile (+19%) per l’area d’influenza americana, e si registra un + 19% dall’Australia. All’interno degli USA, più affluenza da parte del Massachusetts (+17%), Texas (+6%), New York (+5%), Florida e California (+2%), etc. I profili dei visitatori sono stati ritenuti, in generale, molto soddisfacenti.

 

Gli espositori di NRA aumentano del 10,5% sul 2017, escluso Beverage Alcohol for Restaurants che incrementa, a sua volta di circa il 40%, i propri espositori mantenendo quasi inalterato il numero di visitatori (c.a. 5000). Complessivamente, le nuove presenze rappresentano il 32,5% del totale. Gli espositori stranieri sono il 21,3% ripartiti per 36 Paesi (+5,9%). La distribuzione all’interno degli espositori stranieri (Tabella1.), vede ancora la Cina al primo posto, pur con un calo considerevole (dal 54,5% al 39,8%) con l’Italia che si conferma al terzo posto a ridosso del Canada, con percentuali leggermente inferiori alla scorsa edizione. Giappone e Francia occupano il posto di Germania ed Ecuador fra le prime sei posizioni.

Due riflessioni: la prima di carattere generale che vale per tutti, molte aziende hanno filiali e/o agenzie sul territorio per cui non compaiono nell’elenco degli espositori stranieri ma in quello USA; la seconda, di carattere commerciale/strategico, ma tutta da verificare, suggerisce che le nuove politiche dell’Amministrazione Americana comincino a farsi sentire.

Un discorso a parte merita una partecipazione italiana collettiva, ben localizzata e identificabile, sotto l’egida di Bellavista Expo che ha raccolto l’adesione di circa 80 espositori. Si sono succedute numerose dimostrazioni su prodotti made in Italy e su come la cultura del cibo italiano possa essere “universale”. Testimonial d’eccezione Massimo Bottura, per la seconda volta considerato miglior Chef al mondo. Bellavista Expo è (paradossalmente) una società inglese che si occupa di promuovere food & beverage made in Italy, e che ha visto l’ingresso, da quest’anno di VPE, società creata da Fiere di Parma e Fiere di Verona per questa e altre operazioni analoghe. Al successo del Made in Italy ha contribuito, concretamente, anche ITA (Italian Trade Agency).

Tabella 1. % Espositori internazionali per Paese
Paese %
Cina 39,8
Canada 15
Italia 14
Giappone 4,5
Francia 3,9
Taiwan 3,7

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

Se analizziamo gli espositori per segmento, undici grandi settori merceologici per circa 900 categorie, scopriamo, (ricordando che stesse aziende si possono sovrapporre in più segmenti) che l’Equipment e il Food rappresentano quasi la metà dell’offerta espositiva (Tabella 2, con somma totale > 100). All’interno del Food, oltre un terzo è rappresentato dal “Frozen” (con esclusione di Gelato, IceCream, Sorbet, Custard, etc.), a seguire Speciality Food, Kosher e Organic.

 

Tabella 2. % Espositori per segmento
Segmento %
Equipment 20,8
Food 19,6
Paper,Plastic,

Supplies & Smallwares

15,9
Service 9,7
Technology & Entertainment 9.6

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

L’andamento dell’industria della ristorazione negli Stati Uniti è in progressione quasi permanente, l’ultimo dato disponibile (2017) indica una performance a quasi $800 miliardi di fatturato, per un milione di ristoranti sparsi sull’intero territorio nazionale. Il comparto impiega 14,7 milioni di persone che rappresentano il 10% della forza lavoro americana.

