HOTELEX 2019 SHANGHAI

 

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Ai primi di aprile si è svolta a Shanghai, [Il luogo è “Shanghai New International Expo Center” (SNIEC) nel cuore finanziario di Shanghai, a Pudong] la 28^ edizione di HOTELEX (Shanghai International Hospitality Equipment & Supply Expo). È un appuntamento annuale cui fanno riferimento quindici macro settori quali Catering Equipment Supply, Tableware, Food and Beverage, Bakery & Ice Cream (comprensivo di: Bakery ingredients, materials and equipment, Ice cream ingredients and equipment, Chocolate products and equipment, Dairy products, Leisure food, Candies, Packaging and materials), Coffee & Tea, Wine & Spirits, Appliance & Amenities, Textile, IT & Security, Fitness & Leisure, Hotel Building, Hotel Engineering, Hotel Design, Hotel Furniture and Hotel Cleaning, con un “indotto” di oltre trenta eventi fra concorsi, educational, dimostrazioni, etc.

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Shanghai è una delle cinque location dove Hotelex approda in Cina, le altre sono (in date diverse) a Beijing, Chengdu, Qingdao e Guanzhou. I primi dati consuntivi, non è ancora disponibile il Post Show Report 2019, confermano la crescita di questa manifestazione che, sebbene sia a “trazione” cinese, in termini di visitatori ed espositori, possiede una valenza fondamentale sia per il mercato interno, sia per i mercati del sud est asiatico.

 

 

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I visitatori incrementano dell’8,9% a 159267 con una presenza di quelli “oltremare” di 7502 (+46,1% rispetto al 2018). (vedi grafico1 e 2).

 

Grafico n°1

Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

Grafico n°2

Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

 

Gli espositori aumentano del 3,6% (rispetto al 2018) a 2567. (vedi grafico 3)

Grafico n°3

Fonte: Elaborazione R.G: su dati Hotelex

Gli ultimi dati disponibili (2018) indicano anche che la maggior provenienza degli espositori è dell’East China con il 25,37%, distaccato il North China con il 16,18%.

L’insieme dell’Europa è al 38,26% mentre gli Stati Uniti rappresentano il 16,27% dell’offerta espositiva.

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Per dare un’idea dello sviluppo di Hotelex in questi anni, è bene ricordare che nel 2006 la superficie era meno di 48000 m2, con 33361 visitatori e 654 espositori; con una presenza Cinese “Mainland” intorno al 90% con una distribuzione geografica dei visitatori che vedeva Shanghai al primo posto con il 63%, quindi Jangsu con il 17%, poi Zhejiang con 9,3%. Nell’edizione del 2018 le prime tre posizioni sono rimaste inalterate, ma con un “peso” diverso: Shanghai al 41,84%, Jangsu 15,53%, Zhejiang al 12,75%. Cresce, soprattutto quella parte di Cina storicamente definita la “finestra” sull’Occidente: sempre nel 2018, Taiwan, Hong Kong (e Macao) sono oltre il 27% con una crescita dell’80% rispetto al 15,15% del 2016.

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La superficie espositiva incrementa nel 2019 del 4,5%, a 230000m2, (nel 2015 erano 250000 m2), attraverso le strutture fisse delle 17 Halls, per un totale di poco meno di 200000m2, cui si aggiungono 11 outdoor Exhibition Halls che portano il totale espositivo, appunto, a 230000m2.

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Il settore del gelato è ben rappresentato dalle aziende italiane (con o senza sede in Cina), ma non solo, infatti, nel padiglione e mezzo (Hall 1 e parte del 2, oltre 15000m2) dedicato all’ice cream & Bakery, trovano posto anche molte aziende cinesi di softserve-machine, attrezzature per laboratorio artigianale, di gelato pronto alla vendita e, anche, “importatori” di semilavorati per gelato.

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C’è da dire che gli espositori del segmento “ice cream/bakery” nel 2016 rappresentavano il 18% del totale espositori, mentre nel 2018 (a ora ultimo dato disponibile) erano circa il 14%. Al contrario, i visitatori dichiarati del settore “ice cream/chocolate/sweets” sono incrementati dal 4% del 2016 al 5,12% del 2018.

Di seguito le opinioni di alcuni espositori del nostro settore.

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Daniela Canneddu: Carpigiani

“Il mercato cinese non è facile perché manca ancora la comprensione di che cosa sia effettivamente il gelato italiano, però, l’interesse è molto forte e i potenziali clienti sono aperti nell’apprendere la cosiddetta arte del gelato.

Il mercato cinese è anche un mercato che, da un punto di vista della concorrenza, è “feroce”, per cui il concetto di “copy” impera a scapito, ovviamente, della buona qualità.

Buon andamento della fiera, l’interesse per le macchine soft e per quelle del gelato artigianale è equamente ripartito. La provenienza dei clienti è, soprattutto, interna alla Cina.”.

Cristiano Ferrero

Cristiano Ferrero: Aromitalia

“L’andamento del gelato/icecream nella scorsa stagione è stato abbastanza piatto; quest’anno, due aziende di gelato industriale, su tutte, hanno spinto sull’immagine del gelato italiano (dichiarato riferimento tipo Grom), e ciò serve da traino al nostro prodotto tradizionale artigianale.

Hotelex è una fiera viva, interessante, con un significativo interesse per il gelato artigianale.

Il cliente finale, il consumatore, necessita ancora di un periodo di “affinamento” per saper veramente apprezzare la buona qualità, in una vasta offerta di qualità discutibile.”.

Emanuele Franchi

Emanuele Franchi: Iceteam 1927

Hotelex rappresenta per Iceteam 1927 il principale appuntamento per la promozione di nuovi e vecchi modelli per il mercato Cinese.

Da sempre improntati all’innovazione, Hotelex 2019 è stata quindi per noi l’occasione per rafforzare la nostra presenza come uno dei leader nel settore delle macchine da gelato e lanciare nuovi modelli per il soft icecream.

Nel settore delle macchine da gelato, sia le macchine combinate, sia pastorizzatori e mantecatori hanno avuto un buon riscontro, segno di un’attenzione crescente del mercato Cinese verso il concetto di gelato Italiano.

Iceteam 1927 rappresenta dunque il giusto mix per il mercato Cinese, in termini di velocità, semplicità e razionalità.

Eccellente la promozione fatta dal nostro Partner locale, L’Amore.

Per allargare la nostra presenza sul mercato, Hotelex è stata anche occasione per lanciare nuovi prodotti soft.

Nonostante la concorrenza locale, il buon mix qualità / prezzo delle nostre nuove piccole macchine a pompa peristaltica P1 e P3, ha attirato interesse.”.

Alberto Vezzaro

Alberto Vezzaro: Valmar

“La fiera sta andando abbastanza bene, buona affluenza anche da Paesi vicini come Taiwan, Indonesia, e fino ai confini con l’Australia. Ciò significa che Hotelex sta definendo importanti contorni anche per il gelato, quindi, assumendo quel carattere d’internazionalità che non era presente nelle precedenti edizioni. Il mercato cinese è un mercato dove il gelato artigianale comincia a farsi conoscere meglio, e dove tutti noi operatori del settore abbiamo delle buone aspettative.”.

Nicola Fabbri

Nicola Fabbri: Fabbri

“La fiera continua a crescere e l’andamento è certamente positivo la presenza italiana è costante. Vedo una forte crescita di produttori cinesi, soprattutto di macchinari. Anche l’affluenza è migliorata, il visitatore è più informato. Continuiamo a proporre due modi di fare il gelato: uno è quello tradizionale e l’altro è attraverso l’utilizzo del nostro “Simplé” che facilita notevolmente il modo di produrre gelato. Notiamo un decremento nelle aperture di nuove gelaterie, sostituite da un mercato soft di qualità, con ingredienti pregiati.

