ENERGETIC LABELS

Da alcuni anni le Istituzioni, Governi, aziende e associazioni di consumatori, cercano d’introdurre elementi riconoscitivi di prodotti alimentari quali, ad esempio, la filiera che segue il prodotto dalla sua nascita all’acquisto nei negozi e supermercati. Non solo i generi alimentari sono oggetto “d’identificazione” da parte del consumatore, ma molti altri “oggetti” e attrezzature. Ne sono un esempio gli pneumatici che dal 1° giugno (con obbligo effettivo a novembre) sono corredati da un adesivo che riporta tre parametri: efficienza economica, efficienza ambientale, e sicurezza stradale. Gli immobili sono soggetti a certificazione energetica nel caso in cui si voglia vendere, gli elettrodomestici, facenti parte in discreta misura del nostro settore, sono accompagnati da un’etichetta adesiva che indica diversi parametri. Nel 1992 l’Unione Europea ha emanato la direttiva 92/75/CEE che obbliga i costruttori a indicare “l’efficienza energetica” riferita a ogni singolo apparecchio. Chi non si ricorda dell’agognata classe A (bassi consumi) e della temibile classe G (alti consumi). Nel 2010 L’Unione Europa ha ampliato l’etichettatura con l’aggiunta di classi A+, A++, A+++, questo perché la maggior parte dei fabbricanti raggiunge nella propria gamma la classe A, per cui, in questo modo, sono obbligati a compiere un nuovo sforzo verso l’efficienza energetica. È bene ricordare che un apparecchio A++ consuma il 50% in meno rispetto a un omologo classificato in A: la differenza è rilevante.

È chiaro che l’etichetta energetica non tiene conto solo dei consumi energetici ma, secondo il tipo di elettrodomestico, anche di consumi riferibili alla natura dell’apparecchio, quali l’acqua, asciugatura, centrifuga per lavatrici e lavastoviglie, efficienza in raffreddamento (EER) o in riscaldamento (COP) per i climatizzatori, il tipo di schermo (LED, LCD, Plasma) per i televisori; ad esempio uno schermo al Plasma può consumare tre volte di più rispetto a uno schermo LED. Per tutti deve essere indicato il grado di rumorosità.

E il mondo del gelato? Siamo alla presenza di un ambiente più complesso, il segmento dei frigoriferi, congelatori fa parte delle attrezzature necessarie all’attività di gelatiere e pasticcere, però le macchine più complesse sono altre, sono pastorizzatori, mantecatori, cuocicrema, macchine multifunzione, macchine soft, macchine soft auto pastorizzanti, montapanna, etc. tutti apparecchi termodinamici che necessitano, nel caso si creassero etichette identificative, di analisi profonde per mettere in condizione l’artigiano e, quindi, non il consumatore (con tutto il rispetto dovuto, ovviamente), di operare al meglio nel suo lavoro e, di conseguenza, di rendere il consumatore conscio che il gelato che degusta è sottoposto a una filiera completa e sicura.

Per “saperne di più” chiediamo al Presidente Acomag Vittorio Bartyan lo “stato dell’arte” sulle etichette energetiche.

 

D: Com’è la situazione nel nostro settore rispetto alle norme di etichettatura elettrodomestici ora in vigore?

 

Vista la mancanza di norme specifiche prestazionali e di risparmio energetico per ciò che gli associati Acomag producono, dopo un faticoso lavoro di convincimento, è stato, alla fine unanimemente convenuto la necessità di avere norme proprie stabilite dai costruttori e ratificate dalla Commissione Europea, piuttosto che ricevere regole imposte da terzi, non competenti per i prodotti del comparto. Nel frattempo, la commissione Europea aveva già affidato la gestione dei prodotti del Lot.1 alla società BIO S.a. di Parigi.”.

D: Il Lot.1 è un settore molto variegato che comprende granitori e piccoli elettrodomestici, è così?

“Certamente, per questo, un tempestivo intervento di Acomag, tramite AssoFoodtec, ha chiarito alla Commissione Europea la sostanziale differenza tra l’ampia varietà di prodotti del Lot.1 e le specificità evidenziabili delle macchine per gelato. La Commissione Europea ha pertanto escluso le macchine per gelato dal Lot.1. Ciò ha permesso di raggiungere il quorum minimo di sette stati membri associati che hanno confermato il loro interesse alla formazione di nuove norme specifiche. Austria, Bulgaria, Italia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera hanno consentito al comitato tecnico 44 del CEN (Comitato Europeo Normalizzazione) tramite UNI (Ente Nazionale Italiano di Normalizzazione) di comporre tre gruppi di lavoro (denominati 212 group 1; 213 group 2; 214 group 3) che hanno affidato il segretariato per lo sviluppo delle norme prestazionali e di consumo energetico all’Italia. Convenor per il Segretariato è l’ing. Roberto Lazzarini (membro del comitato tecnico Acomag) ”.

D: Lo stato dell’arte oggi?

“Il gruppo di lavoro, a oggi, è composto di sedici membri di otto Paesi diversi, e si stima di presentare il testo definitivo alla Commissione Europea entro breve tempo. Dal momento della presentazione, con conseguenti analisi, esame, trattazione, pubblicazione, occorre, se tutto si svolge senza intoppi, un anno e mezzo per l’approvazione. È presumibile pensare che entro il duemilaquattordici la norma sia attivata per tutti i ventisette Paesi dell’Unione che devono, poi, singolarmente, recepirla, anche se nel frattempo la sua diverrà già effettiva. È in preparazione la stesura delle norme concernenti la sicurezza e l’igiene delle macchine e sarà di competenza del gruppo CEN/TC 153.”.

 

D: Il raggiungimento di quest’ambizioso obiettivo sarà vantaggioso per il Sistema Italia?

“Sicuramente, la creazione di tutta una serie di norme di: sicurezza, meccaniche, elettriche, termotecniche, alimentari, d’uso, di riciclaggio e d’igiene, innalzerà la soglia della qualità dei prodotti specifici e servirà come linea guida per l’innovazione dei prodotti del futuro”.

Tab.1 focus specifico Working Group

212: working group 1 Service refrigerated cabinets and containers for use in commercial kitchen
213: working group 2 Professional ice cream machines
214: working group 3 Walk-in- cold rooms

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