NRS 2018 CHICAGO

La 99^ edizione di National Restaurant Association Hotel-Motel Show ha chiuso i battenti a Chicago a fine maggio, mostrando segni di stabilità per ciò che concerne il numero di visitatori, mentre incrementano gli espositori. In contemporanea, perviene alla quinta edizione Beverage Alcohol for Restaurants.

Aumenta per il terzo anno consecutivo la disponibilità di spazi espositivi (+2,9% a 66425.67m2).

I visitatori diminuiscono leggermente (-1,5%) rispetto al 2017 (Grafico 1); sono 65000 presenze provenienti da 110 Paesi e 50 Stati Americani. Sonno aumentate alcune partecipazioni, soprattutto da Messico (+15%), Brasile (+19%) per l’area d’influenza americana, e si registra un + 19% dall’Australia. All’interno degli USA, più affluenza da parte del Massachusetts (+17%), Texas (+6%), New York (+5%), Florida e California (+2%), etc. I profili dei visitatori sono stati ritenuti, in generale, molto soddisfacenti.

 

Gli espositori di NRA aumentano del 10,5% sul 2017, escluso Beverage Alcohol for Restaurants che incrementa, a sua volta di circa il 40%, i propri espositori mantenendo quasi inalterato il numero di visitatori (c.a. 5000). Complessivamente, le nuove presenze rappresentano il 32,5% del totale. Gli espositori stranieri sono il 21,3% ripartiti per 36 Paesi (+5,9%). La distribuzione all’interno degli espositori stranieri (Tabella1.), vede ancora la Cina al primo posto, pur con un calo considerevole (dal 54,5% al 39,8%) con l’Italia che si conferma al terzo posto a ridosso del Canada, con percentuali leggermente inferiori alla scorsa edizione. Giappone e Francia occupano il posto di Germania ed Ecuador fra le prime sei posizioni.

Due riflessioni: la prima di carattere generale che vale per tutti, molte aziende hanno filiali e/o agenzie sul territorio per cui non compaiono nell’elenco degli espositori stranieri ma in quello USA; la seconda, di carattere commerciale/strategico, ma tutta da verificare, suggerisce che le nuove politiche dell’Amministrazione Americana comincino a farsi sentire.

Un discorso a parte merita una partecipazione italiana collettiva, ben localizzata e identificabile, sotto l’egida di Bellavista Expo che ha raccolto l’adesione di circa 80 espositori. Si sono succedute numerose dimostrazioni su prodotti made in Italy e su come la cultura del cibo italiano possa essere “universale”. Testimonial d’eccezione Massimo Bottura, per la seconda volta considerato miglior Chef al mondo. Bellavista Expo è (paradossalmente) una società inglese che si occupa di promuovere food & beverage made in Italy, e che ha visto l’ingresso, da quest’anno di VPE, società creata da Fiere di Parma e Fiere di Verona per questa e altre operazioni analoghe. Al successo del Made in Italy ha contribuito, concretamente, anche ITA (Italian Trade Agency).

Tabella 1. % Espositori internazionali per Paese
Paese %
Cina 39,8
Canada 15
Italia 14
Giappone 4,5
Francia 3,9
Taiwan 3,7

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

Se analizziamo gli espositori per segmento, undici grandi settori merceologici per circa 900 categorie, scopriamo, (ricordando che stesse aziende si possono sovrapporre in più segmenti) che l’Equipment e il Food rappresentano quasi la metà dell’offerta espositiva (Tabella 2, con somma totale > 100). All’interno del Food, oltre un terzo è rappresentato dal “Frozen” (con esclusione di Gelato, IceCream, Sorbet, Custard, etc.), a seguire Speciality Food, Kosher e Organic.

 

Tabella 2. % Espositori per segmento
Segmento %
Equipment 20,8
Food 19,6
Paper,Plastic,

Supplies & Smallwares

15,9
Service 9,7
Technology & Entertainment 9.6

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

L’andamento dell’industria della ristorazione negli Stati Uniti è in progressione quasi permanente, l’ultimo dato disponibile (2017) indica una performance a quasi $800 miliardi di fatturato, per un milione di ristoranti sparsi sull’intero territorio nazionale. Il comparto impiega 14,7 milioni di persone che rappresentano il 10% della forza lavoro americana.

Fra gli Stati che contribuiscono maggiormente al fatturato della ristorazione, troviamo ai primi posti California con $ 82,3 miliardi, Texas con $ 54,1, New York $ 43,3, Florida $ 41,7, etc. Secondo un sondaggio effettuato presso l’American Culinary Association, (sono stati intervistati 700 chef) i consumatori oggi sono molto più attenti all’ambiente, al cibo composto con ingredienti naturali, preferiscono grandi locali e prodotti come si usa dire a “Km zero”. (Tabella 3)

Tabella 3, Top 10 Concept Trends
1 Hyper-local
2 Chef-driven fast casual concepts
3 Natural ingredients/clean menus
4 Food waste reduction
5 Veggie-centric/vegetable-forward cuisine
6 Environmental sustainability
7 Locally sourced meat and seafood
8 Locally sourced produce
9 Simplicity/back to basics
10 Farm/estate- branded items

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

Stanno perdendo appeal alcuni prodotti “fatti in casa”, fra i quali Artisan cheese, House-made charcuterie, House-made sausage, House-made/Artisan ice cream; piace, invece, Thai-rolled ice cream, (rotolo di gelato) oltre a Peruvian cuisine, Uncommon herbs, Ethnic-inspired kids’ dishes, etc.

Fra le bevande alcoliche al primo posto piace Culinary cocktails, poi Locally produced spirits/wine/beer, quindi Craft/artisan spirits. È interessante notare che fra il cibo preferito in modo stabile (Perennial Favorite) troviamo al 5° posto il Gelato (scritto proprio così) (Tabella 4).

Tabella 4, Perennial Favorite
1 Shellfish
2 Barbecue
3 Bacon
4 Comfort food
5 Gelato
6 Hand-made pasta
7 Breakfast burritos/tacos
8 Mediterranean flavors
9 Juice/milk in kids’ meals
10 Breakfast hash

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

 

Per quanto riguarda il nostro settore, gli espositori rimangono, sostanzialmente, invariati (Tabella 5). Il segmento “Soft Ice Cream & Milk Shake”, non compare nell’elenco, forse inserito in “Soft Serve Equipment & Products”. Considerando che stesse aziende coprono più segmenti, si nota l’impennata delle Slush Machines (+78%), incremento dovuto, a mio avviso, alla duttilità di queste macchine che possono produrre, approssimativamente, granita, gelato, sorbetto, soft-drink alcolico, crema fredda, etc.

 

Tabella 5: N° Espositori segmento Gelato/Ice Cream

 

  Segmento 2014 2015 2016 2017 2018
1 Gelato 19 21 26 24 24
2 Custard 8 6 7 8 8
3 Ice Cream Dispensers 7 13 11 8 6
4 Ice Cream Cabinets 9 12 12 12 12
5 Ice Cream Cones 5 4 4 5 7
6 Ice Cream 15 20 22 21 23
7 Ice Cream Dishers 3 5 4 4 3
8 Ice Cream Freezers 18 19 20 19 17
9 Ice Cream Makers 17 22 17 17 15
10 Soft Serve Equipment & Products 9 12 12 13 11
11 Sorbet 14 12 14 12 15
12 Yogurt 25 15 20 19 19
13 Yogurt Equipment 7 19 7 7 9
14 Whipped Cream Dispensers 6 2 3 7 4
15 Slush Machines 11 13 10 9 16
  Totale 173 195 189 185 189
Fonte: Elaborazione RG su dati NRA

 

Il mercato dell’IceCream e Frozen Dessert negli Stati Uniti è stabile e maturo da diversi anni con un valore di vendita a circa $27/28 miliardi. La ripartizione fra Food Service e Retail è mediamente del 56% per il primo segmento e del 44% per il secondo.

Packaging Facts, (Ice Cream and Frozen Desserts in the U.S., 9th Edition. Packaged Facts, January 2017) ritiene che il mercato aumenti a $30 miliardi al 2020, e i due segmenti che incrementeranno di più saranno il Gelato e Super Premium Ice Cream.