Questa tendenza è cominciata con “Godiva”, che ha introdotto nei propri negozi di cioccolateria il soft di qualità.”.

Luca Vinti mod

Luca Vinti: ISA

“Esponiamo con il nostro distributore “Shanghai Chensu Commercial.Co.LTD” e abbiamo notato che la fiera è stata, progressivamente, interessante; è cominciata con scarsa affluenza, per proseguire diversi contatti potenzialmente validi, soprattutto cinesi.

È importante avere un padiglione dedicato al gelato, ciò consente di rafforzare l’immagine del gelato in un mercato, quello cinese, dove il gelato stesso è veramente di nicchia, ed è essenziale acquisire visibilità. Il livello del prodotto che esponiamo è di alta qualità per contrastare l’agguerrita concorrenza dei produttori locali.

Pierpaolo Colombo

Pierpaolo Colombo: Babbi

“Fiera molto interessante per il mercato del gelato sia come clienti cinesi sia come importatori per il mondo asiatico, Malesia, Indonesia, Singapore. Il mercato cinese è molto sfidante per il gelato artigianale, infatti, la maggior parte del mercato stesso, è in mano alla produzione semi-industriale di piccole dimensioni che producono centralmente e riforniscono i punti vendita.

Il fatto di avere un distributore locale che rappresenta anche attrezzature (Iceteam1927, Italprogect), aiuta notevolmente nello sforzo per introdurre il gelato artigianale in Cina.”:

Olsi Sala

Olsi Sala: PreGel

“Hotelex è un evento cui non si può mancare, anche se l’affluenza dei visitatori è molto variegata e, la conoscenza del gelato artigianale, nel suo complesso, è in divenire.

È necessario essere “perfettibili” nell’esposizione del prodotto e occorre, inoltre. Spiegare bene la formazione necessaria per produrre un buon gelato artigianale.

Il mercato cinese è sempre in evoluzione, il processo d’inserimento del gelato artigianale è lento ma vivace, i risultati sono soddisfacenti per il grado attuale di conoscenza del prodotto gelato.”.

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Andrea Zanuso, Giuseppe Bravo: Bravo

“Hotelex sta diventando molto importante per tutta l’Asia e non solo per la Cina. Ci sono clienti provenienti da bacino nord dell’Asia, Corea, India.

La conseguenza di questo è che sia le aziende locali, sia le aziende europee fanno stand sempre più importanti attraendo i visitatori cinesi che, poi, tenderanno a visitare meno frequentemente le fiere in Europa. I fabbricanti locali di macchine e attrezzatura nel trend di crescita verso lo standard europeo di produzione, sono, in un certo senso, “costretti” a migliorare la qualità dei loro prodotti e, di conseguenza, rimodulare i relativi prezzi, avvicinandosi, leggermente a quelli di riferimento europei.

Bravo ha fatto dei grossi investimenti di marketing soprattutto sulle due linee Trittico ed Equilibrio, rendendo accessibili con I PAD tutte le operatività in cinese sia sul touch screen del Trittico, sia sul sistema della bilancia Equilibrio, per consentire la produzione il più possibile di qualità. Essendo un’esclusiva Bravo, questi investimenti ci stanno ripagando degli sforzi fatti.”.

Alessandro Mucci

Alessandro Mucci: MEC3

“Fiera buona per l’Hotelleria ed è molto interessante uno spazio dedicato esclusivamente al gelato.

L’affluenza è interessante, ma il problema di fondo è la mancanza di un approccio al gelato. I clienti vedono il prodotto finito e faticano a comprendere il mondo che c’è dietro.

I problemi nel mercato cinese, sono di natura strutturale, il singolo locale interessa poco, l’investitore ragiona in termini di catene e, in questo senso, è difficile coniugare artigianale, industriale, buona qualità e qualità standard.

È difficile trovare il singolo che apprezzi e abbia la capacità di elaborare la gelateria artigianale. Qui, rispetto a un mercato come quello americano, dove l’approccio al concetto di catena è il medesimo, c’è più “improvvisazione”, meno capacità di capire dove è più importante la formazione per avere successo in gelateria.”.

 

Nota: lo stesso video con una migliore risoluzione è disponibile su youtube all’indirizzo:https://youtu.be/EC1WVqxx9g0

Prossima edizione di Hotelex a Shanghai: 29 marzo -1 aprile /2020.

 

NRS 2018 CHICAGO

La 99^ edizione di National Restaurant Association Hotel-Motel Show ha chiuso i battenti a Chicago a fine maggio, mostrando segni di stabilità per ciò che concerne il numero di visitatori, mentre incrementano gli espositori. In contemporanea, perviene alla quinta edizione Beverage Alcohol for Restaurants.

Aumenta per il terzo anno consecutivo la disponibilità di spazi espositivi (+2,9% a 66425.67m2).

I visitatori diminuiscono leggermente (-1,5%) rispetto al 2017 (Grafico 1); sono 65000 presenze provenienti da 110 Paesi e 50 Stati Americani. Sonno aumentate alcune partecipazioni, soprattutto da Messico (+15%), Brasile (+19%) per l’area d’influenza americana, e si registra un + 19% dall’Australia. All’interno degli USA, più affluenza da parte del Massachusetts (+17%), Texas (+6%), New York (+5%), Florida e California (+2%), etc. I profili dei visitatori sono stati ritenuti, in generale, molto soddisfacenti.

 

Gli espositori di NRA aumentano del 10,5% sul 2017, escluso Beverage Alcohol for Restaurants che incrementa, a sua volta di circa il 40%, i propri espositori mantenendo quasi inalterato il numero di visitatori (c.a. 5000). Complessivamente, le nuove presenze rappresentano il 32,5% del totale. Gli espositori stranieri sono il 21,3% ripartiti per 36 Paesi (+5,9%). La distribuzione all’interno degli espositori stranieri (Tabella1.), vede ancora la Cina al primo posto, pur con un calo considerevole (dal 54,5% al 39,8%) con l’Italia che si conferma al terzo posto a ridosso del Canada, con percentuali leggermente inferiori alla scorsa edizione. Giappone e Francia occupano il posto di Germania ed Ecuador fra le prime sei posizioni.

Due riflessioni: la prima di carattere generale che vale per tutti, molte aziende hanno filiali e/o agenzie sul territorio per cui non compaiono nell’elenco degli espositori stranieri ma in quello USA; la seconda, di carattere commerciale/strategico, ma tutta da verificare, suggerisce che le nuove politiche dell’Amministrazione Americana comincino a farsi sentire.

Un discorso a parte merita una partecipazione italiana collettiva, ben localizzata e identificabile, sotto l’egida di Bellavista Expo che ha raccolto l’adesione di circa 80 espositori. Si sono succedute numerose dimostrazioni su prodotti made in Italy e su come la cultura del cibo italiano possa essere “universale”. Testimonial d’eccezione Massimo Bottura, per la seconda volta considerato miglior Chef al mondo. Bellavista Expo è (paradossalmente) una società inglese che si occupa di promuovere food & beverage made in Italy, e che ha visto l’ingresso, da quest’anno di VPE, società creata da Fiere di Parma e Fiere di Verona per questa e altre operazioni analoghe. Al successo del Made in Italy ha contribuito, concretamente, anche ITA (Italian Trade Agency).