Fra gli Stati che contribuiscono maggiormente al fatturato della ristorazione, troviamo ai primi posti California con $ 82,3 miliardi, Texas con $ 54,1, New York $ 43,3, Florida $ 41,7, etc. Secondo un sondaggio effettuato presso l’American Culinary Association, (sono stati intervistati 700 chef) i consumatori oggi sono molto più attenti all’ambiente, al cibo composto con ingredienti naturali, preferiscono grandi locali e prodotti come si usa dire a “Km zero”. (Tabella 3)

Tabella 3, Top 10 Concept Trends
1 Hyper-local
2 Chef-driven fast casual concepts
3 Natural ingredients/clean menus
4 Food waste reduction
5 Veggie-centric/vegetable-forward cuisine
6 Environmental sustainability
7 Locally sourced meat and seafood
8 Locally sourced produce
9 Simplicity/back to basics
10 Farm/estate- branded items

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

Stanno perdendo appeal alcuni prodotti “fatti in casa”, fra i quali Artisan cheese, House-made charcuterie, House-made sausage, House-made/Artisan ice cream; piace, invece, Thai-rolled ice cream, (rotolo di gelato) oltre a Peruvian cuisine, Uncommon herbs, Ethnic-inspired kids’ dishes, etc.

Fra le bevande alcoliche al primo posto piace Culinary cocktails, poi Locally produced spirits/wine/beer, quindi Craft/artisan spirits. È interessante notare che fra il cibo preferito in modo stabile (Perennial Favorite) troviamo al 5° posto il Gelato (scritto proprio così) (Tabella 4).

Tabella 4, Perennial Favorite
1 Shellfish
2 Barbecue
3 Bacon
4 Comfort food
5 Gelato
6 Hand-made pasta
7 Breakfast burritos/tacos
8 Mediterranean flavors
9 Juice/milk in kids’ meals
10 Breakfast hash

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

 

Per quanto riguarda il nostro settore, gli espositori rimangono, sostanzialmente, invariati (Tabella 5). Il segmento “Soft Ice Cream & Milk Shake”, non compare nell’elenco, forse inserito in “Soft Serve Equipment & Products”. Considerando che stesse aziende coprono più segmenti, si nota l’impennata delle Slush Machines (+78%), incremento dovuto, a mio avviso, alla duttilità di queste macchine che possono produrre, approssimativamente, granita, gelato, sorbetto, soft-drink alcolico, crema fredda, etc.

 

Tabella 5: N° Espositori segmento Gelato/Ice Cream

 

  Segmento 2014 2015 2016 2017 2018
1 Gelato 19 21 26 24 24
2 Custard 8 6 7 8 8
3 Ice Cream Dispensers 7 13 11 8 6
4 Ice Cream Cabinets 9 12 12 12 12
5 Ice Cream Cones 5 4 4 5 7
6 Ice Cream 15 20 22 21 23
7 Ice Cream Dishers 3 5 4 4 3
8 Ice Cream Freezers 18 19 20 19 17
9 Ice Cream Makers 17 22 17 17 15
10 Soft Serve Equipment & Products 9 12 12 13 11
11 Sorbet 14 12 14 12 15
12 Yogurt 25 15 20 19 19
13 Yogurt Equipment 7 19 7 7 9
14 Whipped Cream Dispensers 6 2 3 7 4
15 Slush Machines 11 13 10 9 16
  Totale 173 195 189 185 189
Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

Il mercato dell’IceCream e Frozen Dessert negli Stati Uniti è stabile e maturo da diversi anni con un valore di vendita a circa $27/28 miliardi. La ripartizione fra Food Service e Retail è mediamente del 56% per il primo segmento e del 44% per il secondo.

Packaging Facts, (Ice Cream and Frozen Desserts in the U.S., 9th Edition. Packaged Facts, January 2017) ritiene che il mercato aumenti a $30 miliardi al 2020, e i due segmenti che incrementeranno di più saranno il Gelato e Super Premium Ice Cream.

Una previsione che facilita la crescita del nostro “Gelato” che si sviluppa, soprattutto, grazie alle imprese Italiane del settore.

Gli ultimi dati disponibili del segmento Dairy Product riguardano il progressivo gennaio/maggio 2018 e il confronto da gennaio/maggio 2017, indica un calo del 9% nel Regular Ice Cream (hard) così come un calo (persistente) del 6,7% nel Frozen Yogurt (Tabella 6).