Una previsione che facilita la crescita del nostro “Gelato” che si sviluppa, soprattutto, grazie alle imprese Italiane del settore.

Gli ultimi dati disponibili del segmento Dairy Product riguardano il progressivo gennaio/maggio 2018 e il confronto da gennaio/maggio 2017, indica un calo del 9% nel Regular Ice Cream (hard) così come un calo (persistente) del 6,7% nel Frozen Yogurt (Tabella 6).

Tabella 6: Variazione vendite alcuni segmenti Dairy Product prog. 05/17-05/18
Segmento Vendite

gallon 05‘17

Vendite

gallon 05‘18

Variazione

% maggio 2018

Ice cream, hard 72,167 65702 -9%
Ice cream, low fat, hard 20,754         20,926          +0,8
Ice cream, low fat, soft 25,018         24,693 -1,3
Ice cream, non fat, hard 634 750 +18,3
Sherbet, hard 3,582 3539 -1,2
Frozen yogurt 5771 5382 -6,7
Fonte: Elaborazione RG su dati USDA           
Nota:milioni di galloni (1 gallon= 3,785 litri)

 

Prossimo appuntamento (del centenario) a Chicago 18/21 maggio 2019

 

Di seguito, le opinioni di alcuni espositori

 

 

Federico Tassi: Iceteam1927

” La fiera, almeno per quanto riguarda il nostro settore, appare in crescita, dopo anni di stasi. Il mercato continua a essere non facile, ma in qualche modo il concetto di gelato artigianale sta “passando”, e diversi produttori italiani, tra cui Iceteam 1927 che qui presenta la propria gamma artigianale come Cattabriga, e quella soft come Coldelite, appaiono più attenti che in passato al mondo dell’icecream.

Il nostro importatore Advanced Gourmet continua a fare un egregio lavoro di presidio del territorio, è molto concentrato sul gelato (gestisce solo macchine, vetrine e abbattitori), e per molti versi è paragonabile a una filiale. Sul territorio, si scorge più interesse da parte dei dealer a incorporare la gamma da gelato artigianale ad altre gamme di prodotto. Quest’anno in US lanciamo un nuovo mantecatore orizzontale da banco già presente sul
mercato internazionale. Si chiama Stargel 4 US e produce 4 kg (5,6 litri) per ciclo. Ha ingombri molto limitati e configurazione monofase con raffreddamento ad aria. Puntiamo con questo prodotto ad allargare ulteriormente la platea dei nostri clienti, allargandola anche ad attività che non vivono di gelato. Lanciamo altresì una macchina soft alimentata a pompa peristaltica, due motori e due compressori, pensata per le grandi produzioni tipiche di questo mercato. Le vendite sulla stagione si profilano in crescita, mentre in termini di profittabilità non aiuta il cambio”.

Fabio De Nadai: PreGel America

“Fiera molto buona, visitatori selezionati e professionali; molto interesse nelle nostre novità sia di pasticceria sia di gelateria, soprattutto i per prodotti di alta qualità definiti Gourmet.

Nel segmento gelato/ice cream c’è desiderio di novità e noi rispondiamo con gelato su stecco, torte, e pasticceria gelata, monoporzioni. Nel segmento pasticceria incontra molto successo la linea Five Star Chef che include molti prodotti anche per Bakery, tra cui la linea gluten free e le paste aromatizzate.

Per noi è molto importante presentarsi, ogni anno, su questo esigente mercato, con novità a valenza molto attrattiva”.

 

Davide Ribecai: Alcas

“E’ una fiera di “presenza”; è importante la qualità dei visitatori e, in questa edizione, abbiamo avuto visite di molti buyers preparati e informati. NRS è una vetrina fondamentale per le aziende del nostro settore.

Il mercato americano è difficile ma avvincente, occorre spogliarsi delle vesti italiane per vestire l’abito americano, vale a dire, offrire due cose su tutte: praticità e prezzo; poi, nel caso, anche design, creatività, Italian Way, etc.

In un mercato dove c’è tutto, l’arma vincente è saper offrire qualcosa di speciale che possa stimolare lo sviluppo di nuovo business”.

Cristiano Ferrero: Aromitalia

“Fiera più movimentata rispetto alla scorsa edizione, buona presenza di visitatori esteri, soprattutto da Centro e sud dell’America.

Il gelato continua a interessare ma cresce lentamente. Trasmettere il nostro messaggio non è facile, il concetto di adattamento alle esigenze “semplicistiche” locali, potrebbe essere una soluzione obbligata anche perché il gelato artigianale richiede una selezione della clientela troppo impegnativa; non per questo dobbiamo rinunciare a un concetto di qualità intrinseca del prodotto”.

Vittorio Bartyan: Telme/Stoelting

“Fiera molto importante, ma ha perso un po’ d’internazionalità, solo americani, canadesi, e visitatori provenienti da Centro e sud dell’America.

Il mercato USA è molto interessante, il concetto di catene che qui è importante, consente di poter cogliere occasioni concrete. Non ci sono tante gelaterie ma la produzione di gelato è diffusa e in crescita.

Occorre considerare che l’economia degli Stati Uniti è anche la prima al mondo e quindi il “Sogno Americano” è ancora possibile”.

Yoel Ben Assayag – Arianna Agresti: Pernigotti

“Mercato nord dell’America (Stati Uniti e Canada) molto soddisfacente, soprattutto per il segmento soft-ice. Anche il gelato artigianale, seppur con i consueti limiti, cresce lentamente.

Tornando al mercato americano, riteniamo che sia necessario un nuovo concept per lo sviluppo del gelato, occorrerebbe, inoltre, che le aziende italiane che operano in questi mercati, trovassero un terreno comune su cui immettere energie e know-how.

Buon andamento della fiera, molte visite di Manager appartenenti a gruppi importanti, interessati al marchio e alle sue potenzialità”.

Giuseppe Bravo – Andrea Zanuso: Bravo

“NRS è una fiera molto grande, c’è un po’ di tutto, ma è una manifestazione dove è necessario esserci, particolarmente per il mercato americano.

Stati Uniti e gelato artigianale, un binomio che ha bisogno, per crescere in questo mercato, di raggruppamento con altri segmenti quali: pasticceria, ristorazione, bakery, etc.

Se si possono offrire più prodotti e/o attrezzature, si riesce anche a introdurre il concept gelato artigianale”.

Vittoria Vandone: Bussy

Il nostro distributore sul mercato Usa promuove una selezione dei nostri prodotti individuata secondo la sua profonda conoscenza del mercato statunitense.

Il suo core business è più concentrato nel settore Horeca – Food Service che sul mercato del gelato artigianale, per noi tradizionale, del Made in Italy.

La nostra immagine e la nostra offerta sono, quindi, orientate alla sua presenza sul mercato.

Consideriamo la nostra partecipazione in fiera positiva, anche se, oggettivamente, abbiamo rilevato un maggiore interesse dal mercato del Food Service che dal mercato di nicchia delle gelaterie artigianali.

Il nostro prodotto di punta è la decorazione in cialda, utilizzo e abitudine poco presente sul mercato statunitense. Infatti, i visitatori che abbiamo incontrato in fiera erano molto incuriositi dalle proposte, meno sulle potenziali applicazioni nelle loro realtà lavorative.

Quest’atteggiamento ci consente d’interpretare il mercato USA come un mercato ancora in sviluppo ma positivo dal punto di vista della crescita.

Abbiamo deciso di percorrere questa esperienza espositiva in spazi condivisi con altre aziende, sotto un unico messaggio e logo del Made in Italy, un richiamo d’identità organizzata e comunicata in modo efficace.

Il mercato americano è sicuramente un mercato su cui investire ma, probabilmente, i risultati saranno da valutare nel tempo”.