Tabella 1. % Espositori internazionali per Paese
Paese %
Cina 39,8
Canada 15
Italia 14
Giappone 4,5
Francia 3,9
Taiwan 3,7

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

Se analizziamo gli espositori per segmento, undici grandi settori merceologici per circa 900 categorie, scopriamo, (ricordando che stesse aziende si possono sovrapporre in più segmenti) che l’Equipment e il Food rappresentano quasi la metà dell’offerta espositiva (Tabella 2, con somma totale > 100). All’interno del Food, oltre un terzo è rappresentato dal “Frozen” (con esclusione di Gelato, IceCream, Sorbet, Custard, etc.), a seguire Speciality Food, Kosher e Organic.

 

Tabella 2. % Espositori per segmento
Segmento %
Equipment 20,8
Food 19,6
Paper,Plastic,

Supplies & Smallwares

15,9
Service 9,7
Technology & Entertainment 9.6

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

L’andamento dell’industria della ristorazione negli Stati Uniti è in progressione quasi permanente, l’ultimo dato disponibile (2017) indica una performance a quasi $800 miliardi di fatturato, per un milione di ristoranti sparsi sull’intero territorio nazionale. Il comparto impiega 14,7 milioni di persone che rappresentano il 10% della forza lavoro americana.

Fra gli Stati che contribuiscono maggiormente al fatturato della ristorazione, troviamo ai primi posti California con $ 82,3 miliardi, Texas con $ 54,1, New York $ 43,3, Florida $ 41,7, etc. Secondo un sondaggio effettuato presso l’American Culinary Association, (sono stati intervistati 700 chef) i consumatori oggi sono molto più attenti all’ambiente, al cibo composto con ingredienti naturali, preferiscono grandi locali e prodotti come si usa dire a “Km zero”. (Tabella 3)

Tabella 3, Top 10 Concept Trends
1 Hyper-local
2 Chef-driven fast casual concepts
3 Natural ingredients/clean menus
4 Food waste reduction
5 Veggie-centric/vegetable-forward cuisine
6 Environmental sustainability
7 Locally sourced meat and seafood
8 Locally sourced produce
9 Simplicity/back to basics
10 Farm/estate- branded items

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

Stanno perdendo appeal alcuni prodotti “fatti in casa”, fra i quali Artisan cheese, House-made charcuterie, House-made sausage, House-made/Artisan ice cream; piace, invece, Thai-rolled ice cream, (rotolo di gelato) oltre a Peruvian cuisine, Uncommon herbs, Ethnic-inspired kids’ dishes, etc.

Fra le bevande alcoliche al primo posto piace Culinary cocktails, poi Locally produced spirits/wine/beer, quindi Craft/artisan spirits. È interessante notare che fra il cibo preferito in modo stabile (Perennial Favorite) troviamo al 5° posto il Gelato (scritto proprio così) (Tabella 4).

Tabella 4, Perennial Favorite
1 Shellfish
2 Barbecue
3 Bacon
4 Comfort food
5 Gelato
6 Hand-made pasta
7 Breakfast burritos/tacos
8 Mediterranean flavors
9 Juice/milk in kids’ meals
10 Breakfast hash

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

 

Per quanto riguarda il nostro settore, gli espositori rimangono, sostanzialmente, invariati (Tabella 5). Il segmento “Soft Ice Cream & Milk Shake”, non compare nell’elenco, forse inserito in “Soft Serve Equipment & Products”. Considerando che stesse aziende coprono più segmenti, si nota l’impennata delle Slush Machines (+78%), incremento dovuto, a mio avviso, alla duttilità di queste macchine che possono produrre, approssimativamente, granita, gelato, sorbetto, soft-drink alcolico, crema fredda, etc.

 

Tabella 5: N° Espositori segmento Gelato/Ice Cream

 

  Segmento 2014 2015 2016 2017 2018
1 Gelato 19 21 26 24 24
2 Custard 8 6 7 8 8
3 Ice Cream Dispensers 7 13 11 8 6
4 Ice Cream Cabinets 9 12 12 12 12
5 Ice Cream Cones 5 4 4 5 7
6 Ice Cream 15 20 22 21 23
7 Ice Cream Dishers 3 5 4 4 3
8 Ice Cream Freezers 18 19 20 19 17
9 Ice Cream Makers 17 22 17 17 15
10 Soft Serve Equipment & Products 9 12 12 13 11
11 Sorbet 14 12 14 12 15
12 Yogurt 25 15 20 19 19
13 Yogurt Equipment 7 19 7 7 9
14 Whipped Cream Dispensers 6 2 3 7 4
15 Slush Machines 11 13 10 9 16
  Totale 173 195 189 185 189
Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

Il mercato dell’IceCream e Frozen Dessert negli Stati Uniti è stabile e maturo da diversi anni con un valore di vendita a circa $27/28 miliardi. La ripartizione fra Food Service e Retail è mediamente del 56% per il primo segmento e del 44% per il secondo.

Packaging Facts, (Ice Cream and Frozen Desserts in the U.S., 9th Edition. Packaged Facts, January 2017) ritiene che il mercato aumenti a $30 miliardi al 2020, e i due segmenti che incrementeranno di più saranno il Gelato e Super Premium Ice Cream.

Una previsione che facilita la crescita del nostro “Gelato” che si sviluppa, soprattutto, grazie alle imprese Italiane del settore.

Gli ultimi dati disponibili del segmento Dairy Product riguardano il progressivo gennaio/maggio 2018 e il confronto da gennaio/maggio 2017, indica un calo del 9% nel Regular Ice Cream (hard) così come un calo (persistente) del 6,7% nel Frozen Yogurt (Tabella 6).

Tabella 6: Variazione vendite alcuni segmenti Dairy Product prog. 05/17-05/18
Segmento Vendite

gallon 05‘17

Vendite

gallon 05‘18

Variazione

% maggio 2018

Ice cream, hard 72,167 65702 -9%
Ice cream, low fat, hard 20,754         20,926          +0,8
Ice cream, low fat, soft 25,018         24,693 -1,3
Ice cream, non fat, hard 634 750 +18,3
Sherbet, hard 3,582 3539 -1,2
Frozen yogurt 5771 5382 -6,7
Fonte: Elaborazione RG su dati USDA           
Nota:milioni di galloni (1 gallon= 3,785 litri)

 

Prossimo appuntamento (del centenario) a Chicago 18/21 maggio 2019

 

Di seguito, le opinioni di alcuni espositori

 

 

Federico Tassi: Iceteam1927

” La fiera, almeno per quanto riguarda il nostro settore, appare in crescita, dopo anni di stasi. Il mercato continua a essere non facile, ma in qualche modo il concetto di gelato artigianale sta “passando”, e diversi produttori italiani, tra cui Iceteam 1927 che qui presenta la propria gamma artigianale come Cattabriga, e quella soft come Coldelite, appaiono più attenti che in passato al mondo dell’icecream.

Il nostro importatore Advanced Gourmet continua a fare un egregio lavoro di presidio del territorio, è molto concentrato sul gelato (gestisce solo macchine, vetrine e abbattitori), e per molti versi è paragonabile a una filiale. Sul territorio, si scorge più interesse da parte dei dealer a incorporare la gamma da gelato artigianale ad altre gamme di prodotto. Quest’anno in US lanciamo un nuovo mantecatore orizzontale da banco già presente sul
mercato internazionale. Si chiama Stargel 4 US e produce 4 kg (5,6 litri) per ciclo. Ha ingombri molto limitati e configurazione monofase con raffreddamento ad aria. Puntiamo con questo prodotto ad allargare ulteriormente la platea dei nostri clienti, allargandola anche ad attività che non vivono di gelato. Lanciamo altresì una macchina soft alimentata a pompa peristaltica, due motori e due compressori, pensata per le grandi produzioni tipiche di questo mercato. Le vendite sulla stagione si profilano in crescita, mentre in termini di profittabilità non aiuta il cambio”.