Tabella 6: Variazione vendite alcuni segmenti Dairy Product prog. 05/17-05/18
Segmento Vendite

gallon 05‘17

Vendite

gallon 05‘18

Variazione

% maggio 2018

Ice cream, hard 72,167 65702 -9%
Ice cream, low fat, hard 20,754         20,926          +0,8
Ice cream, low fat, soft 25,018         24,693 -1,3
Ice cream, non fat, hard 634 750 +18,3
Sherbet, hard 3,582 3539 -1,2
Frozen yogurt 5771 5382 -6,7
Fonte: Elaborazione RG su dati USDA           
Nota:milioni di galloni (1 gallon= 3,785 litri)

 

Prossimo appuntamento (del centenario) a Chicago 18/21 maggio 2019

 

Di seguito, le opinioni di alcuni espositori

 

 

Federico Tassi: Iceteam1927

” La fiera, almeno per quanto riguarda il nostro settore, appare in crescita, dopo anni di stasi. Il mercato continua a essere non facile, ma in qualche modo il concetto di gelato artigianale sta “passando”, e diversi produttori italiani, tra cui Iceteam 1927 che qui presenta la propria gamma artigianale come Cattabriga, e quella soft come Coldelite, appaiono più attenti che in passato al mondo dell’icecream.

Il nostro importatore Advanced Gourmet continua a fare un egregio lavoro di presidio del territorio, è molto concentrato sul gelato (gestisce solo macchine, vetrine e abbattitori), e per molti versi è paragonabile a una filiale. Sul territorio, si scorge più interesse da parte dei dealer a incorporare la gamma da gelato artigianale ad altre gamme di prodotto. Quest’anno in US lanciamo un nuovo mantecatore orizzontale da banco già presente sul
mercato internazionale. Si chiama Stargel 4 US e produce 4 kg (5,6 litri) per ciclo. Ha ingombri molto limitati e configurazione monofase con raffreddamento ad aria. Puntiamo con questo prodotto ad allargare ulteriormente la platea dei nostri clienti, allargandola anche ad attività che non vivono di gelato. Lanciamo altresì una macchina soft alimentata a pompa peristaltica, due motori e due compressori, pensata per le grandi produzioni tipiche di questo mercato. Le vendite sulla stagione si profilano in crescita, mentre in termini di profittabilità non aiuta il cambio”.

Fabio De Nadai: PreGel America

“Fiera molto buona, visitatori selezionati e professionali; molto interesse nelle nostre novità sia di pasticceria sia di gelateria, soprattutto i per prodotti di alta qualità definiti Gourmet.

Nel segmento gelato/ice cream c’è desiderio di novità e noi rispondiamo con gelato su stecco, torte, e pasticceria gelata, monoporzioni. Nel segmento pasticceria incontra molto successo la linea Five Star Chef che include molti prodotti anche per Bakery, tra cui la linea gluten free e le paste aromatizzate.

Per noi è molto importante presentarsi, ogni anno, su questo esigente mercato, con novità a valenza molto attrattiva”.

 

Davide Ribecai: Alcas

“E’ una fiera di “presenza”; è importante la qualità dei visitatori e, in questa edizione, abbiamo avuto visite di molti buyers preparati e informati. NRS è una vetrina fondamentale per le aziende del nostro settore.

Il mercato americano è difficile ma avvincente, occorre spogliarsi delle vesti italiane per vestire l’abito americano, vale a dire, offrire due cose su tutte: praticità e prezzo; poi, nel caso, anche design, creatività, Italian Way, etc.

In un mercato dove c’è tutto, l’arma vincente è saper offrire qualcosa di speciale che possa stimolare lo sviluppo di nuovo business”.

Cristiano Ferrero: Aromitalia

“Fiera più movimentata rispetto alla scorsa edizione, buona presenza di visitatori esteri, soprattutto da Centro e sud dell’America.