 

 

 

 

FOOD HOTEL ASIA 2018 SINGAPORE

 

La novità della ventunesima edizione (biennale) di Food Hotel Asia a Singapore è rappresentata, come indicato due anni fa, dalla separazione della fiera in due o, meglio, dell’aggiunta di un’altra fiera (sempre in Singapore) Suntec, inserita  su tre piani di un centro commerciale di sei piani. A Singapore Expo hanno avuto accoglienza cinque settori: Food Asia; Hospitality Style Asia; Bakery & Pastry (incluso il gelato e relativa competizione); Speciality Coffe & Tea; Hospitality Technology, mentre Suntec ha ospitato Hotel Asia. Ora, la superficie totale sale a 119500m2, di cui 25000m2 a Suntec e 7500m2 dedicati alla seconda edizione di Pro Wine Asia (in pratica la Hall 10).

I visitatori totali sono stati 81896 (+13,7% sul 2016), di cui 55433 Trade Buyers (+ 32,8% sul 2016), provenienti da 105 Paesi (+0,5% SUL 2016), in leggero calo i visitatori oltremare, 39,0% contro il 41,4% del 2016. A Pro Wine Asia aumentano gli espositori +0,5% ma si riducono i visitatori del 13% e i Paesi di provenienza del 25%, mantenendo circa inalterato il dato oltremare, 40%.

 

Non conoscendo il dato disaggregato dei visitatori fra Suntec ed Expo, possiamo dire, se ciò avesse qualche significato, che a un aumento del 23,2% della superficie, corrisponde un aumento del 13,7% delle visite.

 

Tab.1 Distribuzione % Visitatori

Paesi Visitatori
Sud-Est Asiatico * 65.7
Resto Asia Pacifico 27.6
Medio Oriente 1.0
Africa 0.3
Europa 3.8
Americhe 1.1
Oceania

0.5

 

 

* escluso Singapore

Legenda:

  1. Sud-Est Asiatico: include Brunei Darussalam, Cambogia, East Timor, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Tailandia, Vietnam.
  1. Resto Asia Pacifico: include Australia, Bangladesh, Bhutan, Cina, Hong Kong, India, Giappone, Corea, Macau, Maldive, Mongolia, Nepal, Nuova Zelanda, Pakistan, Sri Lanka,Taiwan.
  1. Medio Oriente: include Bahrain, Egitto, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Saudi Arabia, Siria, Emirati Arabi Uniti
  2. Africa: include Algeria, Angola, Benin, Cameroon, Gibuti, Etiopia, Costa D’Avorio, Madagascar, Marocco, Nigeria, Réunion, Ruanda, São Tomé e Príncipe, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Sud  Africa, Togo, Tunisia, Uganda.
  3. Europa: include Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Kazakistan, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Irlanda, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia,Regno Unito, Ucraina.
  4. Americhe: include Argentina, Bahamas, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Guatemala, Messico, Panama, Perù, St Christopher (St Kitts) and Nevis, Uruguay, Stati Uniti..
  5. Oceania: include Fiji, Polinesia Francese, Guam, Mauritius, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone.

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

 

Gli espositori incrementano del 10,3% rispetto al 2016, con una distribuzione per 76 Paesi (+7% sul 2016)  e 72 Padiglioni Internazionali (+24,1% sul 2016).

Gli espositori a Suntec sono circa il 10% del totale mentre a Pro Wine Asia sono circa il 7% del totale FHA.

L’Europa, nel suo insieme, rappresenta, con una quota di quasi il 30%, il primo gruppo espositivo al di fuori dell’Asia Pacifico, pur in leggero calo 28,4% contro 28,8% del 2016.

Tab.2 Distribuzione % Espositori

Paesi Espositori
Africa 0.6%
Americhe 6.4%
Asia Pacifico 63.3%
Europa 28.4%
Medio Oriente 1.1%
Oceania 0.2%

 

                Legenda:

  1. Africa: include Reunion, Sud Africa, Tunisia.
  2. Americhe: include Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Columbia, Messico, Perù, Stati Uniti.
  3. Asia Pacifico: include Australia, Bangladesh, Brunei Darussalam, Cambogia, Ciina, Hong Kong, India, Indonesia, Giappone, Corea, Macau, Malaysia, Maldive, Mongolia, Myanmar, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Sri Lanka, Taiwan, Tailandia, Vietnam.
  4. Europa: include Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia,Svizzera, Turchia, Ucraina, Regno Unito..
  5. Medio Oriente: include Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Saudi Arabia, Emirati Arabi Uniti.
  6. Oceania: include Mauritius, Papua Nuova Guinea, Samoa (America), Isole Salomone, Vanuatu.

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

 

Archiviata con successo questa doppia edizione, per il 2020 ecco la novità, invece che due fiere nella stessa data, due fiere in date diverse: FHA Ho.Re.Ca Asia dal 3 al 6 marzo, FHA Food & Beverage Asia dal 31 marzo al 3 aprile. Nella prima trovano posto i segmenti:

Bakery & Pastry (con il Gelato); Food Ingredients; Hospitality Style; Hospitality Interiors & Amenities; Hospitality Technology; Speciality Tea & Coffee; Foodservice Equipment.

Alla fine di marzo, invece, saranno ospitati i segmenti: Dairy; Drinks; Meat; Food Ingredients; Fresh Produce; Grains & Pulses; Halal; Oils & Fats; Organics; Sea Food; Snacks & Confectionery.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FHA in dieci anni (2008-2018 per 6 edizioni) ha incrementato i visitatori totali del 121% (grafico 1). Gli espositori sono aumentati del 34,3% (grafico 2).

 

 

Fonte: elaborazione RG su dati FHA

Le competizioni sono state innumerevoli e ben organizzate, fa piacere che abbia fatto il suo ingresso Asian Gelato Cup, competizione internazionale di Area, in funzione della Coppa del Mondo di Gelateria che si disputerà al Sigep di Rimini nel 2020. Ha vinto la squadra di Singapore, seguita dal Giappone e Malesia.

Una particolare riconoscenza alle aziende italiane del settore che hanno permesso la realizzazione di questo evento e, ovviamente, a Giancarlo Timballo presidente della Coppa del Mondo di Gelateria per la buona organizzazione con i supporti dell’Ente Fiera.

Di seguito, le opinioni di alcuni espositori (Expo)

 

Alberto Martin: Montebianco

“In tempi recenti, le fiere locali, nell’area del Sud Est Asiatico (Indonesia, Malesia, etc.), sono cresciute in modo esponenziale, in fatto d’importanza, erodendo visitatori a FHA Expo.

A mio avviso, la separazione in due location ha condizionato poco la minore affluenza di visitatori. Resta il fatto che la Fiera rimane un “salotto” fondamentale per mostrare le nostre migliori novità a businessman, investitori e clienti che possono investire, a loro volta, nei rispettivi mercati.

Montebianco ha consolidato la sua presenza in questi mercati per il gelato, e sta espandendosi, con il supporto dell’eco della Coppa del Mondo di Pasticceria, anche e soprattutto nel segmento Pasticceria, grazie a una linea di prodotti di alta qualità”.

 

Danila Santinelli: Gelmatic

“Affluenza inferiore all’edizione scorsa, il fatto positivo è che in quest’edizione gli organizzatori hanno raggruppato tutti gli attori del mondo del gelato in un unico padiglione, fra padiglioni del caffè e pasticceria. i contatti si sono dimostrati molto validi per potenziali vendite in canali e mercati diversi; ciò dimostra che il Brand Gelmatic è conosciuto e sempre più apprezzato in questi segmenti.

I mercati di riferimento per il gelato soft sono in movimento, con buone opportunità d’espansione”.

 

Sauro Cimarelli: IceTeam1927

“Buona fiera con alterna affluenza, ma contatti interessanti, soprattutto clienti finali da Malesia, Indonesia e Singapore. Tutti i concessionari dal Sud Est Asiatico ed Estremo Oriente sono presenti, con un valido contributo in termini di clienti.

Per la prima volta, dopo tanti anni che esponiamo a questa fiera, ho notato più interesse verso il gelato artigianale rispetto al soft-ice.

La crescita dei mercati, nel Sud Est Asiatico, dipende dalla strutture aziendali, vale a dire dalla capacità della rete di operare sul territorio.

I Paesi più interessanti sono Indonesia, Corea, Filippine e, con buon potenziale, la Malesia”.

