EUROPAIN 2018 PARIS

 

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La ventiduesima edizione di Europain anticipata di un mese (da marzo a febbraio) nel 2016 (biennale), è stata programmata nel 2018 su un arco temporale di quattro giorni, invece di cinque, più precisamente dal tre al sei febbraio. La superficie espositiva è concentrata nell’Halle 6, la più grande della struttura fieristica (48000m2), seppur più piccola delle Halles 4 e 5 del 2016.

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Con questi presupposti gli espositori totali sono diminuiti del 34% rispetto al 2016, quelli esteri, pur diminuendo dell’11% crescono di circa dieci punti percentuali al 35% sul totale espositori, rispetto alla passata edizione. La distribuzione degli espositori vede al primo posto la Francia con il 65%, l’Italia al secondo posto con il 7,7%, quindi Germania al 3,8% e Spagna al 3,5%. Occorre precisare che, in realtà, le aziende estere sono di più, infatti, chi è ben strutturato dal punto di vista distributivo, espone con il proprio concessionario e può non essere inserito con il proprio nome ma con il nome, appunto, del concessionario.

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I visitatori totali sono 52000 di cui il 32% internazionali; non è possibile fare un confronto complessivo con le passate edizioni a cinque giorni e, se prendiamo i visitatori medi per giorno, nel 2018 assistiamo a un incremento del 2,7% rispetto al 2016 (vedi grafico n°1).

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A livello di settori merceologici “Equipment et Matériel du Fournil” (Attrezzature per Panetteria) rappresenta oltre il 70% dell’offerta espositiva, sempre considerando che stesse aziende possono coprire più settori. Da un’indagine svolta da NDP/CREST fino a giugno 2017, si evidenzia come in Francia il segmento Boulangeries – Sandwicheries (Panetteria/Pasticceria – Paninoteca) sia il più visitato dai consumatori con 1209 milioni di visite/anno, con scontrino medio di 4,1€. (nello stesso periodo di riferimento in Italia 547 milioni di visite e 3,3€ scontrino medio).

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Anche la ripartizione delle visite, durante una giornata tipo, vede il segmento Boulangeries – Sandwicheries al 29% per le déjeuner (il pranzo). L’offerta espositiva è in linea con il mercato di riferimento, inoltre, in questa edizione il focus non è propriamente il prodotto, ma l’impresa, vale a dire che tutto è stato organizzato secondo tre linee guida: produzione, vendita e gestione, intese come aiuto, contributo, consulenza al boulanger per migliorare la sua produzione, vendere meglio e gestire la sua attività imprenditoriale.

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All’interno delle linee guida nove sottocategorie: cinque per la produzione, reperimento, grano e lievito, allergie specifiche e diete, laboratori e ingredienti, aromi e gusto; due per la vendita, internazionalizzazione, nuove offerte e trends; e due per la gestione, digitalizzazione del punto vendita e strategie di lancio.

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Per realizzare questa nuova impostazione si sono rese indispensabili 150 tra dimostrazioni e conferenze, 220 oratori cui si aggiungono tre classiche competizioni:

Coupe de France des Écoles, Masters de la Boulangerie e Mondial des Arte Sucres con la partecipazione di 113 candidati.

Al momento non è ancora stata determinata la data della prossima edizione.

Di seguito, l’opinione di alcuni espositori del nostro settore.

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Giuseppe Bravo – Andrea Zanuso: Bravo

“ Il mercato francese per Bravo è fondamentale, soprattutto nei segmenti, pasticceria, cioccolateria e ristorazione. Ciò richiede, in un certo senso, un cambio di pelle nell’approccio alla clientela, infatti, sono trentacinque anni che abbiamo trasformato non solo l’immagine, ma anche la ricerca e la tecnologia per raggiungere l’obiettivo di essere leader in questi settori, il gelato rimane un elemento accessorio.

I risultati nel 2017 sono stati molto soddisfacenti per cui va bene Europain e le altre Fiere di questo Mercato”.

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Enrico Cesana: Carpigiani

“ Il mercato del gelato soft in Francia cresce lentamente ma cresce, mentre quello artigianale (italiano) è in leggera flessione, anche perché la produzione sia conto terzi, sia per locali propri, qui è molto fiorente.

Europain, si sta orientando a diventare una Fiera nazionale per la boulangerie.

L’interesse, per i grandi marchi del gelato è molto limitato e gli investimenti sul mercato francese, attraverso Fiere non specializzate, potrebbero non essere sufficientemente remunerativi”.

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Pierre-Jean Cadot: Sic-Equip – Icetech

“ Ci sono potenziali investitori per il mercato francese, ma la realizzazione di gelaterie artigianali è molto difficile per gli alti costi di locazione e di acquisto in generale, e, soprattutto, per il lento ritorno dall’investimento stesso.

L’approccio al prodotto gelato è più impostato al concetto di piccole catene con un laboratorio di produzione (spesso con freezer continuo) e uno o più punti vendita.

Europain ha subito una trasformazione in questi ultimi anni e la mia percezione è che possa ricominciare a crescere”.

 

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Francesco Tripepi: Frigomat

“Il marcato francese è orientato alla pasticceria e il gelato rappresenta un mercato complementare. Quest’ultimo, sostanzialmente, è pressoché stabile, i clienti sono contenti del prodotto Frigomat e l’azienda s’impegna continuamente per migliorarne il grado di soddisfazione. Partecipiamo a questa Fiera, anche se non è dedicata al gelato, per incontrare potenziali nuovi clienti cui dare un’ottima possibilità di business con il gelato artigianale italiano”.

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Danila Santinelli: Gelmatic / Christophe Lambert – Gelmatic France, Valmar France

“Il mercato del gelato soft in Francia è sempre leggermente in crescita, la cosiddetta “glace a l’Italienne” è posta molto bene nelle esigenze dei consumatori. I gusti che vanno di più sono vaniglia e fragola. Molti si attrezzano con più macchine per offrire più gusti (otto, dieci al massimo).

L’ultimo trend è quello del gelato soft nella ristorazione e nelle catene, dove Gelmatic è leader. Sta conseguendo un buon successo la recente linea Pastrygel per la creazione di dessert a base di gelato e riempimento stampi continuo, da asporto e/o preparati per conto terzi. Il mercato richiede sempre novità e idee di business redditive.

Il gelato artigianale è percepito come un buon prodotto, il relativo mercato può rivelarsi interessante nel proseguimento della stagione. Europain ha perso importanza rispetto alle passate edizioni e alcune scelte dell’organizzazione sono discutibili, ad esempio la riduzione a quattro giorni esclude la possibilità di usufruire del mercoledì, giornata di chiusura di molti boulangères – pâtissières (l’altro giorno di chiusura è il lunedì). Anche la decisione d’inserire attrezzature industriali e artigianali insieme, può indurre in confusione il visitatore”.

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Silvestro Bardella: Telme, Pastry Box

“La Fiera, negli ultimi anni, sta riducendo gli spazi espositivi e la durata complessiva è passata a quattro giorni. Il focus è la panetteria e panificazione, sia artigianale, sia industriale. Ha perso, nel tempo, il carattere d’internazionalità, a parte i Paesi Francofoni e quelli d’Oltremare. La percezione è che non “copra” nemmeno l’intero territorio francese, stante la quasi contemporaneità di fiere nel sud della Francia (Marsiglia, Nizza, Tolosa). In ogni caso abbiamo avuto buoni contatti anche con vendite sullo stand. Il mercato del gelato è relativamente maturo ma stabile e, soprattutto, molto importante”.

Prossima edizione nel 2020 (data da definirsi)

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