Il gelato continua a interessare ma cresce lentamente. Trasmettere il nostro messaggio non è facile, il concetto di adattamento alle esigenze “semplicistiche” locali, potrebbe essere una soluzione obbligata anche perché il gelato artigianale richiede una selezione della clientela troppo impegnativa; non per questo dobbiamo rinunciare a un concetto di qualità intrinseca del prodotto”.

Vittorio Bartyan: Telme/Stoelting

“Fiera molto importante, ma ha perso un po’ d’internazionalità, solo americani, canadesi, e visitatori provenienti da Centro e sud dell’America.

Il mercato USA è molto interessante, il concetto di catene che qui è importante, consente di poter cogliere occasioni concrete. Non ci sono tante gelaterie ma la produzione di gelato è diffusa e in crescita.

Occorre considerare che l’economia degli Stati Uniti è anche la prima al mondo e quindi il “Sogno Americano” è ancora possibile”.

Yoel Ben Assayag – Arianna Agresti: Pernigotti

“Mercato nord dell’America (Stati Uniti e Canada) molto soddisfacente, soprattutto per il segmento soft-ice. Anche il gelato artigianale, seppur con i consueti limiti, cresce lentamente.

Tornando al mercato americano, riteniamo che sia necessario un nuovo concept per lo sviluppo del gelato, occorrerebbe, inoltre, che le aziende italiane che operano in questi mercati, trovassero un terreno comune su cui immettere energie e know-how.

Buon andamento della fiera, molte visite di Manager appartenenti a gruppi importanti, interessati al marchio e alle sue potenzialità”.

Giuseppe Bravo – Andrea Zanuso: Bravo

“NRS è una fiera molto grande, c’è un po’ di tutto, ma è una manifestazione dove è necessario esserci, particolarmente per il mercato americano.

Stati Uniti e gelato artigianale, un binomio che ha bisogno, per crescere in questo mercato, di raggruppamento con altri segmenti quali: pasticceria, ristorazione, bakery, etc.

Se si possono offrire più prodotti e/o attrezzature, si riesce anche a introdurre il concept gelato artigianale”.

Vittoria Vandone: Bussy

Il nostro distributore sul mercato Usa promuove una selezione dei nostri prodotti individuata secondo la sua profonda conoscenza del mercato statunitense.

Il suo core business è più concentrato nel settore Horeca – Food Service che sul mercato del gelato artigianale, per noi tradizionale, del Made in Italy.

La nostra immagine e la nostra offerta sono, quindi, orientate alla sua presenza sul mercato.

Consideriamo la nostra partecipazione in fiera positiva, anche se, oggettivamente, abbiamo rilevato un maggiore interesse dal mercato del Food Service che dal mercato di nicchia delle gelaterie artigianali.

Il nostro prodotto di punta è la decorazione in cialda, utilizzo e abitudine poco presente sul mercato statunitense. Infatti, i visitatori che abbiamo incontrato in fiera erano molto incuriositi dalle proposte, meno sulle potenziali applicazioni nelle loro realtà lavorative.

Quest’atteggiamento ci consente d’interpretare il mercato USA come un mercato ancora in sviluppo ma positivo dal punto di vista della crescita.

Abbiamo deciso di percorrere questa esperienza espositiva in spazi condivisi con altre aziende, sotto un unico messaggio e logo del Made in Italy, un richiamo d’identità organizzata e comunicata in modo efficace.

Il mercato americano è sicuramente un mercato su cui investire ma, probabilmente, i risultati saranno da valutare nel tempo”.