 

Lorenzo D’Oria: IRCA

“È la prima volta che IRCA è presente a FHA di Singapore e siamo molto soddisfatti dei contatti avuti, sono stati interessanti sotto diversi punti di vista. Infatti, i nostri prodotti per pasticceria e gelateria rispondono molto bene alle esigenze di una vasta clientela; per questo, abbiamo deciso d’intensificare lo sviluppo nei mercati del Sud Est Asiatico.

Il nostro obiettivo è far conoscere tutta la gamma IRCA che è molto ampia. In questi Paesi abbiamo già alcune strutture distributive e ne stiamo implementando altre”.

 

 Athos Perin – Paolo Pinfari: Comprital

“Buona Fiera, il raggruppamento di tutto il settore  in un unico padiglione è stata la soluzione giusta per concentrare i visitatori del gelato, rendendo il prodotto più attrattivo e riconoscibile.

Pur con meno affluenza i contatti sono stati molto buoni. Mercato di Singapore e del Sud Est Asiatico dinamico e, pur con una limitata conoscenza del prodotto gelato artigianale, desideroso di recepire novità e stili dal mondo occidentale”.

 

Nicola Fabbri: Fabbri 1905

“Fiera inferiore alle attese in rapporto ai visitatori. Le motivazioni possono riscontrarsi nella separazione in due location e, soprattutto, nella crescita di fiere una volta considerate minori, che rappresentano bene il proprio mercato di riferimento, ad esempio, Corea, Tailandia, etc.

Fabbri propone, in fiere “generaliste” come FHA, tutte e tre le divisioni: vale a dire Gelato, Pasticceria, Beverage, organizzando lo stand in modo da attrarre tutti i clienti interessati a spaziare in nuove proposte da inserire nei propri locali.

Il mercato di Singapore è stazionario, il Sud Est Asiatico si sviluppa verso laboratori centralizzati di buona qualità che supportano i punti vendita con un ciclo che preveda anche il ritiro dell’invenduto, in modo che l’offerta di gelato sia sempre molto attrattiva”.

 

Giuseppe Bravo: Bravo

“Fiera sempre molto importante, ma le attese sono state leggermente superiori all’afflusso reale dei visitatori. Il continuo spezzettamento in due o più fiere con gli stessi interessi non incentiva le aziende medio piccole a mantenere la presenza.

Secondo la mia opinione una sola fiera di riferimento potrebbe essere più motivante.

Il Sud Est Asiatico è sempre un bel mercato: Indonesia, Malesia, Filippine, Corea, etc. e Cina, sono Paesi che possono investire e sviluppare molto bene il gelato artigianale”.

 

Leonardo Mazzero: Prodotti Stella

“La fiera allargata, cioè comprensiva del Suntec, produce, di fatto, un aumento dell’offerta espositiva a scapito dell’afflusso dei visitatori che, nel complesso, possono aumentare, ma si disperdono nei confronti di un numero maggiore d’espositori.

Un altro problema che si presenta è la qualità dei visitatori, legata all’allargamento della varietà dell’offerta.

L’Asia è un mercato che ha un buon potenziale, la ristorazione è leggermente ferma, ma ci si scontra con una frammentazione di regole e comportamenti che cambiano da Paese a Paese, costringendo le aziende ad investire in risorse tecniche e umane dedicate alla commercializzazione”.

 

Matteo Guerinoni – Lucio Roberto: Anselmi

“Meno affluenza rispetto all’edizione del 2016, ma i contatti sono molto buoni. È necessario precisare il nostro business non è la vendita di semilavorati per gelato alle gelaterie, ma, attraverso un laboratorio centralizzato, produciamo gelato e lo vendiamo a ristoranti, alberghi, e locali di alto livello, quindi niente retail, ma concentrazione su un segmento ad alta ricettività. Oltre al gelato forniamo, ovviamente, vetrine in comodato d’uso.

Un altro punto di forza della nostra strategia di marketing è quello di non fare grosse scorte,ma produrre all’ordine, con consegna il giorno successivo.

Per locali con consumi limitati, forniamo anche vetrinette 4/6 gusti per soddisfare segmenti di mercato più accessibili”.

 

Claudio Pinto: Mec 3

“Meno affluenza, i visitatori si sono divisi in due location, e molti non hanno potuto visitare entrambe le fiere. Buona presenza da Indonesia, Malesia, Singapore, mentre abbiamo registrato una flessione da Indocina e Australasia. I contatti, comunque, sono stati più professionali con idee chiare sulle proprie esigenze.

Quest’anno, oltre a prodotti per gelateria e pasticceria, abbiamo proposto progetti completi per corner Gelato; in realtà già attivi in altri segmenti quali caffetteria, ristorazione, etc. si tratta di una vetrina /carrettino più macchina gelato da banco, completamente autonoma e mobile.

Ovviamente, il progetto funziona con prodotti a bassa operatività, vale a dire prodotti pronti per l’uso. Per l’Horeca, abbiamo sviluppato una serie di prodotti base con polpa di frutta (per smoothies e cocktail), e creme a base di cioccolato per creazioni accessorie alla caffetteria. Proponiamo inoltre, per il mercato soft-ice, una gamma di prodotti esclusivi per il soft – serve ”.

 

Luca Baschini – Tommaso Battaglia: PreGel

“Abbiamo riscontrato meno visitatori rispetto alle precedenti edizioni, probabilmente per la separazione in due locations, ed anche per la crescita di fiere nel Sud Est Asiatico.

FHA però, rimane ancora la fiera più importante, infatti i contatti che abbiamo avuto sono molto soddisfacenti. Il mercato di Singapore è, all’incirca, stazionario, il soft funziona ancora, mentre il gelato artigianale, richiede uno sforzo conoscitivo tuttora rilevante.

Il Sud Est Asiatico ha grandi potenzialità, ma le richieste dei vari governi di corredare i prodotti d’importazione con documentazioni stringenti e complicate, non favorisce lo sviluppo del gelato artigianale”.

 

 

 

 

Giacomo Bonfiglioli – Enrico Ammesso: Carpigiani

 

 

Di seguito, le opinioni di alcuni espositori (Suntec)

Andrea Mazza: STAFF Ice System

“Il mercato del gelato, in Asia, è abbastanza lento, il nostro prodotto inteso come fulcro della gelateria, fatica ad imporsi. Sono più redditivi i segmenti Pasticceria, Ristorazione, Hotelleria, dove si possono installare macchine di piccole dimensioni per produzioni limitate. Qui si evidenziano numeri interessanti anche se con volumi di fatturato relativamente importanti.

La scelta d’esporre a Suntec invece che a Expo (secondo la proposta degli organizzatori), è dovuta al fatto che qui ci sono, soprattutto, i contractors per ristorazione, vale a dire i segmenti di mercato ai quali ci rivolgiamo; sono soddisfatto di questa scelta”.

 

 Luisa Cameroni: TK FOOD – Nuova Elframo

“La divisione in due location non contribuisce ad aumentare l’afflusso di visitatori che è stato relativamente soddisfacente per il nostro segmento lavaggio e friggitrici, mentre per le macchine da gelato i contatti sono inferiori alle aspettative in termini quantitativi, considerando che nella precedente edizione, due anni fa, esponevamo a FHA Expo.

Prosegue la fase di rafforzamento in Sud Est Asiatico ed Estremo Oriente del Brand Elmogel che fa riferimento alla linea di macchine da gelato artigianali prodotte da Elframo.

Alcuni nuovi mercati sono più ricettivi al gelato, come ad esempio Vietnam, India, Malesia; in ogni caso la fiera è un punto di riferimento molto importante”.

GELATISSIMO – INTERGASTRA 2018 STOCCARDA

La ventinovesima edizione di Intergastra si è svolta a Stoccarda dal 3 al 7 febbraio, in abbinamento, dal 2008, a Gelatissimo, sempre a scadenza biennale. I settori merceologici di riferimento sono sette, e più precisamente: Food al padiglione 1; Tecnologie della cucina nei padiglioni 3, 5 e, in parte, al padiglione 1; Arredamento e allestimento hotel ai padiglioni 4 e 6; Bevande al 9; Servizi al 7; Caffè al padiglione 8 e, in parte, al padiglione 10; Gelatissimo al padiglione 10.