Fabio De Nadai: PreGel America

“Fiera molto buona, visitatori selezionati e professionali; molto interesse nelle nostre novità sia di pasticceria sia di gelateria, soprattutto i per prodotti di alta qualità definiti Gourmet.

Nel segmento gelato/ice cream c’è desiderio di novità e noi rispondiamo con gelato su stecco, torte, e pasticceria gelata, monoporzioni. Nel segmento pasticceria incontra molto successo la linea Five Star Chef che include molti prodotti anche per Bakery, tra cui la linea gluten free e le paste aromatizzate.

Per noi è molto importante presentarsi, ogni anno, su questo esigente mercato, con novità a valenza molto attrattiva”.

 

Davide Ribecai: Alcas

“E’ una fiera di “presenza”; è importante la qualità dei visitatori e, in questa edizione, abbiamo avuto visite di molti buyers preparati e informati. NRS è una vetrina fondamentale per le aziende del nostro settore.

Il mercato americano è difficile ma avvincente, occorre spogliarsi delle vesti italiane per vestire l’abito americano, vale a dire, offrire due cose su tutte: praticità e prezzo; poi, nel caso, anche design, creatività, Italian Way, etc.

In un mercato dove c’è tutto, l’arma vincente è saper offrire qualcosa di speciale che possa stimolare lo sviluppo di nuovo business”.

Cristiano Ferrero: Aromitalia

“Fiera più movimentata rispetto alla scorsa edizione, buona presenza di visitatori esteri, soprattutto da Centro e sud dell’America.

Il gelato continua a interessare ma cresce lentamente. Trasmettere il nostro messaggio non è facile, il concetto di adattamento alle esigenze “semplicistiche” locali, potrebbe essere una soluzione obbligata anche perché il gelato artigianale richiede una selezione della clientela troppo impegnativa; non per questo dobbiamo rinunciare a un concetto di qualità intrinseca del prodotto”.

Vittorio Bartyan: Telme/Stoelting

“Fiera molto importante, ma ha perso un po’ d’internazionalità, solo americani, canadesi, e visitatori provenienti da Centro e sud dell’America.

Il mercato USA è molto interessante, il concetto di catene che qui è importante, consente di poter cogliere occasioni concrete. Non ci sono tante gelaterie ma la produzione di gelato è diffusa e in crescita.

Occorre considerare che l’economia degli Stati Uniti è anche la prima al mondo e quindi il “Sogno Americano” è ancora possibile”.

Yoel Ben Assayag – Arianna Agresti: Pernigotti

“Mercato nord dell’America (Stati Uniti e Canada) molto soddisfacente, soprattutto per il segmento soft-ice. Anche il gelato artigianale, seppur con i consueti limiti, cresce lentamente.

Tornando al mercato americano, riteniamo che sia necessario un nuovo concept per lo sviluppo del gelato, occorrerebbe, inoltre, che le aziende italiane che operano in questi mercati, trovassero un terreno comune su cui immettere energie e know-how.

Buon andamento della fiera, molte visite di Manager appartenenti a gruppi importanti, interessati al marchio e alle sue potenzialità”.

Giuseppe Bravo – Andrea Zanuso: Bravo

“NRS è una fiera molto grande, c’è un po’ di tutto, ma è una manifestazione dove è necessario esserci, particolarmente per il mercato americano.

Stati Uniti e gelato artigianale, un binomio che ha bisogno, per crescere in questo mercato, di raggruppamento con altri segmenti quali: pasticceria, ristorazione, bakery, etc.

Se si possono offrire più prodotti e/o attrezzature, si riesce anche a introdurre il concept gelato artigianale”.

Vittoria Vandone: Bussy

Il nostro distributore sul mercato Usa promuove una selezione dei nostri prodotti individuata secondo la sua profonda conoscenza del mercato statunitense.

Il suo core business è più concentrato nel settore Horeca – Food Service che sul mercato del gelato artigianale, per noi tradizionale, del Made in Italy.

La nostra immagine e la nostra offerta sono, quindi, orientate alla sua presenza sul mercato.

Consideriamo la nostra partecipazione in fiera positiva, anche se, oggettivamente, abbiamo rilevato un maggiore interesse dal mercato del Food Service che dal mercato di nicchia delle gelaterie artigianali.

Il nostro prodotto di punta è la decorazione in cialda, utilizzo e abitudine poco presente sul mercato statunitense. Infatti, i visitatori che abbiamo incontrato in fiera erano molto incuriositi dalle proposte, meno sulle potenziali applicazioni nelle loro realtà lavorative.

Quest’atteggiamento ci consente d’interpretare il mercato USA come un mercato ancora in sviluppo ma positivo dal punto di vista della crescita.

Abbiamo deciso di percorrere questa esperienza espositiva in spazi condivisi con altre aziende, sotto un unico messaggio e logo del Made in Italy, un richiamo d’identità organizzata e comunicata in modo efficace.

Il mercato americano è sicuramente un mercato su cui investire ma, probabilmente, i risultati saranno da valutare nel tempo”.

 

 

 

 

FOOD HOTEL ASIA 2018 SINGAPORE

 

La novità della ventunesima edizione (biennale) di Food Hotel Asia a Singapore è rappresentata, come indicato due anni fa, dalla separazione della fiera in due o, meglio, dell’aggiunta di un’altra fiera (sempre in Singapore) Suntec, inserita  su tre piani di un centro commerciale di sei piani. A Singapore Expo hanno avuto accoglienza cinque settori: Food Asia; Hospitality Style Asia; Bakery & Pastry (incluso il gelato e relativa competizione); Speciality Coffe & Tea; Hospitality Technology, mentre Suntec ha ospitato Hotel Asia. Ora, la superficie totale sale a 119500m2, di cui 25000m2 a Suntec e 7500m2 dedicati alla seconda edizione di Pro Wine Asia (in pratica la Hall 10).

I visitatori totali sono stati 81896 (+13,7% sul 2016), di cui 55433 Trade Buyers (+ 32,8% sul 2016), provenienti da 105 Paesi (+0,5% SUL 2016), in leggero calo i visitatori oltremare, 39,0% contro il 41,4% del 2016. A Pro Wine Asia aumentano gli espositori +0,5% ma si riducono i visitatori del 13% e i Paesi di provenienza del 25%, mantenendo circa inalterato il dato oltremare, 40%.

 

Non conoscendo il dato disaggregato dei visitatori fra Suntec ed Expo, possiamo dire, se ciò avesse qualche significato, che a un aumento del 23,2% della superficie, corrisponde un aumento del 13,7% delle visite.