 

 

 

 

FOOD HOTEL ASIA 2018 SINGAPORE

 

La novità della ventunesima edizione (biennale) di Food Hotel Asia a Singapore è rappresentata, come indicato due anni fa, dalla separazione della fiera in due o, meglio, dell’aggiunta di un’altra fiera (sempre in Singapore) Suntec, inserita  su tre piani di un centro commerciale di sei piani. A Singapore Expo hanno avuto accoglienza cinque settori: Food Asia; Hospitality Style Asia; Bakery & Pastry (incluso il gelato e relativa competizione); Speciality Coffe & Tea; Hospitality Technology, mentre Suntec ha ospitato Hotel Asia. Ora, la superficie totale sale a 119500m2, di cui 25000m2 a Suntec e 7500m2 dedicati alla seconda edizione di Pro Wine Asia (in pratica la Hall 10).

I visitatori totali sono stati 81896 (+13,7% sul 2016), di cui 55433 Trade Buyers (+ 32,8% sul 2016), provenienti da 105 Paesi (+0,5% SUL 2016), in leggero calo i visitatori oltremare, 39,0% contro il 41,4% del 2016. A Pro Wine Asia aumentano gli espositori +0,5% ma si riducono i visitatori del 13% e i Paesi di provenienza del 25%, mantenendo circa inalterato il dato oltremare, 40%.

 

Non conoscendo il dato disaggregato dei visitatori fra Suntec ed Expo, possiamo dire, se ciò avesse qualche significato, che a un aumento del 23,2% della superficie, corrisponde un aumento del 13,7% delle visite.

 

Tab.1 Distribuzione % Visitatori

Paesi Visitatori
Sud-Est Asiatico * 65.7
Resto Asia Pacifico 27.6
Medio Oriente 1.0
Africa 0.3
Europa 3.8
Americhe 1.1
Oceania

0.5

 

 

* escluso Singapore

Legenda:

  1. Sud-Est Asiatico: include Brunei Darussalam, Cambogia, East Timor, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Tailandia, Vietnam.
  1. Resto Asia Pacifico: include Australia, Bangladesh, Bhutan, Cina, Hong Kong, India, Giappone, Corea, Macau, Maldive, Mongolia, Nepal, Nuova Zelanda, Pakistan, Sri Lanka,Taiwan.
  1. Medio Oriente: include Bahrain, Egitto, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Saudi Arabia, Siria, Emirati Arabi Uniti
  2. Africa: include Algeria, Angola, Benin, Cameroon, Gibuti, Etiopia, Costa D’Avorio, Madagascar, Marocco, Nigeria, Réunion, Ruanda, São Tomé e Príncipe, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Sud  Africa, Togo, Tunisia, Uganda.
  3. Europa: include Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Kazakistan, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Irlanda, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia,Regno Unito, Ucraina.
  4. Americhe: include Argentina, Bahamas, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Guatemala, Messico, Panama, Perù, St Christopher (St Kitts) and Nevis, Uruguay, Stati Uniti..
  5. Oceania: include Fiji, Polinesia Francese, Guam, Mauritius, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone.

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

 

Gli espositori incrementano del 10,3% rispetto al 2016, con una distribuzione per 76 Paesi (+7% sul 2016)  e 72 Padiglioni Internazionali (+24,1% sul 2016).

Gli espositori a Suntec sono circa il 10% del totale mentre a Pro Wine Asia sono circa il 7% del totale FHA.

L’Europa, nel suo insieme, rappresenta, con una quota di quasi il 30%, il primo gruppo espositivo al di fuori dell’Asia Pacifico, pur in leggero calo 28,4% contro 28,8% del 2016.

Tab.2 Distribuzione % Espositori

Paesi Espositori
Africa 0.6%
Americhe 6.4%
Asia Pacifico 63.3%
Europa 28.4%
Medio Oriente 1.1%
Oceania 0.2%

 

                Legenda:

  1. Africa: include Reunion, Sud Africa, Tunisia.
  2. Americhe: include Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Columbia, Messico, Perù, Stati Uniti.
  3. Asia Pacifico: include Australia, Bangladesh, Brunei Darussalam, Cambogia, Ciina, Hong Kong, India, Indonesia, Giappone, Corea, Macau, Malaysia, Maldive, Mongolia, Myanmar, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Sri Lanka, Taiwan, Tailandia, Vietnam.
  4. Europa: include Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia,Svizzera, Turchia, Ucraina, Regno Unito..
  5. Medio Oriente: include Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Saudi Arabia, Emirati Arabi Uniti.
  6. Oceania: include Mauritius, Papua Nuova Guinea, Samoa (America), Isole Salomone, Vanuatu.