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L’aumento della superficie espositiva a 115000m2 (+15% sul 2016) grazie alla creazione del padiglione 10 ha consentito il trasferimento di Gelatissimo dal 7 al 10, più grande, ma in coabitazione con parte del segmento Caffè, per cui gli spazi sono rimasti circa gli stessi. Gli espositori totali sono 1420 (+9,5% rispetto al 2016), mentre i visitatori totali (provenienti da 70 Paesi) sono circa 100000, con un incremento quasi del 4%, rispetto alla passata edizione.

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Se prendiamo in considerazione le edizioni di Intergastra con Gelatissimo, (dal 2008) vediamo che i visitatori totali sono cresciuti del 22%, la superficie espositiva è raddoppiata. (vedi grafico1), mentre gli espositori totali, nello stesso periodo, sono aumentati del 68% (vedi grafico 2)

Grafico 1_1

Grafico n2_1

Non è, ovviamente, pensabile che gli incrementi globali possano essere attribuibili a Gelatissimo, anzi, probabilmente il segmento Gelato fruisce dell’”indotto” di Intergastra, com’è logico che sia.

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Mentre a livello di superficie espositiva Gelatissimo rappresenta il 13% della superficie totale espositiva (tenuto conto della coabitazione, in parte, con il segmento caffè), gli espositori del padiglione 10 (Gelato + Caffè) sono il 10,8% del totale espositori.

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Secondo Italcam (Camera di commercio Italo –Tedesca) i visitatori propri di Gelatissimo 2016, sono stati intorno a 4000, circa il 4,6% dei visitatori totali 2016..

Riguardo alla struttura dei visitatori, circa il 65% (70% nel 2016).appartiene ai settori Gastronomia – Ristoranti e Alberghiera – Pensioni; Bar e coffe shop passano all’11% dall’8% del 2016.

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A livello di media i giornalisti erano circa 500 nel 2016, mentre in questa edizione i contatti social sono stati 310000/giorno. Gli eventi sono stati tredici.

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Le sensazioni degli espositori, nel nostro settore, sono state molto buone in rapporto al mercato di attinenza che è la Germania. La location di Stoccarda con tutte le strutture fieristiche e “complementari” pone questa fiera in una posizione di privilegio rispetto ad altri competitor, ma non bisogna dimenticare che, secondo Uniteis, per ¾ il mercato tedesco è ancora composto di gelaterie “Italiane” che, comunque, mantengono un “legame” anche professionale con l’Italia. Si configura, a mio parere, uno “sdoppiamento” del mercato Tedesco del gelato artigianale (oltre tremila gelaterie), vale a dire una sorta di separazione fra l’esistente, più propenso al ricambio di attrezzature, aumentando, magari, gli acquisti di prodotti se la stagione va bene, e un mercato potenziale, propenso, se le condizioni lo consentono, a nuove aperture. L’incremento di nuove aperture dal primo gennaio 2017 al 30 giugno 2017 è del 7,9%, cui corrispondono, nello stesso periodo, cessazioni per il 7,4%, con un saldo positivo dello 0,5%. La lettura che mi sembra di ricavare da Gelatissimo è che i gelatieri “Italiani” appartengono alla prima teorica categoria, mentre i gelatieri “Tedeschi”, comprensivi di quelli provenienti da altri Paesi, esclusa l’Italia, appartengono alla seconda (sempre teorica, categoria). In ogni caso, la riflessione necessita un approfondimento a più voci.

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Prossima edizione di Intergastra – Gelatissimo 15 – 19 Febbraio 2020G

EUROPAIN 2018 PARIS

 

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La ventiduesima edizione di Europain anticipata di un mese (da marzo a febbraio) nel 2016 (biennale), è stata programmata nel 2018 su un arco temporale di quattro giorni, invece di cinque, più precisamente dal tre al sei febbraio. La superficie espositiva è concentrata nell’Halle 6, la più grande della struttura fieristica (48000m2), seppur più piccola delle Halles 4 e 5 del 2016.

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Con questi presupposti gli espositori totali sono diminuiti del 34% rispetto al 2016, quelli esteri, pur diminuendo dell’11% crescono di circa dieci punti percentuali al 35% sul totale espositori, rispetto alla passata edizione. La distribuzione degli espositori vede al primo posto la Francia con il 65%, l’Italia al secondo posto con il 7,7%, quindi Germania al 3,8% e Spagna al 3,5%. Occorre precisare che, in realtà, le aziende estere sono di più, infatti, chi è ben strutturato dal punto di vista distributivo, espone con il proprio concessionario e può non essere inserito con il proprio nome ma con il nome, appunto, del concessionario.

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I visitatori totali sono 52000 di cui il 32% internazionali; non è possibile fare un confronto complessivo con le passate edizioni a cinque giorni e, se prendiamo i visitatori medi per giorno, nel 2018 assistiamo a un incremento del 2,7% rispetto al 2016 (vedi grafico n°1).

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A livello di settori merceologici “Equipment et Matériel du Fournil” (Attrezzature per Panetteria) rappresenta oltre il 70% dell’offerta espositiva, sempre considerando che stesse aziende possono coprire più settori. Da un’indagine svolta da NDP/CREST fino a giugno 2017, si evidenzia come in Francia il segmento Boulangeries – Sandwicheries (Panetteria/Pasticceria – Paninoteca) sia il più visitato dai consumatori con 1209 milioni di visite/anno, con scontrino medio di 4,1€. (nello stesso periodo di riferimento in Italia 547 milioni di visite e 3,3€ scontrino medio).

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Anche la ripartizione delle visite, durante una giornata tipo, vede il segmento Boulangeries – Sandwicheries al 29% per le déjeuner (il pranzo). L’offerta espositiva è in linea con il mercato di riferimento, inoltre, in questa edizione il focus non è propriamente il prodotto, ma l’impresa, vale a dire che tutto è stato organizzato secondo tre linee guida: produzione, vendita e gestione, intese come aiuto, contributo, consulenza al boulanger per migliorare la sua produzione, vendere meglio e gestire la sua attività imprenditoriale.

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All’interno delle linee guida nove sottocategorie: cinque per la produzione, reperimento, grano e lievito, allergie specifiche e diete, laboratori e ingredienti, aromi e gusto; due per la vendita, internazionalizzazione, nuove offerte e trends; e due per la gestione, digitalizzazione del punto vendita e strategie di lancio.

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Per realizzare questa nuova impostazione si sono rese indispensabili 150 tra dimostrazioni e conferenze, 220 oratori cui si aggiungono tre classiche competizioni:

Coupe de France des Écoles, Masters de la Boulangerie e Mondial des Arte Sucres con la partecipazione di 113 candidati.

Al momento non è ancora stata determinata la data della prossima edizione.

Di seguito, l’opinione di alcuni espositori del nostro settore.

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Giuseppe Bravo – Andrea Zanuso: Bravo

“ Il mercato francese per Bravo è fondamentale, soprattutto nei segmenti, pasticceria, cioccolateria e ristorazione. Ciò richiede, in un certo senso, un cambio di pelle nell’approccio alla clientela, infatti, sono trentacinque anni che abbiamo trasformato non solo l’immagine, ma anche la ricerca e la tecnologia per raggiungere l’obiettivo di essere leader in questi settori, il gelato rimane un elemento accessorio.

I risultati nel 2017 sono stati molto soddisfacenti per cui va bene Europain e le altre Fiere di questo Mercato”.

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Enrico Cesana: Carpigiani

“ Il mercato del gelato soft in Francia cresce lentamente ma cresce, mentre quello artigianale (italiano) è in leggera flessione, anche perché la produzione sia conto terzi, sia per locali propri, qui è molto fiorente.

Europain, si sta orientando a diventare una Fiera nazionale per la boulangerie.

L’interesse, per i grandi marchi del gelato è molto limitato e gli investimenti sul mercato francese, attraverso Fiere non specializzate, potrebbero non essere sufficientemente remunerativi”.