 

Tab.1 Distribuzione % Visitatori

Paesi Visitatori
Sud-Est Asiatico * 65.7
Resto Asia Pacifico 27.6
Medio Oriente 1.0
Africa 0.3
Europa 3.8
Americhe 1.1
Oceania

0.5

 

 

* escluso Singapore

Legenda:

  1. Sud-Est Asiatico: include Brunei Darussalam, Cambogia, East Timor, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Tailandia, Vietnam.
  1. Resto Asia Pacifico: include Australia, Bangladesh, Bhutan, Cina, Hong Kong, India, Giappone, Corea, Macau, Maldive, Mongolia, Nepal, Nuova Zelanda, Pakistan, Sri Lanka,Taiwan.
  1. Medio Oriente: include Bahrain, Egitto, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Saudi Arabia, Siria, Emirati Arabi Uniti
  2. Africa: include Algeria, Angola, Benin, Cameroon, Gibuti, Etiopia, Costa D’Avorio, Madagascar, Marocco, Nigeria, Réunion, Ruanda, São Tomé e Príncipe, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Sud  Africa, Togo, Tunisia, Uganda.
  3. Europa: include Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Kazakistan, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Irlanda, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia,Regno Unito, Ucraina.
  4. Americhe: include Argentina, Bahamas, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Guatemala, Messico, Panama, Perù, St Christopher (St Kitts) and Nevis, Uruguay, Stati Uniti..
  5. Oceania: include Fiji, Polinesia Francese, Guam, Mauritius, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone.

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

 

Gli espositori incrementano del 10,3% rispetto al 2016, con una distribuzione per 76 Paesi (+7% sul 2016)  e 72 Padiglioni Internazionali (+24,1% sul 2016).

Gli espositori a Suntec sono circa il 10% del totale mentre a Pro Wine Asia sono circa il 7% del totale FHA.

L’Europa, nel suo insieme, rappresenta, con una quota di quasi il 30%, il primo gruppo espositivo al di fuori dell’Asia Pacifico, pur in leggero calo 28,4% contro 28,8% del 2016.

Tab.2 Distribuzione % Espositori

Paesi Espositori
Africa 0.6%
Americhe 6.4%
Asia Pacifico 63.3%
Europa 28.4%
Medio Oriente 1.1%
Oceania 0.2%

 

                Legenda:

  1. Africa: include Reunion, Sud Africa, Tunisia.
  2. Americhe: include Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Columbia, Messico, Perù, Stati Uniti.
  3. Asia Pacifico: include Australia, Bangladesh, Brunei Darussalam, Cambogia, Ciina, Hong Kong, India, Indonesia, Giappone, Corea, Macau, Malaysia, Maldive, Mongolia, Myanmar, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Sri Lanka, Taiwan, Tailandia, Vietnam.
  4. Europa: include Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia,Svizzera, Turchia, Ucraina, Regno Unito..
  5. Medio Oriente: include Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Saudi Arabia, Emirati Arabi Uniti.
  6. Oceania: include Mauritius, Papua Nuova Guinea, Samoa (America), Isole Salomone, Vanuatu.

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

 

Archiviata con successo questa doppia edizione, per il 2020 ecco la novità, invece che due fiere nella stessa data, due fiere in date diverse: FHA Ho.Re.Ca Asia dal 3 al 6 marzo, FHA Food & Beverage Asia dal 31 marzo al 3 aprile. Nella prima trovano posto i segmenti:

Bakery & Pastry (con il Gelato); Food Ingredients; Hospitality Style; Hospitality Interiors & Amenities; Hospitality Technology; Speciality Tea & Coffee; Foodservice Equipment.

Alla fine di marzo, invece, saranno ospitati i segmenti: Dairy; Drinks; Meat; Food Ingredients; Fresh Produce; Grains & Pulses; Halal; Oils & Fats; Organics; Sea Food; Snacks & Confectionery.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FHA in dieci anni (2008-2018 per 6 edizioni) ha incrementato i visitatori totali del 121% (grafico 1). Gli espositori sono aumentati del 34,3% (grafico 2).

 

 

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

Le competizioni sono state innumerevoli e ben organizzate, fa piacere che abbia fatto il suo ingresso Asian Gelato Cup, competizione internazionale di Area, in funzione della Coppa del Mondo di Gelateria che si disputerà al Sigep di Rimini nel 2020. Ha vinto la squadra di Singapore, seguita dal Giappone e Malesia.

Una particolare riconoscenza alle aziende italiane del settore che hanno permesso la realizzazione di questo evento e, ovviamente, a Giancarlo Timballo presidente della Coppa del Mondo di Gelateria per la buona organizzazione con i supporti dell’Ente Fiera.

Di seguito, le opinioni di alcuni espositori (Expo)

 

Alberto Martin: Montebianco

“In tempi recenti, le fiere locali, nell’area del Sud Est Asiatico (Indonesia, Malesia, etc.), sono cresciute in modo esponenziale, in fatto d’importanza, erodendo visitatori a FHA Expo.

A mio avviso, la separazione in due location ha condizionato poco la minore affluenza di visitatori. Resta il fatto che la Fiera rimane un “salotto” fondamentale per mostrare le nostre migliori novità a businessman, investitori e clienti che possono investire, a loro volta, nei rispettivi mercati.

Montebianco ha consolidato la sua presenza in questi mercati per il gelato, e sta espandendosi, con il supporto dell’eco della Coppa del Mondo di Pasticceria, anche e soprattutto nel segmento Pasticceria, grazie a una linea di prodotti di alta qualità”.

 

Danila Santinelli: Gelmatic

“Affluenza inferiore all’edizione scorsa, il fatto positivo è che in quest’edizione gli organizzatori hanno raggruppato tutti gli attori del mondo del gelato in un unico padiglione, fra padiglioni del caffè e pasticceria. i contatti si sono dimostrati molto validi per potenziali vendite in canali e mercati diversi; ciò dimostra che il Brand Gelmatic è conosciuto e sempre più apprezzato in questi segmenti.

I mercati di riferimento per il gelato soft sono in movimento, con buone opportunità d’espansione”.

 

Sauro Cimarelli: IceTeam1927

“Buona fiera con alterna affluenza, ma contatti interessanti, soprattutto clienti finali da Malesia, Indonesia e Singapore. Tutti i concessionari dal Sud Est Asiatico ed Estremo Oriente sono presenti, con un valido contributo in termini di clienti.

Per la prima volta, dopo tanti anni che esponiamo a questa fiera, ho notato più interesse verso il gelato artigianale rispetto al soft-ice.

La crescita dei mercati, nel Sud Est Asiatico, dipende dalla strutture aziendali, vale a dire dalla capacità della rete di operare sul territorio.

I Paesi più interessanti sono Indonesia, Corea, Filippine e, con buon potenziale, la Malesia”.

 

Lorenzo D’Oria: IRCA

“È la prima volta che IRCA è presente a FHA di Singapore e siamo molto soddisfatti dei contatti avuti, sono stati interessanti sotto diversi punti di vista. Infatti, i nostri prodotti per pasticceria e gelateria rispondono molto bene alle esigenze di una vasta clientela; per questo, abbiamo deciso d’intensificare lo sviluppo nei mercati del Sud Est Asiatico.

Il nostro obiettivo è far conoscere tutta la gamma IRCA che è molto ampia. In questi Paesi abbiamo già alcune strutture distributive e ne stiamo implementando altre”.

 

 Athos Perin – Paolo Pinfari: Comprital

“Buona Fiera, il raggruppamento di tutto il settore  in un unico padiglione è stata la soluzione giusta per concentrare i visitatori del gelato, rendendo il prodotto più attrattivo e riconoscibile.

Pur con meno affluenza i contatti sono stati molto buoni. Mercato di Singapore e del Sud Est Asiatico dinamico e, pur con una limitata conoscenza del prodotto gelato artigianale, desideroso di recepire novità e stili dal mondo occidentale”.

 

Nicola Fabbri: Fabbri 1905

“Fiera inferiore alle attese in rapporto ai visitatori. Le motivazioni possono riscontrarsi nella separazione in due location e, soprattutto, nella crescita di fiere una volta considerate minori, che rappresentano bene il proprio mercato di riferimento, ad esempio, Corea, Tailandia, etc.