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

 

Archiviata con successo questa doppia edizione, per il 2020 ecco la novità, invece che due fiere nella stessa data, due fiere in date diverse: FHA Ho.Re.Ca Asia dal 3 al 6 marzo, FHA Food & Beverage Asia dal 31 marzo al 3 aprile. Nella prima trovano posto i segmenti:

Bakery & Pastry (con il Gelato); Food Ingredients; Hospitality Style; Hospitality Interiors & Amenities; Hospitality Technology; Speciality Tea & Coffee; Foodservice Equipment.

Alla fine di marzo, invece, saranno ospitati i segmenti: Dairy; Drinks; Meat; Food Ingredients; Fresh Produce; Grains & Pulses; Halal; Oils & Fats; Organics; Sea Food; Snacks & Confectionery.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FHA in dieci anni (2008-2018 per 6 edizioni) ha incrementato i visitatori totali del 121% (grafico 1). Gli espositori sono aumentati del 34,3% (grafico 2).

 

 

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

Le competizioni sono state innumerevoli e ben organizzate, fa piacere che abbia fatto il suo ingresso Asian Gelato Cup, competizione internazionale di Area, in funzione della Coppa del Mondo di Gelateria che si disputerà al Sigep di Rimini nel 2020. Ha vinto la squadra di Singapore, seguita dal Giappone e Malesia.

Una particolare riconoscenza alle aziende italiane del settore che hanno permesso la realizzazione di questo evento e, ovviamente, a Giancarlo Timballo presidente della Coppa del Mondo di Gelateria per la buona organizzazione con i supporti dell’Ente Fiera.

Di seguito, le opinioni di alcuni espositori (Expo)

 

Alberto Martin: Montebianco

“In tempi recenti, le fiere locali, nell’area del Sud Est Asiatico (Indonesia, Malesia, etc.), sono cresciute in modo esponenziale, in fatto d’importanza, erodendo visitatori a FHA Expo.

A mio avviso, la separazione in due location ha condizionato poco la minore affluenza di visitatori. Resta il fatto che la Fiera rimane un “salotto” fondamentale per mostrare le nostre migliori novità a businessman, investitori e clienti che possono investire, a loro volta, nei rispettivi mercati.

Montebianco ha consolidato la sua presenza in questi mercati per il gelato, e sta espandendosi, con il supporto dell’eco della Coppa del Mondo di Pasticceria, anche e soprattutto nel segmento Pasticceria, grazie a una linea di prodotti di alta qualità”.

 

Danila Santinelli: Gelmatic

“Affluenza inferiore all’edizione scorsa, il fatto positivo è che in quest’edizione gli organizzatori hanno raggruppato tutti gli attori del mondo del gelato in un unico padiglione, fra padiglioni del caffè e pasticceria. i contatti si sono dimostrati molto validi per potenziali vendite in canali e mercati diversi; ciò dimostra che il Brand Gelmatic è conosciuto e sempre più apprezzato in questi segmenti.

I mercati di riferimento per il gelato soft sono in movimento, con buone opportunità d’espansione”.

 

Sauro Cimarelli: IceTeam1927

“Buona fiera con alterna affluenza, ma contatti interessanti, soprattutto clienti finali da Malesia, Indonesia e Singapore. Tutti i concessionari dal Sud Est Asiatico ed Estremo Oriente sono presenti, con un valido contributo in termini di clienti.

Per la prima volta, dopo tanti anni che esponiamo a questa fiera, ho notato più interesse verso il gelato artigianale rispetto al soft-ice.

La crescita dei mercati, nel Sud Est Asiatico, dipende dalla strutture aziendali, vale a dire dalla capacità della rete di operare sul territorio.