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Pierre-Jean Cadot: Sic-Equip – Icetech

“ Ci sono potenziali investitori per il mercato francese, ma la realizzazione di gelaterie artigianali è molto difficile per gli alti costi di locazione e di acquisto in generale, e, soprattutto, per il lento ritorno dall’investimento stesso.

L’approccio al prodotto gelato è più impostato al concetto di piccole catene con un laboratorio di produzione (spesso con freezer continuo) e uno o più punti vendita.

Europain ha subito una trasformazione in questi ultimi anni e la mia percezione è che possa ricominciare a crescere”.

 

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Francesco Tripepi: Frigomat

“Il marcato francese è orientato alla pasticceria e il gelato rappresenta un mercato complementare. Quest’ultimo, sostanzialmente, è pressoché stabile, i clienti sono contenti del prodotto Frigomat e l’azienda s’impegna continuamente per migliorarne il grado di soddisfazione. Partecipiamo a questa Fiera, anche se non è dedicata al gelato, per incontrare potenziali nuovi clienti cui dare un’ottima possibilità di business con il gelato artigianale italiano”.

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Danila Santinelli: Gelmatic / Christophe Lambert – Gelmatic France, Valmar France

“Il mercato del gelato soft in Francia è sempre leggermente in crescita, la cosiddetta “glace a l’Italienne” è posta molto bene nelle esigenze dei consumatori. I gusti che vanno di più sono vaniglia e fragola. Molti si attrezzano con più macchine per offrire più gusti (otto, dieci al massimo).

L’ultimo trend è quello del gelato soft nella ristorazione e nelle catene, dove Gelmatic è leader. Sta conseguendo un buon successo la recente linea Pastrygel per la creazione di dessert a base di gelato e riempimento stampi continuo, da asporto e/o preparati per conto terzi. Il mercato richiede sempre novità e idee di business redditive.

Il gelato artigianale è percepito come un buon prodotto, il relativo mercato può rivelarsi interessante nel proseguimento della stagione. Europain ha perso importanza rispetto alle passate edizioni e alcune scelte dell’organizzazione sono discutibili, ad esempio la riduzione a quattro giorni esclude la possibilità di usufruire del mercoledì, giornata di chiusura di molti boulangères – pâtissières (l’altro giorno di chiusura è il lunedì). Anche la decisione d’inserire attrezzature industriali e artigianali insieme, può indurre in confusione il visitatore”.

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Silvestro Bardella: Telme, Pastry Box

“La Fiera, negli ultimi anni, sta riducendo gli spazi espositivi e la durata complessiva è passata a quattro giorni. Il focus è la panetteria e panificazione, sia artigianale, sia industriale. Ha perso, nel tempo, il carattere d’internazionalità, a parte i Paesi Francofoni e quelli d’Oltremare. La percezione è che non “copra” nemmeno l’intero territorio francese, stante la quasi contemporaneità di fiere nel sud della Francia (Marsiglia, Nizza, Tolosa). In ogni caso abbiamo avuto buoni contatti anche con vendite sullo stand. Il mercato del gelato è relativamente maturo ma stabile e, soprattutto, molto importante”.

Prossima edizione nel 2020 (data da definirsi)

SIGEP 2018 RIMINI

 

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Il 39° Salone della Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianale e Caffè, si è svolto a fine gennaio con interessanti risultati. In questa edizione (AB TECH EXPO, biennale, si è svolto nel 2017) gli spazi, aumentati del 9,3% a 129000m2, sono stati assegnati (in percentuale, i m2 sono un’altra cosa) all’incirca, come l’anno scorso: Gelateria 42,9% (senza considerare lo spazio della Coppa del Mondo della Gelateria), Pasticceria 28,6%, Caffè 17,8%, Panificazione Artigianale 7,1%, Cioccolateria 3,6%. Occorre precisare che l’aumento della superficie è stato ottenuto, in concreto, attrezzando corridoi e passaggi adattandoli per ospitare stand. Sempre che nel 2019 non si utilizzino aree esterne e/o costruzioni sopraelevate (tutto è possibile), è ipotizzabile che la superficie perimetrale rimanga a circa 130000m2.

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Gli espositori sono invariati, rispetto al 2017, a 1250 imprese, di cui 15,6% estere, provenienti da 33 Paesi; cresce la Francia del 31% (Sirah, biennale, è nel 2019 ed Europain, orfano di Intersuc, non è un competitor per il gelato) e va al primo posto con il 16%, cala la Germania del 30% e si pone al terzo posto (dal primo dell’anno scorso) con il 12,3% (Gelatissimo, biennale, a Stoccarda è ai primi di febbraio), diminuisce la Spagna di circa il 16% rispetto all’anno scorso, piazzandosi comunque al secondo posto come a Sigep 2017, con il 12,3% (Hostelco e Alimentaria, biennali, insieme dal 2018, sono ad aprile), la Cina cresce leggermente del 5% confermando il quarto posto al 10,3%.

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Quattro Paesi rappresentano oltre il 50% del totale espositori stranieri. Gli eventi hanno visto una crescita del 27% a quota 1016 (900 a cura degli espositori).

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I visitatori incrementano del 3,2% rispetto all’edizione 2017 a 209135 presenze totali (vedi grafico 1).

Trend visitatori totali 2014-2018

Sigep, quest’anno, distingue, all’interno di questo valore, fra Buyers (167948 fra Italiani ed Esteri) e altre figure, quali giornalisti (+33,7%), “….espositori, concorrenti ai concorsi internazionali, team per le competizioni, ospiti ai convegni, partecipanti alle aree academy…..”, per un totale di 41187 presenze, con un’incidenza del 19,7% sul totale partecipanti. L’indicazione dei Buyers è più “performante” rispetto al dato globale visitatori e molte fiere in Europa e nel Mondo forniscono questo dato da anni, pur completando l’informazione con la ripartizione visitatori nazionali ed esteri totali.

E’ evidente che questa distribuzione, all’interno del totale partecipanti, c’è sempre stata e diventa, oggettivamente, difficile “fotografare” il trend fra numeri disomogenei, non avendo a disposizione la stessa schematizzazione per le edizioni passate.

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Considerando il forte incremento di momenti dimostrativi (+27%), anche il relativo universo coinvolto si suppone essere aumentato, rispetto alla passata edizione (il condizionale è d’obbligo).

Tabella 1 Incrementi % Visitatori Totali 2013/2018

Anno su anno 2014/2013 2015/2014 2016/2015 2017/2016 2018/2017
Incremento % +20% +7,7% +7.5% +3,6% +3,2%

Fonte; Elaborazione RG su dati Sigep

 

Riguardo ai media, le testate specializzate italiane rappresentano il 32,8% del totale contro il 67,2% di quelle estere, in leggera flessione; Germania, Polonia, Stati Uniti a pari merito con il 7,1%.

 

 

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settori merceologici (18) sono stabili da tre anni e le sottocategorie sono sempre ad appannaggio dei “Macchinari, Impianti e linee continue”, con 119 sottocategorie, al secondo posto “Materie prime e Ingredienti” con 92. Occorre precisare che le categorie merceologiche sono “trasversali” ai singoli segmenti quali Gelato, Pasticceria, Cioccolato, etc., poiché le materie prime, ad esempio, sottintendono tutti gli ingredienti che concorrono per realizzare il prodotto gelato, il prodotto, pizza, pane, cioccolato, etc.

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Oggi Sigep non è più (o solo) un Salone internazionale etc., etc. è uno Show nel senso anglosassone del termine, a tutto tondo, con 200 milioni di contatti media (+17,6 rispetto al 2017), ma soprattutto, è un “Luogo” a dimostrazione continua, fatto salvo i contatti business. Personalmente, vedrei bene un logo tipo “Sigep® Show”, anche in considerazione del fatto che Sigep è “entrato” in una manifestazione itinerante internazionale quale Gelato Festival e in una scuola di formazione di altissimo livello che è Cast Alimenti.