Fabbri propone, in fiere “generaliste” come FHA, tutte e tre le divisioni: vale a dire Gelato, Pasticceria, Beverage, organizzando lo stand in modo da attrarre tutti i clienti interessati a spaziare in nuove proposte da inserire nei propri locali.

Il mercato di Singapore è stazionario, il Sud Est Asiatico si sviluppa verso laboratori centralizzati di buona qualità che supportano i punti vendita con un ciclo che preveda anche il ritiro dell’invenduto, in modo che l’offerta di gelato sia sempre molto attrattiva”.

 

Giuseppe Bravo: Bravo

“Fiera sempre molto importante, ma le attese sono state leggermente superiori all’afflusso reale dei visitatori. Il continuo spezzettamento in due o più fiere con gli stessi interessi non incentiva le aziende medio piccole a mantenere la presenza.

Secondo la mia opinione una sola fiera di riferimento potrebbe essere più motivante.

Il Sud Est Asiatico è sempre un bel mercato: Indonesia, Malesia, Filippine, Corea, etc. e Cina, sono Paesi che possono investire e sviluppare molto bene il gelato artigianale”.

 

Leonardo Mazzero: Prodotti Stella

“La fiera allargata, cioè comprensiva del Suntec, produce, di fatto, un aumento dell’offerta espositiva a scapito dell’afflusso dei visitatori che, nel complesso, possono aumentare, ma si disperdono nei confronti di un numero maggiore d’espositori.

Un altro problema che si presenta è la qualità dei visitatori, legata all’allargamento della varietà dell’offerta.

L’Asia è un mercato che ha un buon potenziale, la ristorazione è leggermente ferma, ma ci si scontra con una frammentazione di regole e comportamenti che cambiano da Paese a Paese, costringendo le aziende ad investire in risorse tecniche e umane dedicate alla commercializzazione”.

 

Matteo Guerinoni – Lucio Roberto: Anselmi

“Meno affluenza rispetto all’edizione del 2016, ma i contatti sono molto buoni. È necessario precisare il nostro business non è la vendita di semilavorati per gelato alle gelaterie, ma, attraverso un laboratorio centralizzato, produciamo gelato e lo vendiamo a ristoranti, alberghi, e locali di alto livello, quindi niente retail, ma concentrazione su un segmento ad alta ricettività. Oltre al gelato forniamo, ovviamente, vetrine in comodato d’uso.

Un altro punto di forza della nostra strategia di marketing è quello di non fare grosse scorte,ma produrre all’ordine, con consegna il giorno successivo.

Per locali con consumi limitati, forniamo anche vetrinette 4/6 gusti per soddisfare segmenti di mercato più accessibili”.

 

Claudio Pinto: Mec 3

“Meno affluenza, i visitatori si sono divisi in due location, e molti non hanno potuto visitare entrambe le fiere. Buona presenza da Indonesia, Malesia, Singapore, mentre abbiamo registrato una flessione da Indocina e Australasia. I contatti, comunque, sono stati più professionali con idee chiare sulle proprie esigenze.

Quest’anno, oltre a prodotti per gelateria e pasticceria, abbiamo proposto progetti completi per corner Gelato; in realtà già attivi in altri segmenti quali caffetteria, ristorazione, etc. si tratta di una vetrina /carrettino più macchina gelato da banco, completamente autonoma e mobile.

Ovviamente, il progetto funziona con prodotti a bassa operatività, vale a dire prodotti pronti per l’uso. Per l’Horeca, abbiamo sviluppato una serie di prodotti base con polpa di frutta (per smoothies e cocktail), e creme a base di cioccolato per creazioni accessorie alla caffetteria. Proponiamo inoltre, per il mercato soft-ice, una gamma di prodotti esclusivi per il soft – serve ”.

 

Luca Baschini – Tommaso Battaglia: PreGel

“Abbiamo riscontrato meno visitatori rispetto alle precedenti edizioni, probabilmente per la separazione in due locations, ed anche per la crescita di fiere nel Sud Est Asiatico.

FHA però, rimane ancora la fiera più importante, infatti i contatti che abbiamo avuto sono molto soddisfacenti. Il mercato di Singapore è, all’incirca, stazionario, il soft funziona ancora, mentre il gelato artigianale, richiede uno sforzo conoscitivo tuttora rilevante.

Il Sud Est Asiatico ha grandi potenzialità, ma le richieste dei vari governi di corredare i prodotti d’importazione con documentazioni stringenti e complicate, non favorisce lo sviluppo del gelato artigianale”.

 

 

 

 

Giacomo Bonfiglioli – Enrico Ammesso: Carpigiani

 

 

Di seguito, le opinioni di alcuni espositori (Suntec)

Andrea Mazza: STAFF Ice System

“Il mercato del gelato, in Asia, è abbastanza lento, il nostro prodotto inteso come fulcro della gelateria, fatica ad imporsi. Sono più redditivi i segmenti Pasticceria, Ristorazione, Hotelleria, dove si possono installare macchine di piccole dimensioni per produzioni limitate. Qui si evidenziano numeri interessanti anche se con volumi di fatturato relativamente importanti.

La scelta d’esporre a Suntec invece che a Expo (secondo la proposta degli organizzatori), è dovuta al fatto che qui ci sono, soprattutto, i contractors per ristorazione, vale a dire i segmenti di mercato ai quali ci rivolgiamo; sono soddisfatto di questa scelta”.

 

 Luisa Cameroni: TK FOOD – Nuova Elframo

“La divisione in due location non contribuisce ad aumentare l’afflusso di visitatori che è stato relativamente soddisfacente per il nostro segmento lavaggio e friggitrici, mentre per le macchine da gelato i contatti sono inferiori alle aspettative in termini quantitativi, considerando che nella precedente edizione, due anni fa, esponevamo a FHA Expo.

Prosegue la fase di rafforzamento in Sud Est Asiatico ed Estremo Oriente del Brand Elmogel che fa riferimento alla linea di macchine da gelato artigianali prodotte da Elframo.

Alcuni nuovi mercati sono più ricettivi al gelato, come ad esempio Vietnam, India, Malesia; in ogni caso la fiera è un punto di riferimento molto importante”.

GELATISSIMO – INTERGASTRA 2018 STOCCARDA

La ventinovesima edizione di Intergastra si è svolta a Stoccarda dal 3 al 7 febbraio, in abbinamento, dal 2008, a Gelatissimo, sempre a scadenza biennale. I settori merceologici di riferimento sono sette, e più precisamente: Food al padiglione 1; Tecnologie della cucina nei padiglioni 3, 5 e, in parte, al padiglione 1; Arredamento e allestimento hotel ai padiglioni 4 e 6; Bevande al 9; Servizi al 7; Caffè al padiglione 8 e, in parte, al padiglione 10; Gelatissimo al padiglione 10.

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L’aumento della superficie espositiva a 115000m2 (+15% sul 2016) grazie alla creazione del padiglione 10 ha consentito il trasferimento di Gelatissimo dal 7 al 10, più grande, ma in coabitazione con parte del segmento Caffè, per cui gli spazi sono rimasti circa gli stessi. Gli espositori totali sono 1420 (+9,5% rispetto al 2016), mentre i visitatori totali (provenienti da 70 Paesi) sono circa 100000, con un incremento quasi del 4%, rispetto alla passata edizione.