I Paesi più interessanti sono Indonesia, Corea, Filippine e, con buon potenziale, la Malesia”.

 

Lorenzo D’Oria: IRCA

“È la prima volta che IRCA è presente a FHA di Singapore e siamo molto soddisfatti dei contatti avuti, sono stati interessanti sotto diversi punti di vista. Infatti, i nostri prodotti per pasticceria e gelateria rispondono molto bene alle esigenze di una vasta clientela; per questo, abbiamo deciso d’intensificare lo sviluppo nei mercati del Sud Est Asiatico.

Il nostro obiettivo è far conoscere tutta la gamma IRCA che è molto ampia. In questi Paesi abbiamo già alcune strutture distributive e ne stiamo implementando altre”.

 

 Athos Perin – Paolo Pinfari: Comprital

“Buona Fiera, il raggruppamento di tutto il settore  in un unico padiglione è stata la soluzione giusta per concentrare i visitatori del gelato, rendendo il prodotto più attrattivo e riconoscibile.

Pur con meno affluenza i contatti sono stati molto buoni. Mercato di Singapore e del Sud Est Asiatico dinamico e, pur con una limitata conoscenza del prodotto gelato artigianale, desideroso di recepire novità e stili dal mondo occidentale”.

 

Nicola Fabbri: Fabbri 1905

“Fiera inferiore alle attese in rapporto ai visitatori. Le motivazioni possono riscontrarsi nella separazione in due location e, soprattutto, nella crescita di fiere una volta considerate minori, che rappresentano bene il proprio mercato di riferimento, ad esempio, Corea, Tailandia, etc.

Fabbri propone, in fiere “generaliste” come FHA, tutte e tre le divisioni: vale a dire Gelato, Pasticceria, Beverage, organizzando lo stand in modo da attrarre tutti i clienti interessati a spaziare in nuove proposte da inserire nei propri locali.

Il mercato di Singapore è stazionario, il Sud Est Asiatico si sviluppa verso laboratori centralizzati di buona qualità che supportano i punti vendita con un ciclo che preveda anche il ritiro dell’invenduto, in modo che l’offerta di gelato sia sempre molto attrattiva”.

 

Giuseppe Bravo: Bravo

“Fiera sempre molto importante, ma le attese sono state leggermente superiori all’afflusso reale dei visitatori. Il continuo spezzettamento in due o più fiere con gli stessi interessi non incentiva le aziende medio piccole a mantenere la presenza.

Secondo la mia opinione una sola fiera di riferimento potrebbe essere più motivante.

Il Sud Est Asiatico è sempre un bel mercato: Indonesia, Malesia, Filippine, Corea, etc. e Cina, sono Paesi che possono investire e sviluppare molto bene il gelato artigianale”.

 

Leonardo Mazzero: Prodotti Stella

“La fiera allargata, cioè comprensiva del Suntec, produce, di fatto, un aumento dell’offerta espositiva a scapito dell’afflusso dei visitatori che, nel complesso, possono aumentare, ma si disperdono nei confronti di un numero maggiore d’espositori.

Un altro problema che si presenta è la qualità dei visitatori, legata all’allargamento della varietà dell’offerta.

L’Asia è un mercato che ha un buon potenziale, la ristorazione è leggermente ferma, ma ci si scontra con una frammentazione di regole e comportamenti che cambiano da Paese a Paese, costringendo le aziende ad investire in risorse tecniche e umane dedicate alla commercializzazione”.

 

Matteo Guerinoni – Lucio Roberto: Anselmi

“Meno affluenza rispetto all’edizione del 2016, ma i contatti sono molto buoni. È necessario precisare il nostro business non è la vendita di semilavorati per gelato alle gelaterie, ma, attraverso un laboratorio centralizzato, produciamo gelato e lo vendiamo a ristoranti, alberghi, e locali di alto livello, quindi niente retail, ma concentrazione su un segmento ad alta ricettività. Oltre al gelato forniamo, ovviamente, vetrine in comodato d’uso.