Un’ultima annotazione, non ultima d’importanza, l’anno scorso avevo segnalato la possibilità di eseguire controlli di sicurezza all’entrata della manifestazione; quest’anno i metal detector e i controlli sono stati realizzati (non certo per la mia segnalazione) in modo efficace senza incidere troppo sulle code.

 

 

Prossima edizione 19/23 gennaio 2019.

Host 2017 Milano

Archiviato Host 2015 senza grossi contributi da parte di EXPO, l’edizione appena conclusa, il numero quaranta, segna un buon andamento dei settori interessati.

Host ha suddiviso l’evento in tre macroaree: Foodservice Equipment, Bread, Pizza, Pasta, prima macro area con uno spazio espositivo dedicato che rappresenta il 47% del totale.

Seconda macroarea che comprende sia Coffee, Tea, Bar, Coffe machines, Vending per il 27% dello spazio espositivo, sia Gelato, Pastry, Coffee per il 13%. La terza macroarea include Furniture, Technology, Tableware su una superficie che rappresenta il13% del totale. Host indica il “peso” della prima macroarea nel 43,4% delle aziende, la seconda macroarea nel 37,5% e la terza nel 19,1%.

Riguardo al nostro settore, mentre il Gelato e Pastry (Coffe in parte) rappresentano il 13% dello spazio espositivo, il numero degli espositori nei padiglioni dedicati rappresenta l’8,5% del totale (esclusi gli espositori Coffee presenti negli stessi padiglioni).

I visitatori totali sono stati circa 187600 con un incremento in dieci anni (cinque edizioni) di circa il 50%. I visitatori esteri sono stati circa 72700 provenienti da 177 Paesi e, in dieci anni, l’incremento è stato del 120%, (vedi grafico 1).

 

 

Il dato rilevante è che in questa edizione il numero dei visitatori italiani incrementa del 28% rispetto al 2015.

Le Nazioni di provenienza dei visitatori esteri aumentano del 26% dal 2009.

Se analizziamo separatamente i visitatori italiani ed esteri, scopriamo che il rapporto fra loro nelle ultime tre edizioni è pressoché costante: per ogni 100 visitatori italiani, ce ne sono altrettanti 60 esteri [gli esteri sono circa il 63% degli italiani, a parte l’edizione del 2015 (effetto EXPO?) dove il dato era 66%, quasi raddoppiando il valore rispetto al 2009], (vedi grafico 2).

L’andamento degli espositori è in linea con l’andamento dei visitatori; nel corso degli ultimi dieci anni, + 50% Totali, + 117% Esteri, +25% Italiani. %. I Paesi di provenienza degli espositori esteri, in cinque edizioni, sono aumentati del 27%. Le New entry quest’anno sono Ucraina, Uganda, Egitto, Sudafrica e Nuova Zelanda.

I cosiddetti Buyer sono stati circa 1500 con una distribuzione per 80 Paesi. Host indica la parte più “corposa” dei Buyer proveniente dall’America settentrionale con il 23%, Asia e Oceania con il 19%, Medio Oriente con il 15%. Parlando con alcuni espositori del Settore Gelato e Pasticceria, si hanno conferme su questi ordini di grandezza, forse con l’Estremo Oriente più presente. È bene aggiungere, a conforto dei numeri, che il Prodotto Interno Lordo dell’Asia Oceania è circa tre volte il Prodotto Interno Lordo dell’Europa.

Uno studio della FIPE riguardante il 2016 indica il valore dei consumi “fuori casa” intorno ai 76 milioni di €, in crescita rispetto al 2012 del 4,6%, confermando il trend di leggera crescita. La percentuale dei consumi alimentari “fuori casa” è del 35% (superiore alla media europea a 28), contro il 36% delle Americhe, il 32% dell’Asia, il 5% del Medio Oriente e Africa. Sono queste ultime aree che indicano i maggiori margini di crescita, ovviamente a lungo termine, viste le situazioni attuali.

Il nostro settore, in ogni caso, ben rappresentato riflette la filosofia di Host, vale a dire una fiera essenzialmente per Distributori, per Business d’impatto. La gelateria, in se, pur rientrando nel progetto d’impresa, ha una valenza individuale, commerciale, artigianale e, comunque, a gestione ristretta, fatto salvo il concetto di catene, che, in fiere come Host potrebbe avere un senso, (a Fiera Milano è schedulata un’apposita fiera del Franchising).

Certo, ci sono anche clienti finali e, soprattutto, potenziali clienti che hanno attività in settori affini quali caffè, ristorazione, etc. che visitano i padiglioni Gelato/Pastry per conoscere e valutare possibilità di allargare l’offerta in tempi di concorrenza sfrenata.

Dei cinquecento eventi organizzati complessivamente, quelli riguardanti il gelato sono stati organizzati da Aziende, Testate di settore, etc., le innumerevoli associazioni organizzano in altri luoghi concorsi, seminari, dibattiti, anche perché, come detto, questa è una fiera per le aziende di settore, un po’ meno per gli utenti finali. Quando Host si chiamava “Expo de Milan”, era quasi il contrario, ma parliamo di alcuni mondi fa, oggi occorre guardare al futuro.

Prossimo appuntamento 18/22 ottobre 2019

Gelato Artigianale Forum Bergamo 10 marzo 2017

 

Trent’anni (più correttamente trentadue) di attività per un’azienda sono molti, se poi si tratta di una piccola Casa Editrice operante in un mercato di nicchia come il gelato artigianale, questo lungo periodo è molto indicativo di un lavoro intenso e pregnante.

Ancora un se, e riguarda la proprietà, sempre la stessa da trentadue anni, anzi, ora la seconda generazione ricopre un ruolo importante; ebbene, tutti questi se, testimoniano quanto il gioiello di famiglia, la rivista Gelato Artigianale (nelle sue varie edizioni per diversi mercati) sia importante per il mondo del gelato artigianale: gelatieri, aziende e consumatori.

Per il trecentesimo numero, la Famiglia Levati ha organizzato un evento “privato”, nel senso di un “momento” fuori dalle fiere di settore, solo con Inserzionisti, Associazioni di categoria, qualche gelatiere e alcuni amici, pur con un convegno ambizioso, il cui tema “Presente e Futuro del Gelato Artigianale”, avrebbe meritato una platea più ampia, una cornice, con il dovuto rispetto, diversa dal prestigioso Centro Congressi di Bergamo.

Eraldo Levati, fondatore della rivista, introducendo gli ospiti, ha posto l’accento sulla qualità legata alla storia del prodotto; ci sono ottimi gelatieri che lavorano benissimo, ma i consumatori, soprattutto giovani, fanno fatica a riconoscere il gelato artigianale.

Secondo Levati (ma non solo), occorre superare la “litigiosità” fra gli attori del mondo del gelato artigianale, incrementando la buona volontà di tutti.

A tirare le fila del convegno è stato chiamato Michele Mirabella, noto personaggio televisivo che ha saputo con eleganza e ironia mediare fra le diverse anime dei relatori.

La sua esperienza sul gelato e di gelatiere è durata quindici minuti, a Santo Spirito di Bari, quando aveva nove anni. Mirabella ricorda il carrettino dei gelati come un grosso ferro da stiro con le ruote della bicicletta con sopra due “stufe” dove c’era dentro il gelato.

Il titolare del carretto aveva necessità di assentarsi, per assolvere bisogni fisiologici, e lui ha sostituito il gelatiere presidiando il carretto. Il premio è stato un enorme gelato da venti lire rigorosamente di limone. Il concetto di artigianalità fa la differenza, da Procopio ai giorni nostri, la tipicità italiana si può sintetizzare in buongusto, intelligenza, creatività.

Ancora, Mirabella ha ricordato che l’artigiano non lavora il latte, lo zucchero, le uova, etc., ma, in una sorta di complemento di collaborazione, lavora con il latte, zucchero, etc.