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Se prendiamo in considerazione le edizioni di Intergastra con Gelatissimo, (dal 2008) vediamo che i visitatori totali sono cresciuti del 22%, la superficie espositiva è raddoppiata. (vedi grafico1), mentre gli espositori totali, nello stesso periodo, sono aumentati del 68% (vedi grafico 2)

Grafico 1_1

Grafico n2_1

Non è, ovviamente, pensabile che gli incrementi globali possano essere attribuibili a Gelatissimo, anzi, probabilmente il segmento Gelato fruisce dell’”indotto” di Intergastra, com’è logico che sia.

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Mentre a livello di superficie espositiva Gelatissimo rappresenta il 13% della superficie totale espositiva (tenuto conto della coabitazione, in parte, con il segmento caffè), gli espositori del padiglione 10 (Gelato + Caffè) sono il 10,8% del totale espositori.

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Secondo Italcam (Camera di commercio Italo –Tedesca) i visitatori propri di Gelatissimo 2016, sono stati intorno a 4000, circa il 4,6% dei visitatori totali 2016..

Riguardo alla struttura dei visitatori, circa il 65% (70% nel 2016).appartiene ai settori Gastronomia – Ristoranti e Alberghiera – Pensioni; Bar e coffe shop passano all’11% dall’8% del 2016.

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A livello di media i giornalisti erano circa 500 nel 2016, mentre in questa edizione i contatti social sono stati 310000/giorno. Gli eventi sono stati tredici.

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Le sensazioni degli espositori, nel nostro settore, sono state molto buone in rapporto al mercato di attinenza che è la Germania. La location di Stoccarda con tutte le strutture fieristiche e “complementari” pone questa fiera in una posizione di privilegio rispetto ad altri competitor, ma non bisogna dimenticare che, secondo Uniteis, per ¾ il mercato tedesco è ancora composto di gelaterie “Italiane” che, comunque, mantengono un “legame” anche professionale con l’Italia. Si configura, a mio parere, uno “sdoppiamento” del mercato Tedesco del gelato artigianale (oltre tremila gelaterie), vale a dire una sorta di separazione fra l’esistente, più propenso al ricambio di attrezzature, aumentando, magari, gli acquisti di prodotti se la stagione va bene, e un mercato potenziale, propenso, se le condizioni lo consentono, a nuove aperture. L’incremento di nuove aperture dal primo gennaio 2017 al 30 giugno 2017 è del 7,9%, cui corrispondono, nello stesso periodo, cessazioni per il 7,4%, con un saldo positivo dello 0,5%. La lettura che mi sembra di ricavare da Gelatissimo è che i gelatieri “Italiani” appartengono alla prima teorica categoria, mentre i gelatieri “Tedeschi”, comprensivi di quelli provenienti da altri Paesi, esclusa l’Italia, appartengono alla seconda (sempre teorica, categoria). In ogni caso, la riflessione necessita un approfondimento a più voci.

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Prossima edizione di Intergastra – Gelatissimo 15 – 19 Febbraio 2020G

Host 2017 Milano

Archiviato Host 2015 senza grossi contributi da parte di EXPO, l’edizione appena conclusa, il numero quaranta, segna un buon andamento dei settori interessati.

Host ha suddiviso l’evento in tre macroaree: Foodservice Equipment, Bread, Pizza, Pasta, prima macro area con uno spazio espositivo dedicato che rappresenta il 47% del totale.

Seconda macroarea che comprende sia Coffee, Tea, Bar, Coffe machines, Vending per il 27% dello spazio espositivo, sia Gelato, Pastry, Coffee per il 13%. La terza macroarea include Furniture, Technology, Tableware su una superficie che rappresenta il13% del totale. Host indica il “peso” della prima macroarea nel 43,4% delle aziende, la seconda macroarea nel 37,5% e la terza nel 19,1%.

Riguardo al nostro settore, mentre il Gelato e Pastry (Coffe in parte) rappresentano il 13% dello spazio espositivo, il numero degli espositori nei padiglioni dedicati rappresenta l’8,5% del totale (esclusi gli espositori Coffee presenti negli stessi padiglioni).

I visitatori totali sono stati circa 187600 con un incremento in dieci anni (cinque edizioni) di circa il 50%. I visitatori esteri sono stati circa 72700 provenienti da 177 Paesi e, in dieci anni, l’incremento è stato del 120%, (vedi grafico 1).

 

 

Il dato rilevante è che in questa edizione il numero dei visitatori italiani incrementa del 28% rispetto al 2015.

Le Nazioni di provenienza dei visitatori esteri aumentano del 26% dal 2009.

Se analizziamo separatamente i visitatori italiani ed esteri, scopriamo che il rapporto fra loro nelle ultime tre edizioni è pressoché costante: per ogni 100 visitatori italiani, ce ne sono altrettanti 60 esteri [gli esteri sono circa il 63% degli italiani, a parte l’edizione del 2015 (effetto EXPO?) dove il dato era 66%, quasi raddoppiando il valore rispetto al 2009], (vedi grafico 2).

L’andamento degli espositori è in linea con l’andamento dei visitatori; nel corso degli ultimi dieci anni, + 50% Totali, + 117% Esteri, +25% Italiani. %. I Paesi di provenienza degli espositori esteri, in cinque edizioni, sono aumentati del 27%. Le New entry quest’anno sono Ucraina, Uganda, Egitto, Sudafrica e Nuova Zelanda.

I cosiddetti Buyer sono stati circa 1500 con una distribuzione per 80 Paesi. Host indica la parte più “corposa” dei Buyer proveniente dall’America settentrionale con il 23%, Asia e Oceania con il 19%, Medio Oriente con il 15%. Parlando con alcuni espositori del Settore Gelato e Pasticceria, si hanno conferme su questi ordini di grandezza, forse con l’Estremo Oriente più presente. È bene aggiungere, a conforto dei numeri, che il Prodotto Interno Lordo dell’Asia Oceania è circa tre volte il Prodotto Interno Lordo dell’Europa.

Uno studio della FIPE riguardante il 2016 indica il valore dei consumi “fuori casa” intorno ai 76 milioni di €, in crescita rispetto al 2012 del 4,6%, confermando il trend di leggera crescita. La percentuale dei consumi alimentari “fuori casa” è del 35% (superiore alla media europea a 28), contro il 36% delle Americhe, il 32% dell’Asia, il 5% del Medio Oriente e Africa. Sono queste ultime aree che indicano i maggiori margini di crescita, ovviamente a lungo termine, viste le situazioni attuali.

Il nostro settore, in ogni caso, ben rappresentato riflette la filosofia di Host, vale a dire una fiera essenzialmente per Distributori, per Business d’impatto. La gelateria, in se, pur rientrando nel progetto d’impresa, ha una valenza individuale, commerciale, artigianale e, comunque, a gestione ristretta, fatto salvo il concetto di catene, che, in fiere come Host potrebbe avere un senso, (a Fiera Milano è schedulata un’apposita fiera del Franchising).

Certo, ci sono anche clienti finali e, soprattutto, potenziali clienti che hanno attività in settori affini quali caffè, ristorazione, etc. che visitano i padiglioni Gelato/Pastry per conoscere e valutare possibilità di allargare l’offerta in tempi di concorrenza sfrenata.

Dei cinquecento eventi organizzati complessivamente, quelli riguardanti il gelato sono stati organizzati da Aziende, Testate di settore, etc., le innumerevoli associazioni organizzano in altri luoghi concorsi, seminari, dibattiti, anche perché, come detto, questa è una fiera per le aziende di settore, un po’ meno per gli utenti finali. Quando Host si chiamava “Expo de Milan”, era quasi il contrario, ma parliamo di alcuni mondi fa, oggi occorre guardare al futuro.