Un altro punto di forza della nostra strategia di marketing è quello di non fare grosse scorte,ma produrre all’ordine, con consegna il giorno successivo.

Per locali con consumi limitati, forniamo anche vetrinette 4/6 gusti per soddisfare segmenti di mercato più accessibili”.

 

Claudio Pinto: Mec 3

“Meno affluenza, i visitatori si sono divisi in due location, e molti non hanno potuto visitare entrambe le fiere. Buona presenza da Indonesia, Malesia, Singapore, mentre abbiamo registrato una flessione da Indocina e Australasia. I contatti, comunque, sono stati più professionali con idee chiare sulle proprie esigenze.

Quest’anno, oltre a prodotti per gelateria e pasticceria, abbiamo proposto progetti completi per corner Gelato; in realtà già attivi in altri segmenti quali caffetteria, ristorazione, etc. si tratta di una vetrina /carrettino più macchina gelato da banco, completamente autonoma e mobile.

Ovviamente, il progetto funziona con prodotti a bassa operatività, vale a dire prodotti pronti per l’uso. Per l’Horeca, abbiamo sviluppato una serie di prodotti base con polpa di frutta (per smoothies e cocktail), e creme a base di cioccolato per creazioni accessorie alla caffetteria. Proponiamo inoltre, per il mercato soft-ice, una gamma di prodotti esclusivi per il soft – serve ”.

 

Luca Baschini – Tommaso Battaglia: PreGel

“Abbiamo riscontrato meno visitatori rispetto alle precedenti edizioni, probabilmente per la separazione in due locations, ed anche per la crescita di fiere nel Sud Est Asiatico.

FHA però, rimane ancora la fiera più importante, infatti i contatti che abbiamo avuto sono molto soddisfacenti. Il mercato di Singapore è, all’incirca, stazionario, il soft funziona ancora, mentre il gelato artigianale, richiede uno sforzo conoscitivo tuttora rilevante.

Il Sud Est Asiatico ha grandi potenzialità, ma le richieste dei vari governi di corredare i prodotti d’importazione con documentazioni stringenti e complicate, non favorisce lo sviluppo del gelato artigianale”.

 

 

 

 

Giacomo Bonfiglioli – Enrico Ammesso: Carpigiani

 

 

Di seguito, le opinioni di alcuni espositori (Suntec)

Andrea Mazza: STAFF Ice System

“Il mercato del gelato, in Asia, è abbastanza lento, il nostro prodotto inteso come fulcro della gelateria, fatica ad imporsi. Sono più redditivi i segmenti Pasticceria, Ristorazione, Hotelleria, dove si possono installare macchine di piccole dimensioni per produzioni limitate. Qui si evidenziano numeri interessanti anche se con volumi di fatturato relativamente importanti.

La scelta d’esporre a Suntec invece che a Expo (secondo la proposta degli organizzatori), è dovuta al fatto che qui ci sono, soprattutto, i contractors per ristorazione, vale a dire i segmenti di mercato ai quali ci rivolgiamo; sono soddisfatto di questa scelta”.

 

 Luisa Cameroni: TK FOOD – Nuova Elframo

“La divisione in due location non contribuisce ad aumentare l’afflusso di visitatori che è stato relativamente soddisfacente per il nostro segmento lavaggio e friggitrici, mentre per le macchine da gelato i contatti sono inferiori alle aspettative in termini quantitativi, considerando che nella precedente edizione, due anni fa, esponevamo a FHA Expo.

Prosegue la fase di rafforzamento in Sud Est Asiatico ed Estremo Oriente del Brand Elmogel che fa riferimento alla linea di macchine da gelato artigianali prodotte da Elframo.

Alcuni nuovi mercati sono più ricettivi al gelato, come ad esempio Vietnam, India, Malesia; in ogni caso la fiera è un punto di riferimento molto importante”.