Eugenio Del Toma, specialista in Scienza dell’Alimentazione, ricercatore e personaggio televisivo, ricorda, nel suo intervento, come il programma televisivo Elisir (condotto da Michele Mirabella) sia stato uno spartiacque fra il linguaggio medico e quello comprensibile dalla maggior parte della popolazione, come abbia decifrato un linguaggio riservato prima a pochi, secondo un concetto di servizio agli utenti, con riferimento esplicito al bombardamento mediatico che il consumatore subisce quotidianamente; non si capisce più qual è la verità, la propaganda, le bugie. Negli anni settanta Eugenio Del Toma aveva compiuto ricerche in case di riposo proponendo nell’alimentazione in alcuni gruppi di anziani, il gelato artigianale. I risultati furono sorprendenti per la tonicità e fisicità riscontrata nei gruppi sottoposti al consumo di gelato.

Il gelato è, oggi, riconosciuto come un alimento ricco di nutrienti, ma, forse, “costretto” a breve a doversi difendere, assieme ad altri prodotti made in Italy dall’assalto delle “6 Sorelle” (Unilever, Coca-Cola, Mars, Mondelez, Nestlé, PepsiCo) che intendono introdurre il concetto del “semaforo” in etichetta. I cibi sono classificati secondo il “pericolo”, rappresentato da grassi, zuccheri, etc., quindi, ad esempio, semaforo verde per bibite a zero calorie (prodotte dalle 6 Sorelle), e semaforo rosso per Grana, etc. prodotto made in Italy.

Fabrizio Osti, presidente AIIPA, ha esordito con una massima made in USA: “Troppo buono per essere sano”, riferito al gelato artigianale. Ha poi rilevato come la contrapposizione fra gelato industriale e gelato artigianale non è sinonimo di qualità per quello artigianale. Il successo del gelato artigianale, nel mondo, è dovuto alla totalità della filiera del gelato: Aziende, Associazioni, Riviste, etc., non può essere il singolo gelatiere che si trasferisce per cercare lavoro, come nel secolo scorso.

In Italia ci sono circa 30/35000 gelaterie (la definizione che preferisce è “Gelateria di Produzione Propria”) che fanno il 60% del fatturato del gelato, unico esempio nel mondo.

Oltre agli ingredienti primari, latte, panna, zuccheri, uova, etc. occorrono le basi che servono per “tenere insieme” il gelato, considerando lo sbalzo termico fra conservazione e consumo, da circa -12°C a +30/35°C. Per completare la produzione del gelato s’impiegano le paste aromatizzanti.

Il trend del gelato passa attraverso la ricerca della cosiddetta “Etichetta pulita”. La demonizzazione degli additivi ed emulsionanti è più un discorso di marketing e comunicazione che reale. Ci sono additivi naturali già utilizzati e ci sono, al posto degli emulsionanti, derivati del latte (fosfolipidi) che possono assolvere la funzione di emulsionare acqua e grassi senza “spaventare” il consumatore. Riguardo al problema degli zuccheri, l’orientamento è verso la Stevia e le fibre.

 

L’imprenditore Arnaldo Minetti ha evidenziato come la “Sensibilità” di relazione con i clienti sia in crescita, soprattutto per rispondere a tutte le esigenze dei consumatori.

La riscoperta dei prodotti locali è la vera forza del gelato artigianale, gli ingredienti del territorio sono stimolanti sia per il gelatiere sia per il consumatore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Ostificio Prealpino

Anche il gelato vegano, (nessun ingrediente di origine animale) sta avendo un successo momentaneo incredibile, non vere e proprie gelaterie totalmente vegane ma, unità, angoli all’interno di gelaterie tradizionali.

Il presidente ACOMAG Gianfranco Tonti ha illustrato il trend della refrigerazione per i prossimi anni, partendo dal concetto che la tradizione è una ricchezza culturale che appartiene a tutti e che occorre voler “più bene” all’ambiente. Per questo, le normative concernenti i gas frigorigeni saranno più stringenti dal 2020. Ogni singolo gas, in grado di alterare il clima, caratterizzato dallo specifico Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP o Global Warming Potential), dovrà diminuire la sua capacità d’incidere sull’effetto serra.

Armadi, celle, vetrine, macchinari, etc. dovranno utilizzare componenti frigorigeni atti a contenere gli effetti negativi sul clima. In aggiunta ci sono norme che prevedono anche la riduzione dei consumi energetici. Lo smaltimento dei vecchi apparecchi è normato in modo da limitare sempre e comunque l’inquinamento.

 

 

 

 

 

 

Fonte: ACOMAG

Anche il personale che attiene alla manutenzione degli apparecchi, deve essere specializzato, e definito secondo normative di recente applicazione.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: ACOMAG

Gianfranco Tonti ha posto l’accento sul fatto come il futuro di sviluppo e crescita sia legato a regole chiare, e che tutti i costruttori, soprattutto i concorrenti di altri Paesi, debbano adeguarsi. Ha illustrato, inoltre, come il gelato possa essere presente in tante attività commerciali e produttive e luoghi di aggregazione.

L’imprenditore Salvatore D’Amato ha dissertato sul confezionamento; il packaging testimonia quello che sei, quello che rappresenti, infatti, stabilisce un contatto con il consumatore, e il gelatiere non può non prescindere dal packaging. Ha invitato, quindi, a riflettere come il ciclo produttivo, da un punto di vista di smaltimento, debba essere “osservato” non solo nella sua fase finale, ma anche da quella iniziale. Le differenze fra una coppetta di gelato da asporto, normale e bio, consistono, rispettivamente, nell’impiego di carta al 95% e 5% politene, e, per la coppetta bio, carta e biopolimero, che significa biodegradabile e compostabile al 100%.

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Cartoprint

Non solo, essendo un prodotto FSC, significa che la materia prima che serve per produrre la carta delle coppette, contiene legno proveniente da foreste ecosostenibili, vale a dire gestite in modo responsabile, seguendo rigorosi standard economici, sociali e ambientali. Questi parametri, che sono criteri e principi di corretta gestione forestale, sono deliberati dal Forest Stewardship Council®, massimo organo intersettoriale, che agisce con il consenso di tutti gli attori della filiera.

L’imprenditore Giovanni Agostoni, attraverso l’esperienza di famiglia, ha disquisito sul concetto di qualità applicato sia al prodotto sia al produttore, quindi, non solo acquistare fave di cacao, ma, soprattutto, anche il tipo di fava. Per questo hanno cominciato, in azienda, tanti anni fa, a visitare i maggiori Paesi produttori di cacao, conoscere i contadini con i quali, in seguito, si è instaurato un rapporto di amicizia. Le coltivazioni bio lasciano agli animali il compito di “proteggere” le piantagioni, quelle non bio, usano i fertilizzanti. Non bisogna avere fretta, nel tempo il prodotto sarà nettamente migliore.

Si paga un prezzo superiore alle quotazioni di Borsa, per un cacao eccellente, ma, allo stesso tempo facendo Business e profitti. In questi Paesi, Repubblica Domenicana, Perù, Uganda, sono stati creati complessi di proprietà, particolarmente in Uganda, dove c’è una struttura con 100 dipendenti ugandesi che eseguono la fermentazione ed essicazione direttamente in loco. La crescita economica e sociale della vera scelta equo e solidale comporta una crescita sia per l’azienda sia per i dipendenti dei Paesi Produttori.

Il Direttore Responsabile Marco Levati, ha terminato i lavori dopo il dibattito, ringraziando ospiti e relatori, assicurando l’impegno della rivista a continuare la valorizzazione e la testimonianza del gelato artigianale.

Alla fine, il convegno ha espresso molto presente e un po’ meno sul futuro del Gelato Artigianale, molte regole nuove che determineranno la produzione del gelato e qualche tendenza, dettata forse più dalla moda del momento che da reali mutamenti del mercato al consumo. Non sappiamo, e non avremmo potuto saperlo in questo evento, se il futuro del gelato artigianale sarà roseo; certamente alcuni attori della filiera avranno delle ottime possibilità sui mercati esteri, grazie al concetto del Made in Italy, ma gli sviluppi di questo magnifico prodotto nel mercato italiano necessiterebbero, da tutti gli attori, “visioni” più proiettate al futuro. Anche per questo sarebbe stata importante la presenza dei gelatieri che, in un’altra location, sarebbe stata corposa.

Il migliore in bocca al lupo alla famiglia Levati per il sostegno al Gelato Artigianale Italiano.