Prossimo appuntamento 18/22 ottobre 2019

FULVIO SCOLARI

Individuare quale delle innumerevoli caratteristiche di Fulvio Scolari sia quella prevalente, è molto difficile: competenza, professionalità, manualità, affidabilità, passione, capacità di scrittura, capacità di formare, larghezza di vedute sia professionali sia umane, discrezione. Fulvio Scolari è tutto questo, attraversa i segmenti della pasticceria e gelateria (e non solo) con il medesimo approccio universale, somma del suo sapere, ma, soprattutto, il suo verbo è “mettersi a disposizione”, per la categoria, per i giovani, per il futuro. Forse, la sua caratteristica più naturale è l’umiltà.

Le iniziative di cui è promotore o cui partecipa sono sempre legate al raggiungimento di obiettivi collettivi che coinvolgono molti attori, non è certo un “egoista” e i meriti del successo, per Fulvio, devono essere condivisi. Idee chiare e sempre esposte con educazione come quando una volta, tempo fa, si stava discutendo di sperimentazione fra industria e artigiani e lui, tranquillo, con estrema moderazione mi disse “Vedi, per fare un nuovo prodotto, l’artigiano impiega qualche ora, l’industria qualche anno”.

ESPOSIZIONE UNIVERSALE 2015 MILANO

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Nel corso degli ultimi due anni EXPO è stato al centro di dispute di tutti i generi, da quelle politiche e giudiziarie, a quelle sociali, per non parlare di quelle finanziarie. Ora che tutto è finito se ne può parlare, mi auguro, in termini più distaccati. Da una parte è stato definito un successo, dall’altra un flop; a mio avviso, occorre capire a quali parametri ci si riferisca per affermare un successo o il suo opposto.

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Il dato di riferimento utilizzato dall’organizzazione e da molti politici per definire il successo di EXPO è il numero di visitatori, pare oltre 22 milioni di persone (un dato approssimativo e non oggetto di certificazione). A me non sembra un dato molto espressivo di un successo (le previsioni a un anno dall’evento erano di 29 milioni).
È come se si considerasse più importante riempire uno stadio di tifosi invece che vincere la partita, dato per scontato che ci fosse stata una partita da vincere.DSCF6492

In se il dato dice poco, possiamo confrontarlo con le ultime edizioni dei vari EXPO, in rapporto, naturalmente, alla popolazione di ogni Paese nell’anno dell’evento. Vedi tab.1

Tab 1 EXPO MI

Appare subito evidente dalla tabella che il miglior rapporto popolazione/visitatori interni appartiene a EXPO Milano con il 26,2%, mentre la Cina, additata da molti come la migliore edizione, in realtà presenta un rapporto popolazione/visitatori interni “solo” del 5,2%.
Se si osserva, poi, l’incidenza dei visitatori esteri, EXPO Milano ha la migliore performance in assoluto (29,3%).

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Da più parti si è accusata l’organizzazione di favorire gli ingressi con sconti, regalie varie e prezzi scontati dopo le diciannove. Secondo me non è questo il punto, sono convinto che in parte lo facciano tutti, occorre invece capire, come detto all’inizio, la corrispondenza fra progetto e risposta del pubblico e qui, a mio avviso, le cose si “appannano” un po’. Chi entra alla sera, oltre a cenare, ha la possibilità di fruire del “messaggio” collettivo relativo al tema proposto? Ne dubito, la preoccupazione più importante è quella di provare qualche cucina particolare, compreso l’hot-dog, poi, se avanza tempo, si fa un “giro”.

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La riflessione è avvalorata dalla presenza, per parte italiana, di due “catene” (si fa per dire) CIR FOOD ed EATALY con oltre 40 punti di ristoro, con ampia scelta di cibo (e prezzi): dai piatti di grandi Chef al trancio di pizza, quindi, chioschi, bar, ristoranti dei Paesi espositori etc.

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Secondo un’indagine svolta da Exè/Coldiretti, sono stati spesi, per mangiare, 570 milioni di euro, di cui il 32% solo cucina italiana, il 25% cucina straniera, mentre il 34% le ha provate tutte e due. Dei circa 28 milioni di pasti, sono stati consumati un terzo la sera e due terzi a pranzo, considerando colazioni e snack.

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Se all’offerta di cibo si affianca l’offerta d’intrattenimento, spettacoli e conferenze, il tempo a disposizione del visitatore, soprattutto serale è, in sostanza, finito.

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Durante l’EXPO è nato, voluto ed elaborato da alcuni ministri e Grandi Chef, il Food Act,
per valorizzare il made in Italy nel mondo. Riporto solo le intestazioni delle prime dieci azioni, come da comunicato stampa del Ministero delle Politiche Agricole del 28/07/2015.

1. Chef ambasciatori della cucina italiana nel mondo
2. Valorizzare le eccellenze italiane e la dieta mediterranea
3. Potenziamento della distribuzione del vero made in Italy agroalimentare
4. Alta cucina alta formazione
5. Estensione utilizzo stage per la ristorazione di qualità
6. Più aggregazione nella filiera e nella ristorazione
7. Dare credito alla cucina italiana giovani
8. Rafforzare binomio turismo-ristorazione di qualità per promuovere i territori
9. Cucina italiana di qualità certificata
10. Cucina italiana come cultura, identità, educazione, inclusione

A parte tutte le buone intenzioni, a parte la “sinistra” assonanza con il Job Act, poiché si tratta di un documento di lavoro (interno al Paese) che ha come priorità assoluta l’italianità, era proprio necessario chiamarlo con una denominazione anglosassone?

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Un prodotto di questo progetto è il videoclip (firmato da Muccino) apparso in questi giorni sui pannelli luminosi a Time Square a New York, dove, fra gli altri, il logo“Extraordinary Italian taste” è perfettamente centrato, indipendentemente dal mercato USA.
Il messaggio è indirizzato a influenzare il consumo di prodotti originali italiani e non “falsi”, peccato che ci siano, in USA, luoghi (ristoranti/negozi) italiani che vanno per la maggiore dove si vendono prodotti con denominazione italiana (se non regionale) prodotti e confezionati rigorosamente negli USA.

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Non è possibile descrivere in dettaglio tutto ciò che è stato EXPO Milano fra convegni, spettacoli, conoscenza, conferenze, e cosi via, non sarebbe nemmeno il luogo adatto, l’aspetto pubblico è stato buono, non so se il pianeta sarà meno affamato dopo la manifestazione,

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anche perché ogni iniziativa è legata a interlocutori che parlano lo stesso linguaggio, il pubblico può essere stato, forse, sensibilizzato, ma in misura minima, anche perché troppo occupato a fare code per entrare nei vari padiglioni (53 in totale, un altro record).

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Quella delle code è stata una vergogna grave, non è possibile che si chieda alla gente di programmare preventivamente la propria visita a EXPO Milano (di giorno, ovviamente) e, una volta dentro, “liberi tutti” di fare dalle due alle otto ore di coda: indecente.

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Vorrei riferire di un altro aspetto che mi riguarda più da vicino: il gelato artigianale. Un’eccellenza italiana, quasi assente alla manifestazione.

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A onor del vero qualche iniziativa c’è stata, ma isolata e su iniziativa di aziende (anche con ingenti investimenti), di prodotti per gelateria, attrezzature, vetrine; qualche gelateria singola, etc. nulla di organico e niente associazioni: un’occasione persa.

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Alla fine penso che lo slogan finale possa trasformarsi, con il dovuto rispetto, da “Nutrire il Pianeta” a “Nutrire i visitatori”.